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Lo spreco dei pannolini: ne consumiamo 6 milioni al giorno. Eppure ci sono molte alternative

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Nel bilancio di una famiglia il pannolino è una voce pesante, molto pesante. In Italia ne consumiamo ben sei milioni al giorno, pari 2 miliardi e 190 milioni l’anno, mentre in Gran Bretagna la cifra sale a tre miliardi e negli Stati uniti si arriva a 16 miliardi. Da noi, incredibilmente, schizza il costo, e questi prodotti possono essere pagati anche il 40 per cento in più rispetto alla media del mercato europeo. Due anni di pannolini usa e getta, al ritmo di otto al giorno, incidono sul budget familiare per cifre comprese tra i 2.800 e i 4.000 euro: se sommate a questa cifra gli altri prodotti per l’infanzia, dal latte in polvere al passeggino, si arriva a circa 6.000 euro l’anno.
Ma i numeri sui consumi e il costo del prodotto non dicono tutto sullo spreco legato a un oggetto fondamentale per l’infanzia dei figli. C’è l’aspetto relativo all’inquinamento ambientale, e non va sottovalutato. Durante l’intera catena, dalla produzione allo smaltimento, il pannolino purtroppo assume le sembianze di un nemico dell’ambiente, un oggetto ad alto rischio. E’ stato calcolato, per esempio, che per la produzione dei pannolini nel mondo si impiegano ogni anno 3,5 miliardi di litri di olio combustibile, 82mila tonnellate di plastica e 1,3 milioni di polpa di legno. Quanto allo smaltimento, i pannolini valgono il 20 per cento dei rifiuti e l’intera produzione annuale si decompone in un arco di tempo pari a 500 anni.

Bisogna riflettere di fronte a queste cifre, che nascondono uno spreco molto diffuso, alimentato dalle speculazioni del mercato: pensate che in Germania, per incentivare la vendita di questi prodotti, nei grandi magazzini vengono piazzati accanto alle lattine di birra, una delle bevande più popolari tra i tedeschi. Esistono alternative valide e possibili a questo spreco? Sicuramente, a condizione che non ci si lasci incantare dalle sirene del mercato e dalla cattiva informazione sempre in agguato. L’alternativa principale al prodotto usa e getta è quella del pannolino lavabile (guardate un video di esempio qui), del quale esistono diverse versioni, dal cotone lavabile al tessuto sintetico. Quando nacque, nel Medioevo per aiutare le donne durante le mestruazioni, il pannolino era appunto un prodotto naturale e ovviamente lavabile, formato da lunghe strisce di lino da avvolgere attorno al bacino e trattenute con delle spille. Oggi, per avere un’idea dei prodotti ecologici disponibili sul mercato, basta dare uno sguardo al sito www.pannolinilavabili.it dove troverete tutte le risposte alle vostre domande. E dove avrete un’occasione per risparmiare e non sprecare.

2 Comments
  • andrea
    03.02.2013

    Premesso che con le mie figlie ho sempre usato i lavabili, mi dite chi è che usa OTTO pannolini al giorno per 2 anni? Non li uso io che ho i lavabili, figuriamoci chi ha gli usa e getta. Non capisco perché quando ci sono articoli che parlano dello spreco causato dagli usa e getta vengano sempre usate cifre ridicolmente gonfiate.

    Per non parlare poi del costo MINIMO che mi dite essere pari a circa 48 cent. Ma dove li comprate i pannolini, da Tiffany? Nessun genitore con un minimo di sale in zucca li spenderebbe. Una cifra media che si aggiri intorno agli 800-1000 euro annui (che è ancora un’esagerazione molto grande) sarebbe più vicina alla realtà, ma anche con questi numeri è molto facile risparmiare e molto.

    • NonSprecare
      04.02.2013

      Gentile lettore, tutti i numeri riportati nell’articolo sono ripresi da statistiche ufficiali.