Raccolta differenziata plastica - Non sprecare
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Plastica e raccolta differenziata, tutto quello che bisogna sapere per farla bene

La plastica non è biodegradabile. Se bruciata emette diossina. E se ne produce una quantità enorme. Con queste premesse, smaltirla in modo corretto è decisivo: ecco le indicazioni utili per evitare sprechi. Sapendo che la plastica è facile da riciclare

La plastica non è biodegradabile. Se bruciata emette diossina. E la sua storia ha origini lontane: la bachelite fu sintetizzata per la prima volta nel 1907, il PVC risale al 1912, seguito da cellophane, plexiglass, nylon, Pet, polietilene risalente, quest’ultimo, al 1953. Oggi se ne produce una quantità enorme, oltre 400 milioni di tonnellate all’anno, di cui il 36% costituito da imballaggi, secondo i dati del vademecum “Plastica, da rifiuto a risorsa. Una guida al consumo consapevole realizzato da Terna in collaborazione con Legambiente e AzzeroCO2. Con queste premesse, smaltirla in modo corretto è decisivo. Sapendo che la plastica, pur non essendo totalmente eliminabile (perlomeno nel breve termine), è facile da riciclare. E che mettendo in atto piccole ma buone abitudini quotidiane si può senz’altro contribuire a ridurne il consumo, a casa come in ufficio.

RACCOLTA DIFFERENZIATA PLASTICA

Non è biodegradabile e dunque ha tempi di smaltimento biblici. Guai se va a fuoco: emette sostanze tossiche, a partire dalla diossina. Se ne produce, e purtroppo se ne continuerà a produrre ancora a lungo, una quantità enorme: 35 miliardi, ogni anno, soltanto di bottigliette per bevande liquide. Bastano queste tre premesse per capire quanto sia importante, per la nostra salute e per il nostro benessere, fare bene la raccolta differenziata della plastica. Cosa, tra l’altro, davvero non difficile, ma fonte di enormi sprechi quando non viene realizzata.
Bisogna aggiungere che esistono vari tipi di plastica e ognuno di essi richiede trattamenti diversi per il riciclo, con costi più o meno elevati. Per esempio il riciclo di materiali plastici termoindurenti ha costi decisamente elevati, mentre alcune materie plastiche possono essere riciclate solo un certo numero di volte. È il caso del polipropilene.

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COME SI FA LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA

Innanzitutto è bene ricordare che ridurre il numero di rifiuti e imballaggi in plastica è importante per salvaguardare l’ambiente: in quest’ultimo caso, per ridurre le quantità di contenitori, al momento dell’acquisto privilegiate sempre i prodotti sfusi. Allo stesso modo è fondamentale verificare che gli imballaggi siano prodotti con materiale riciclato o riutilizzabile.

IL LIBRO CHE RACCONTA QUANTO VALE IL RICICLO

La plastica recuperata, una volta trasferita negli appositi stabilimenti in cui avviene il riciclo e il recupero dei diversi materiali, può trasformarsi in nuovi oggetti e avere un nuovo uso.

PER APPROFONDIRE: Raccolta differenziata dell’umido, ecco come si fa

RACCOLTA DIFFERENZIATA PIATTI E BICCHIERI DI PLASTICA

Ma non solo imballaggi in plastica, c’è anche un altro materiale che spesso crea qualche dubbio al momento del suo corretto conferimento nel ciclo dei rifiuti: si tratta dei piatti e dei bicchieri monouso in plastica da gettare nel cassonetto della plastica.

Così come per gli altri imballaggi, anche in questo caso, per ottenere una raccolta differenziata di qualità, è importante seguire alcuni semplici accorgimenti:

  • Rimuovere tutti i residui di cibo, svuotare e sciacquare i contenitori e i piatti e bicchieri di plastica prima di gettarli via;
  • Schiacciare bottiglie e contenitori in plastica in modo da ridurne il volume.

Ricordate inoltre che piatti e bicchieri in materiale biodegradabile devono essere avviati alla raccolta dei rifiuti organici e che nelle città in cui non viene effettuata la raccolta differenziata porta a porta, la raccolta della plastica generalmente avviene nello stesso cassonetto adibito alla raccolta del vetro. Verificate quindi quali sono le indicazioni stabilite per il vostro Comune di appartenenza.

