Che cosè l'inquinamento acustico e come difendersi - Non sprecare
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Inquinamento acustico: danni all’udito e al sonno

I rumori eccessivi colpiscono anche la tiroide e l'intestino. Come difendersi? Materiali fono assorbenti per costruire, ma innanzitutto alberi

Per inquinamento acustico si intende l’esistenza, all’interno di un ambiente, di una fonte rumorosa talmente intensa da causare, a lungo andare, dei disturbi o dei veri e propri danni al sistema psicofisico delle persone. Si pensi, ad esempio, ad un’abitazione che affaccia su di una strada in cui sfrecciano le automobili oppure posta sopra un locale notturno. E poi ancora clacson e motori rombanti delle automobili, i rumori dovuti ai lavori stradali o a quelli relativi alle lavorazioni delle industrie pesanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), l’inquinamento acustico è uno dei problemi a più alto impatto ambientale dopo l’inquinamento atmosferico.

CHE COS’È L’INQUINAMENTO ACUSTICO

Chi è costretto a subire continuamente la persistenza del frastuono, deve fare i conti con tutta una serie di patologie e danni fisici che ne minano la salute.

La genesi dell’inquinamento acustico, pericoloso anche per gli animali, ha quattro fonti particolari:

  • il traffico dei veicoli, dei treni e degli aerei
  • le attività industriali
  • i fenomeni meteorologici
  • la vita domestica.

Nella prima categoria rientrano, per esempio, i rumori eccessivi di clacson, pneumatici e motori. Rumori talvolta davvero molto molesti e inutili, come per esempio lo spreco della bussata di un clacson se l’automobilista davanti a noi non scatta appena arriva il semaforo verde. L’inquinamento da traffico ferroviario è limitato alle zone che sono in prossimità di stazioni di partenza, arrivo e transito dei treni, oppure laddove c’è un’abbondante circolazione di treni. Stesso discorso per il traffico aereo: le vittime di questo tipo di inquinamento sono le persone che vivono in prossimità di aree dove gli aerei atterrano e decollano. Nel caso di attività industriali, e anche artigianali e commerciali, tutto dipende dalla tipologia della produzione: alcune fabbriche sono molto rumorose, anche se ormai esistono modi per attutire in modo sostanziale questa forma di inquinamento. Per quanto riguarda i fenomeni meteo, basta pensare al micidiale rumore dei tuoni, mentre in casa creano fenomeni di inquinamento acustico apparecchi come televisori e radio, tenuti a volumi alti, oppure elettrodomestici, dall’aspirapolvere alla lavatrice, particolarmente rumorosi.

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VITTIME DELL’INQUINAMENTO ACUSTICO

L’Agenzia europea dell’Ambiente (EEA) ha calcolato che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento acustico sia la causa in Europa di 12 mila morti all’anno e di 48 mila cardiopatie ischemiche. Ancora: nel Vecchio continente 22 milioni di persone soffrono di fastidi cronici legati all’inquinamento acustico e 6,5 milioni di persone hanno disturbi del sonno legati agli eccessivi rumori. Anche i bambini sono colpiti duramente in Europa dall’inquinamento acustico: secondo i calcoli dell’EEA  12 mila e 500 all’anno vedrebbero compromesse le loro facoltà cognitive per l’eccesso di rumori assorbiti.

QUANDO UN RUMORE DIVENTA INQUINAMENTO ACUSTICO?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito i paletti con i quali si misura la differenza in base alla quale un rumore diventa inquinamento acustico. In pratica le soglie sono due: 65 decibel (il decibel è l’unità di misura che serve a calcolare il rumore) durante il giorno e 55 decibel per la notte. C’è poi l’aspetto legale dei rumori e dell’inquinamento acustico, importante specie per le convivenze condominiali. In questo caso la legge italiana fissa dei limiti consentiti, entro i quali il rumore viene considerato “trascurabile” e dunque non illegale.  Di giorno, sotto i 5 decibel tra le 6 del mattino e le 22 della sera; di notte, sotto i 3 decibel.

