Che cosè l'inquinamento acustico e come difendersi - Non sprecare
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Inquinamento acustico, i danni più frequenti sono all’udito, al sonno, alla tiroide e all’intestino

Come difendersi: esistono ormai materiali green fono assorbenti. Per l’asfalto come per i pannelli di case e uffici. Ma il primo rimedio naturale sono gli alberi

Per inquinamento acustico si intende l’esistenza, all’interno di un ambiente, di una fonte rumorosa talmente intensa da causare, a lungo andare, dei disturbi o dei veri e propri danni al sistema psicofisico delle persone. Si pensi, ad esempio, ad un’abitazione che affaccia su di una strada in cui sfrecciano le automobili oppure posta sopra un locale notturno. E poi ancora clacson e motori rombanti delle automobili, i rumori dovuti ai lavori stradali o a quelli relativi alle lavorazioni delle industrie pesanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’inquinamento acustico è uno dei problemi a più alto impatto ambientale dopo l’inquinamento atmosferico.

CHE COS’È L’INQUINAMENTO ACUSTICO

Chi è costretto a subire continuamente la persistenza del frastuono, deve fare i conti con tutta una serie di patologie e danni fisici che ne minano la salute.

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SINTOMI E PATOLOGIE INQUINAMENTO ASCUSTICO

Tra questi riconosciamo i danni uditivi ed extra uditivi, sicuramente rilevanti. I primi si distinguono in danno acuto, successivo ad un rumore intenso ma breve, e quello cronico, relativo invece ad un’esposizione prolungata. L’udito diminuisce in entrambi i casi generando una ipoacusia neurosensoriale che è irreversibile e può anche causare vertigini, ronzii, insensibilità. I danni extra uditivi sono quelli che si generano nel nostro organismo, a prescindere dall’apparato uditivo. Tra questi elenchiamo i disturbi gastrointestinali, l’aumento della pressione arteriosa, le alterazioni del sistema nervoso, della tiroide, del surrene, del sistema immunitario. Il rumore è fonte di enorme stress e quest’ultimo si riversa su tutti i nostri organi, minandone la funzionalità. Chi subisce dei rumori continui, rileva disturbi del sonno e dell’attività intellettuale i quali rendono difficile studiare e lavorare.

COME CI SI DIFENDE DALL’INQUINAMENTO ACUSTICO

Difendersi dall’inquinamento acustico non è impossibile. Anche dal Parlamento Europeo giungono delle proposte affinché possano diminuire, ad esempio, i rumori prodotti dalle automobili, introducendo limiti più bassi di emissioni sonore in decibel oltre che nuove etichette informative che avvertano sul tipo di rumore prodotto da ogni modello di autovettura in commercio.

Anche in casa e negli ambienti di lavoro ci si può difendere dall’inquinamento acustico, dotando questi luoghi di pannelli fonoassorbenti, cioè pannelli realizzati con schiume particolari che assorbono e dunque attutiscono il rumore. Anche i doppi vetri assolvono a questa funzione e sono sempre consigliati. Oltre che nelle proprie abitazioni, l’inquinamento acustico si combatte anche fuori, in città, con alcuni accorgimenti indispensabili.

L’asfalto fonoassorbente è uno di questi, certamente costoso e bisognoso di enorme manutenzione, ma capace di assorbire le onde sonore prodotte dalla compressione dall’aria sotto la scocca del veicolo e tra ruota e manto stradale.

ALBERI E INQUINAMENTO ACUSTICO

Anche gli alberi e le piante poste ai bordi delle strade si rivelano delle ottime barriere contro il rumore. Inoltre, la barriera di piante, alta non meno di 15 metri, riduce anche l’inquinamento atmosferico, perché abbatte le polveri sottili e di conseguenza purifica l’aria.

Il problema dovrà essere valutato e risolto a livello europeo, ma anche i cittadini e i comuni possono iniziare a fare la loro parte: i primi, acquistando sempre di più automobili ibride ed elettriche, i secondi, prevedendo asfalto fonoassorbente, barriere di piante e tutti gli accorgimenti che possano rendersi utili allo scopo.

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