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RACCOLTA DIFFERENZIATA PLASTICA: COSA METTERE NEL CASSONETTO

Vediamo allora nel dettaglio, cosa conferire e cosa no nell’apposito contenitore per la raccolta della plastica:

COSA INSERIRE

Bottiglie (acqua, bibite, olio, succhi di frutta, latte)
Flaconi dei detersivi e degli altri prodotti utilizzati per l’igiene della casa e della persona (shampoo, cosmetici)
Vasetti di salse, creme e yogurt
Bustine delle merendine
Piatti e bicchieri monouso di plastica
Imballaggi delle confezioni di acqua, bibite, rotoli di carta
Imballaggi a bolle per elettrodomestici
Buste di pasta, riso, patatine, cioccolatini, caramelle ecc
Imballaggi adoperati per il confezionamento dei capi di abbigliamento
Blister e involucri sagomati
Vaschette per il confezionamento di gelato, frutta e verdura
Vaschette in plastica delle uova
Reti per frutta e verdura

COSA NON INSERIRE

Giocattoli
Attrezzi da cucina
Penne
Posate in plastica
Piatti e bicchieri in plastica rigida
Tubi da giardinaggio
Accendini
Piccoli elettrodomestici
Bastoncini adoperati per mescolare le bevande
Bacinelle
Squadrette e righelli
Tastiere e mouse
Cd musicali e custodie
Sedie in plastica
Sottovasi
Siringhe
Occhiali

RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA: ERRORI DA EVITARE

Può capitare di essere indecisi sul corretto smaltimento di alcuni rifiuti, in tal caso è meglio optare per l’indifferenziata. Ricordando però che i materiali misti non separabili non vanno in quest’ultima.

Un errore comune da non fare consiste nell’utilizzare una borsa di plastica per gettare via la carta.

E per quanto riguarda i contenitori di plastica, anche se sono sporchi, ricordate che vanno gettati sempre nella plastica, purché non includano residui solidi e consistenti.

PER APPROFONDIRE: Raccolta differenziata del vetro, come farla nel modo giusto

RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA PLASTICA IN UFFICIO

In ufficio uno dei problemi maggiori è rappresentato dall’utilizzo di plastica monouso, che può essere ridotta optando per alternative sostenibili. Per esempio utilizzando borracce al posto delle bottigliette di plastica. E ricorrendo a prodotti composti da biopolimeri compostabili o carta al posto di piatti, posate e bicchieri monouso.

Per spuntini e pranzi, a meno che non si usufruisca delle mense, meglio privilegiare prodotti sfusi anziché confezionati nella plastica. Ma anche frutta e verdura locale per contribuire alla riduzione degli imballaggi.

Scelte che le aziende stesse dovrebbero privilegiare per i propri dipendenti. Per esempio distribuendo le borracce, ma anche installando erogatori di acqua con attacco diretto alla rete idrica, o puntando sul vetro con vuoto a rendere nelle mense.

Ovviamente la raccolta differenziata non va in vacanza in ufficio. E le regole che vanno messe in pratica a casa rimangono valide anche sul posto di lavoro, come ridurre il volume degli imballaggi e togliere eventuali scarti e residui di cibo dai contenitori di plastica destinati alla spazzatura.

L’azienda, per facilitare il tutto, può predisporre contenitori ad hoc posizionandoli in punti di raccolta facilmente raggiungibili dai dipendenti.

Ricordate inoltre che toner esausto e cartucce esaurite delle stampanti non vanno nella plastica ma in appositi contenitori destinati a questo tipo di rifiuti, che l’azienda deve mettere a disposizione.

RICICLO CREATIVO DELLA PLASTICA

La plastica in alcuni casi può essere riciclata in modo creativo per dare vita a oggetti, elementi decorativi, lavoretti per bambini. Questo è sicuramente un bel modo per insegnare ai più piccoli l’importanza del riciclo e per stimolare la propria creatività. Cosa riciclare creativamente? Un po’ di tutto, dalle custodie per cd, con cui realizzare oggetti decorativi, ai tappi di plastica, riutilizzabili per creare simpatiche collane o persino cesti, dalle bottiglie che si possono trasformare in deliziosi vasi, alle posate riutilizzabili per dare vita a cornici fai da te. Insomma, le idee non mancano, eccone alcune:

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