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Bottiglie di plastica per l’acqua, ne consumiamo ogni anno 192 a testa. Record europeo e spreco enorme. Valgono 250mila tonnellate di rifiuti (video)

Lo spreco delle bottiglie di plastica - La stragrande maggioranza degli italiani (più dell'80 per cento) non ama la plastica, ma allo stesso tempo beve solo acqua confezionata inquesto modo. Un'abitudine diventata stile di vita. Le possibili alternative

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LO SPRECO DELLE BOTTIGLIE DI PLASTICA

C’è un record che gli italiani dovrebbero cancellare: siamo i primi consumatori in Europa di bottiglie di plastica per l’acqua minerale. Assurdo. Sia considerando la qualità media dell’acqua del rubinetto, e sia per la quantità di alternative che esistono, a partire dal vetro. Siamo diventati talmente schiavi di questo spreco di plastica da consumarne 192 litri a testa all’anno. Queste bottiglie producono 250.000 tonnellate di rifiuti. Un’enormità. Bottiglie che poi vediamo nelle spiagge, nei giardini pubblici, nelle strade. Ovunque.

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INQUINAMENTO BOTTIGLIE DI PLASTICA

Purtroppo nel tempo è passata questa linea, uno stile di vita e un’abitudine che ha contagiato la stragrande maggioranza degli italiani. La stessa percentuale di persone (oltre l’80 per cento della popolazione) allo stesso tempo detesta la plastica, ne predica l’abolizione e poi beve senza tregua bottiglie di acqua minerale confezionate sempre con la plastica. Bisogna partire da qui per fare passare una nuova linea culturale, prima che uno stile di vita diverso. L’acqua dei rubinetti, mediamente, è ottima e offre tutte le garanzie possibili. Inoltre sono sempre di più i comuni che si stanno impegnando nella costruzione di quelle “casette dell’acqua” che agevolano l’eliminazione della plastica. Bisogna informare e informarsi. Come bisogna sapere che l’acqua contenuta nelle bottiglie di plastica esposta al sole, cosa che avviene di frequente nei mesi estivi, subisce danni irreversibili per la sua qualità.

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CONSUMO BOTTIGLIE DI PLASTICA

In secondo luogo la riduzione dei consumi di bottiglie di plastica deve passare per le scuole, per le università (in America le migliori università del paese vietano la vendita di acqua confezionata con la plastica), per tutti i luoghi pubblici dove sia possibile creare nuovi abitudini. Lo hanno fatto in Francia, in Germania, In Inghilterra: perché non possiamo farlo anche in Italia? Terzo: facciamo aumentare, ovunque, incentivi e contributi che favoriscono un corretto smaltimento della plastica e in particolare delle bottiglie. Il nostro modello è Pechino, dove è possibile pagare il biglietto della metropolitana infilando in una macchinetta automatica un certo numero di bottigliette di plastica. e infine, cerchiamo di incentivare i consumi dell’acqua in vetro. Servono incentivi, anche perché la plastica costa meno e conviene all’industria che la produce. E quando compriamo una bottiglia di acqua in vetro abbiamo la sensazione di fare un acquisto di vino per i prezzi che paghiamo. Peggio ancora a ristorante: dove la bottiglia di acqua in vetro è considerata un genere di lusso.