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Acqua del rubinetto, perché è sicura, controllata, economica e ottima da bere

Tutti i motivi che rendono insensato un uso così elevato di acqua minerale (in bottiglie di plastica). L’acqua del rubinetto costa anche molto poco: solo 1,95 euro per ogni 1.000 litri. E significa una scelta, da consumatore, a favore dell’ambiente.

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SICUREZZA ACQUA DEL RUBINETTO IN ITALIA –

È davvero strano che un paese ricco di acque di buona qualità come l’Italia sia anche tra i maggiori consumatori al mondo di acqua minerale. L’80 per cento delle acque minerali consumate in Italia viene venduta in bottiglie di plastica e per produrre una bottiglia di plastica da un litro ci vogliono 2 litri di acqua, cioè alla fine si consuma complessivamente una quantità di acqua rispetto alle reali necessità: 1 litro bevuto e 2 litri per la bottiglia. Che spreco.

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I motivi che rendono insensato un così elevato consumo di acqua minerale in Italia sono essenzialmente i seguenti:

  • Nella maggior parte dei casi le acque potabili hanno un’origine sicura, infatti secondo l’ISTAT l’85% del prelievo nazionale di acqua a uso potabile deriva da acque sotterranee che, rispetto alle acque superficiali, sono naturalmente più protette da fenomeni di contaminazione, ed infatti come certificato da ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) il 70 per cento delle acque sotterranee italiane presenta uno stato chimico buono, cioè non presentano evidenze di impatto antropico. Anche dal recente Rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque emerge, per le acque sotterranee, un quadro non così allarmante come riportato da molti media, infatti solo il 9 per cento dei punti monitorati presenta una concentrazione di pesticidi sopra ai limiti dell’acqua potabile.
  • Il dispositivo di legge che disciplina la qualità delle acque potabili italiane (Decreto Legislativo n. 31/01) deriva dal recepimento di una direttiva europea (98/83/CE), quindi i parametri chimici e microbiologici sottoposti a controllo e le relative concentrazioni limite, che un’acqua ad uso potabile deve rispettare, sono, a garanzia dei consumatori, uguali in tutti i paesi UE.
  • Per legge la qualità chimica e microbiologica delle acque potabili è sottoposta ad un doppio controllo, il primo da parte dei gestori delle reti idriche (la legge li chiama controlli interni), il secondo da parte delle AA.SS.LL. territorialmente competenti (la legge li chiama controlli esterni).
  • Le acque di rubinetto sono più rispettose per l’ambiente infatti il consumo di 1.000 litri di acqua di rubinetto comporta il consumo di 1.597 litri di acqua ( 597 sono i litri dispersi nelle reti idriche) e produce solo 0,6 Kg di CO2, invece il consumo di 1.000 litri di acqua minerale in bottiglie di plastica comporta il consumo di 3.000 litri di acqua (2.000 sono i litri per produrre le bottiglie) e produce 21 Kg di rifiuti plastici e 59 Kg di CO2.

In definitiva le acque di rubinetto italiane sono di origine sicura, adeguatamente controllate, green e anche economiche (solo 1,95 euro per 1.000 litri); inoltre il consumo di acqua (in Italia circa 20 miliardi di litri all’anno) e la produzione di gas serra (in Italia circa 605.000 tonnellate di CO2, come le emissioni annuali di una città di 100.000 abitanti) legati alla produzione di bottiglie di plastica per acque minerali è davvero uno spreco imperdonabile, soprattutto in questo momento dove i cambiamenti climatici da una parte e El Nino dall’altra stanno creando condizioni di siccità estrema in zone già martoriate come Medio Oriente, Africa meridionale e India, con conseguente aumento del costo delle derrate alimentari e, quindi, con un letale peggioramento delle condizioni di vita delle fasce più deboli della popolazione.

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