La potenza nascosta della noia

Stimola la creatività e il cambiamento. Fa emergere pensieri e desideri rimossi. Allena l'attenzione. Ma non dobbiamo provare a riempirla con lo smartphone

noia
Impossibile non annoiarsi. Capita, e anche di frequente, che non sentiamo stimoli, siamo indifferenti a tutto, le energie vengono meno e non resta che lo spazio vuota dell’inattività. La sensazione non è gradevole, ma siamo sicuri che dovremmo sempre combattere la noia? Le più recenti ricerche scientifiche ci dicono esattamente il contrario: la noia nasconde una serie di atout che quasi dovremmo coltivare. Innanzitutto stimola la creatività e il cambiamento: per quanto siamo refrattari a modificare le nostre abitudini, così la noia ci aiuta a rivederle, dandoci la giusta dose di lucidità.   Quando non sei occupato, e il cervello non è assediato dai fulmini del presentismo, ma  entra in modalità “default”, allora siamo liberi di fare nuove associazioni, e proprio in quei momenti possono nascere nuove idee.  e inizia a fare associazioni libere. La noia, nel trascinarci verso una migliore conoscenza di noi stessi, fa emergere desideri e pensieri che avevamo rimosso: una boccata d’ossigeno, e anche questa una stimolante novità. La noia, per sua natura, allena l’attenzione, laddove il diluvio tecnologico al quale siamo sottoposti h24 ci porta ad avere un livello di attenzione inferiore ai pochi secondi dei pesci rossi.
Siamo capaci, con una buona dose di autolesionismo, di sprecare anche la bellezza dei momenti di relax, dalle vacanze ai fine settimana (quando non c’è da lavorare), dalle serate in compagnia al tempo, sempre poco, che possiamo finalmente dedicare alla famiglia e agli amici. Abbiamo sempre bisogno di fare qualcosa, di organizzare, di essere occupati, avere fretta, riempire l’agenda della vita come se non dovesse mai esserci una tregua dai ritmi della quotidianità.
E un grimaldello con il quale consumiamo questo spreco, a danno del nostro benessere psico-fisico è la paura della noia, un sentimento del quale non riusciamo più ad afferrare la dimensione positiva, per tutti, dai bambini agli anziani. Eppure, a fronte di tanti predicatori della domenica sui bisogni del corpo e della mente, ci sono gli scienziati che, quasi in coro, avvertono: la noia porta molti benefici. Una ricerca realizzata presso la  University of the Sunshine Coast (USC),  nello stato del Queensland, in Australia, ha approfondito diverse qualità della noia, e ha dato anche alcune risposte scientifiche che spiegano queste proprietà. Quando ci annoiamo, il cervello entra in una fase di “riposo attivo”, grazie al quale prende una pausa per ricaricarsi e trovare nuove idee. Grazie alla perdita di attenzione, presupposto e sbocco della noia, il cervello conquista lo spazio e il tempo necessario  per fare connessioni nuove e creative e innanzitutto per liberarsi dalle tensioni (stress e ansia, appunto) alle quali di solito è sottoposto. E cerca alternative (altro che passività.. perché la situazione non è sufficientemente significativa o stimolante
Fateci caso: le migliori idee, anche originali e impreviste, spesso arrivano quando siete  in uno stato di noia, perché non ci sono distrazioni che interferiscono.
Al contrario, la creatività viene compressa, se non azzerata, quando andiamo sempre alla ricerca di nuove distrazioni, nuove cose da fare, e in particolare quando sovraccarichiamo il sistema nervoso, trascinandolo nella palude dell’ansia e dello stress, compulsando nevroticamente  lo smartphone e non accettando neanche qualche ora di digital detox, la dieta digitale, per non essere sopraffatti dalla tecnologia e dai suoi strumenti sempre più pervasivi.
Fin qui la scienza. Senza neanche chiedere troppo alla ricerca scientifica, già il buon senso ci aiuta a renderci conto che annoiarsi non è mai uno spreco di tempo, anzi è la strada migliore per riprenderselo, e uscire dalla trappola del presentismo. 
La noia ci aiuta a scoprire parti di noi che neanche immaginiamo. In proposito potreste dire: però così rischiamo qualche brutta sorpresa. Possibile, ma ne vale la pena, perché  riflettere su se stessi,  guardarsi dentro, è un’opportunità per fare il punto sulla direzione che ha preso la nostra vita, e magari iniziare a pensare a qualche cambiamento, in meglio e non in peggio. 
Un altro equivoco è il falso parallelismo tra l’annoiato e l’essere noiosi. Sono due dimensioni molto diverse, persino inconciliabili. Chi riesce a riscoprire il valore e il piacere della noia, di solito è la stessa persona che affronta la vita con il prezioso bagaglio della leggerezza, del sorriso, dell’ironia. Il noioso, invece, è pesante, chiuso in se stesso, con lo sguardo fisso sul suo ombelico.
Non c’è alcun dubbio (e la noia serve anche a stimolare i dubbi e le curiosità) che annoiandosi, riusciamo meglio a contemplare, ad avvicinarci, anche solo per qualche istante, a quella dimensione quasi misteriosa, ma estremamente affascinante, del benessere spirituale, qualcosa che è dentro di noi ed esprimiamo anche all’esterno, nel desiderio di stare con gli altri, e non isolarsi, come spesso la tecnologia ci spinge a fare. Ovviamente c’è una noia dalla quale bisogna invece fuggire a gambe levate: quella che nasce dalla solitudine e dalla depressione. Il nome del sentimento è lo stesso, ma le condizioni psico-fisiche nelle quali si manifesta sono diametralmente opposte.

E se vogliamo approfondire l’errore di valutazione che si nasconde dietro la cattiva reputazione della noia, dovremmo provare a non combatterla. Specie quando usiamo il metodo più sbagliato: riempiendo quello che avvertiamo come un vuoto, con il passatempo dello smartphone. Uno scrolling infinito, al quale siamo spinti innanzitutto dai social media, che porta dritti a un circolo vizioso. Ci annoiamo, proviamo a ricorrere a Facebook, Tik Tok, Instagram, scrolliamo senza alcun obiettivo e alcun senso logico, e ci annoiamo ancora di più.

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