SINTOMI E PATOLOGIE INQUINAMENTO ASCUSTICO

Tra questi riconosciamo i danni uditivi ed extra uditivi, sicuramente rilevanti. I primi si distinguono in danno acuto, successivo ad un rumore intenso ma breve, e quello cronico, relativo invece ad un’esposizione prolungata. L’udito diminuisce in entrambi i casi generando una ipoacusia neurosensoriale che è irreversibile e può anche causare vertigini, ronzii, insensibilità. I danni extra uditivi sono quelli che si generano nel nostro organismo, a prescindere dall’apparato uditivo. Tra questi elenchiamo i disturbi gastrointestinali, l’aumento della pressione arteriosa, le alterazioni del sistema nervoso, della tiroide, del surrene, del sistema immunitario. Il rumore è fonte di enorme stress e quest’ultimo si riversa su tutti i nostri organi, minandone la funzionalità. Chi subisce dei rumori continui, rileva disturbi del sonno e dell’attività intellettuale i quali rendono difficile studiare e lavorare.

COME CI SI DIFENDE DALL’INQUINAMENTO ACUSTICO

Difendersi dall’inquinamento acustico non è impossibile. Anche dal Parlamento Europeo giungono delle proposte affinché possano diminuire, ad esempio, i rumori prodotti dalle automobili, introducendo limiti più bassi di emissioni sonore in decibel oltre che nuove etichette informative che avvertano sul tipo di rumore prodotto da ogni modello di autovettura in commercio.

Anche in casa e negli ambienti di lavoro ci si può difendere dall’inquinamento acustico, dotando questi luoghi di pannelli fonoassorbenti, cioè pannelli realizzati con schiume particolari che assorbono e dunque attutiscono il rumore. Anche i doppi vetri assolvono a questa funzione e sono sempre consigliati. Oltre che nelle proprie abitazioni, l’inquinamento acustico si combatte anche fuori, in città, con alcuni accorgimenti indispensabili.

L’asfalto fonoassorbente è uno di questi, certamente costoso e bisognoso di enorme manutenzione, ma capace di assorbire le onde sonore prodotte dalla compressione dall’aria sotto la scocca del veicolo e tra ruota e manto stradale.

ALBERI E INQUINAMENTO ACUSTICO

Anche gli alberi e le piante poste ai bordi delle strade si rivelano delle ottime barriere contro il rumore. Inoltre, la barriera di piante, alta non meno di 15 metri, riduce anche l’inquinamento atmosferico, perché abbatte le polveri sottili e di conseguenza purifica l’aria.

Il problema dovrà essere valutato e risolto a livello europeo, ma anche i cittadini e i comuni possono iniziare a fare la loro parte: i primi, acquistando sempre di più automobili ibride ed elettriche, i secondi, prevedendo asfalto fonoassorbente, barriere di piante e tutti gli accorgimenti che possano rendersi utili allo scopo.

MUSICA E INQUINAMENTO ACUSTICO

I giovani sono molto esposti ai rischi dell’inquinamento acustico che deriva dall’ascolto della musica a volume eccessivo. I rimedi naturali a questo pericolo, sono essenzialmente due, entrambi molto semplici.
  • Innanzitutto si tratta di seguire la regola del 60-60. E cioè: ascoltare la musica a un volume non superiore al 60 del massimo volume e per non più di 60 minuti di seguito.
  • Poi c’è un rimedio preventivo: l’uso delle cuffie esterne. Sono preferibili agli auricolari, in quanto il suono che proviene dalla cuffia è più dolce e più morbido  e dunque meno traumatico per la membrana del timpano.

LE CITTÀ PIÙ RUMOROSE D’ITALIA

Quali sono le città più rumorose d’Italia?
  • Il primato di questa poco onorevole classifica spetta a Milano, cosa che non sorprende visto che nel capoluogo lombardo si concentrano tutte le quattro cause alla base dell’inquinamento acustico. In alcune zone di Milano, come i Navigli, si arriva a rumori quotidiani fino a 75 decibel.
  • Sorprendono invece le città che completano il podio di questa classifica: Lecce (secondo posto) e Verona (terzo posto). Sono cittadine più piccole, a misura d’uomo, rispetto alle metropoli, e dunque dovrebbe essere più facile ridurre i rumori e rischi dell’inquinamento acustico. Ma purtroppo non è così.

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