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Emergenza smog: ce la caviamo con la pioggia. Ma fino a quando?

Il problema è stato rimosso, ma in tutte le città stanno tornando livelli record di polveri sottili. Che cosa aspetta il governo a intervenire con un piano nazionale e con una cabina di regia?

Emergenza smog: ce la caviamo con la pioggia. Ma fino a quando?
Come risolvere il problema delle polveri sottili
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COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE POLVERI SOTTILI -

Ce la caviamo, come al solito, con il nostro stellone. All’italiana. L’emergenza smog, ovvero le città con l’aria avvelenata dalle micidiali polveri sottili, sembra completamente rimossa. I giornali e la tv non ne parlano, nessuno lancia grida d’allarme, in una surreale atmosfera di «scampato pericolo». I comuni hanno cancellato i piani per le targhe alterne, i blocchi della circolazione, le misure straordinarie. Tutti felici e contenti.

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EMERGENZA POLVERI SOTTILI NELLE CITTÀ ITALIANE -

In realtà è accaduto semplicemente che il meteo ci ha dato una mano, almeno per qualche giorno. Sono arrivate le piogge, in alcune parti del Paese perfino la neve, l’aria è migliorata e lo smog è stato ridimensionato. Ma solo per qualche giorno. Le colonnine che segnalano i livelli di emissioni stanno già tornando oltre le soglie dell’allarme. A Milano siamo a 58 milligrammi di polveri sottili, a Torino a 48, a Roma 32: ben sopra il limite previsto dalla legge. Come a Napoli, Pescara e in tante altre città. I veleni stanno tornando e non possiamo continuare ad aspettare una dea bendata chiamata pioggia. D’altra parte un terzo delle città italiane ha già superato i 35 giorni, in un anno, nei quali è consentito di varcare i limiti di emissioni di polveri sottili. E ciò significa che saremo multati dall’Unione europea.

RISCHI DELLE POLVERI SOTTILI -

La provvidenziale fortuna ha rimosso anche, dall’ordine del giorno del governo, quello che più serve: le misure strutturali. Decise a Roma, da un ministero di peso, come quello delle Infrastrutture, con un piano nazionale, e non ridotte a banali e scontate raccomandazioni firmate dal ministero dell’Ambiente. Serve una cabina di regia, e servono soldi: la Germania, per fare un esempio, stanzia ogni anno 100 milioni di euro solo per mettere in sicurezza e aumentare le piste ciclabili e ridurre così l’inquinamento dal traffico. E serve una consapevolezza: senza catastrofismi, di smog si muore. A Milano, solo per fare un esempio, i morti per l’inquinamento sono stati 5.697 lo scorso anno. Non bastano per avere un intervento deciso del governo?

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