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Viva la noia. Ai bambini insegna pazienza e creatività. Nelle coppie consolida l’amore. E tra i vecchi non allontana dalla vita

Basta con gli impegni a ripetizione. Basta con l'ansia da prestazione. Impariamo ad annoiarci. La noia libera creatività, pensiero, e quindi è il contrario della debolezza. Anche Giacomo Leopardi la considerava come "il più sublime dei sentimenti"

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IMPORTANZA DELLA NOIA

Viva la noia. Viva la riscoperta di qualcosa che abbiamo perso nell’era della fretta, dell’ansia di prestazione, del volere fare tutto e subito, e dei tempi della super velocità imposti da dominio tecnologia. Viva la noia che rilassa, consente di staccare, ci aiuta a prendere le distanze dall’ansia e dallo stress e ci accompagna a uno stile di vita piu’ sobrio e più sereno. Un noia positiva, costruttiva e non avvilente e pessimista. Viva la noia, per grandi e per piccoli. Per i nonni che vivono la fatica dell’invecchiamento e per i bambini che hanno la frenesia della crescita.

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BENEFICI DELLA NOIA

In molti credono che l’inattività sia negativa e che possa innescare il circolo vizioso della pigrizia. In realtà l’ozio stimola la creatività. Riduce stress e tensioni e ci aiuta a coltivare nuove idee. Questo significa che dobbiamo diventare sfaccendati? Assolutamente no, piuttosto rivalutiamo il valore e il senso della noia. La noia ci ossessiona, ci fa paura, e la sentiamo sempre in agguato. Talvolta proviamo a evitarla anche rifugiandoci nel mondo virtuale, ma in questo caso il rimedio può essere peggiore del male, perché alla noia si associa un senso di solitudine. E siamo perfino spaventati dal rischio che i nostri figli possano annoiarsi: una paura inutile e sbagliata.

Contrordine: annoiarsi serve. Può fare molto bene ai bambini bombardati dagli stimoli sia educativi sia tecnologici, alle coppie che soffrono il caos che circonda le relazioni tra uomo e donna, a tutti quelli che sentono il peso della malinconia. La noia, in questa nuova versione, non solo non rappresenta un’emozione di segno negativo, uno stato d’animo da evitare a qualsiasi costo, ma è perfino un motore che libera creatività e pensiero. E dunque autonomia.

NOIA NEI BAMBINI

Una nuova corrente di psicologi infantili, pediatri e terapeuti, avverte le famiglie: fate annoiare i vostri figli. Non seppelliteli con l’agenda degli impegni extra scolastici, dal catechismo al nuoto, dallo studio di una lingua a un’attività di gruppo, ma lasciate che nel loro tempo e nella loro giornata ci siano anche buchi di tempo. Spazi vuoti nei quali abbiano appunto la possibilità di annoiarsi. Non diventeranno tristi per questo, avvertono gli esperti, e semmai il momento della noia segnerà un salto evolutivo nella crescita dei bambini, dunque andrà seguito con interesse e senza paura.

NOIA E TECNOLOGIA

Prima del boom tecnolgico, e della nostra totale dipendenza dalle protesi elettroniche, i bambini si annoiavano spesso, molto spesso. Ma quello era un tempo prezioso per la crescita, per la maturità, in quanto nell’attesa si imparava a coltivare le virtù della pazienza e si esercitava la fantasia. Da bambini, grazie alla noia, sognavamo, contivavamo desideri, vivevamo pezzi della giornata sospesi in una piacevole dimensione di trance. Oggi angoli di vuoto nel corso della giornata non esistono più, tutto viene riempito, anche nell’agenda di un bambino , che scambia la noia come una perdita, un lutto. E non riesce a coglierne le opportunità. Non potrebbe essere diversamete di fronte al fatto che più della metà di bambini e ragazzi usa quotidianamente, per alcune ore, lo smartphone. Solo su YouTube vengono caricate circa 300 ore di video ogni minuto e ciò significa che servirebbero circa 18mila anni solo per riuscire a vedere tutti i video aggiunti in un anno.

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NOIA NELLA COPPIA

Stesso discorso, con alcune variabili, per la vita di coppia. In Francia è diventato un best seller il libro scritto dalla professoressa di filosofia Claude Habib e appena pubblicato in Italia con il titolo “Il gusto della vita insieme” (edizioni Ponte delle Grazie). La Habib smonta, pezzo su pezzo, tutta la retorica che accompagna il libertinaggio francese della vita di coppia, la possibilità di tradire il partner senza renderne conto, le famiglie allargate che si moltiplicano nel caos delle vite matrimoniali e sentimentali. «Una relazione, per durare e per dare serenità, non può essere un susseguirsi di avventure» dice la studiosa di filosofia «Sento insistere spesso sulle parole “libertà” e “trasgressione”, alle quali io oppongo il valore della monotonia, della noia, come condizione che consente alla coppia di creare insieme. Ovviamente la noia di cui parlo non è l’angoscia, l’essere reciprocamente prigionieri, ma appunto quella dolce monotonia che libera creatività e pensiero e rafforza i sentimenti». D’altra parte prima della Habib già un altro filosofo, qualche secolo fa, aveva definito la noia come «il più sublime dei sentimenti umani». Si chiamava Giacomo Leopardi.

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