Il nuoto viene considerato da sempre lo sport più adatto ai bambini. Innanzitutto per i suoi benefici fisici, e per la facilità con la quale si può praticare fin da piccoli, e in qualsiasi periodo dell’anno (in inverno in piscina, e in estate a mare). Ma adesso la ricerca scientifica va oltre e raccomanda il nuoto come sport ideale per i bambini innanzitutto per i suoi benefici psicologici, che si possono riassumere in un risultato straordinario: aumento dell’intelligenza. Un motivo in più per convincere i bambini a nuotare con regolarità (con argomenti che possono funzionare) e per iniziare anche molto presto.
Indice degli argomenti
Benefici del nuoto per l’intelligenza dei bambini
Uno studio della Griffith University su un campione di ben 7mila bambini (americani, canadesi e provenienti dalla Nuova Zelanda) ha osservato che quelli che praticano attività acquatiche ottengono risultati migliori in alcune abilità cognitive e motorie rispetto ai coetanei. I bambini che nuotano, dai 3 ai 5 anni, con continuità, raggiungono alcune tappe dello sviluppo della loro intelligenza, prima dei loro coetanei. L’attività fisica in acqua, attraverso il nuoto migliora la concentrazione, le capacità cognitive (linguaggio, matematica, comprensione), l’attitudine ad apprendere: tutto aumenta prima, rispetto ai coetanei.
Un’altra ricerca, a cura di un team di professori dell’Università del Delaware, pubblicata sul Journal of Speech, Language, and Hearing Research, ha coinvolto una cinquantina di bambini tra i 6 e i 12 anni, ha dimostrato che il nuoto ha un effetto immediato sulle capacità di apprendimento dei bambini, che aumentano, mediamente, del 13 per cento rispetto ai coetanei. In particolari, i bambini che nuotano diventano più abili nell’apprendere e nel ricordare le parole.
Benefici fisici del nuoto
Quanto ai benefici fisici, il nuoto garantisce ai bambini:
- Uno sviluppo muscolare equilibrato
- Il rafforzamento delle ossa e delle articolazioni
- Il miglioramento di tutte le attività cardiocircolatorie
- Una corretta respirazione
- Una buona coordinazione del corpo
- La giusta postura.
Come convincere i bambini a nuotare
Non sempre però è facile convincere i bambini a iniziare questo tipo di attività sportiva: da qui alcuni consigli utili per aiutarli.
- Non usate tecniche impulsive per il primo approccio con l’acqua. Non c’è bisogno di “buttarli a mare” per farli nuotare, ma bastano passaggi graduali. Una passeggiata sul bagnasciuga, un primo approccio con l’acqua fino alla vita, magari giocando a palla, e poi le prime bracciate. Tutto sarà naturale;
- Non abbiate fretta. Non pretendete che il bambino abbia subito la bracciata giusta, piuttosto aiutatelo all’inizio a imparare uno “stile a cagnolino”, muovendo braccia e gambe insieme. Inizia da qui la dimestichezza con l’acqua;
- La respirazione è molto importante e anche questa va insegnata con gradualità. Insegnate al bambino a immergersi fino sopra la bocca, fatelo soffiare, come per spegnere le candeline, e poi lo fate immergere fino al naso. Solo quando si sentirà pronto e sicuro potete passare a un’immersione con tutta la testa. Un paio di occhialini da nuoto possono aiutare;
- Nei primi impatti con l’acqua reggetelo per i fianchi, a testa in giù, per insegnare i movimenti delle braccia e poi dei piedi, come una pedalata. Quando lo vedrete sicuro e convinto, potete lasciarlo, sempre però restandogli accanto;
- Quando il bambino avrà imparato a muoversi, potete procedere a togliere prima l’uno e poi l’altro bracciolo. Ma agli inizi fatelo nuotare sempre con una tavoletta;
- In ogni caso braccioli e salvagente sono indispensabili agli inizi, durante la scoperta del nuoto. Procedete ad un’eliminazione graduale, festeggiando con il bambino ogni tappa di autonomia conquistata;
- Insegnate l’alleanza con l’acqua e con il mare. Il bambino deve sentire il mare come un amico, non deve nuotare mai contro il mare, ma insieme.
A quanti anni si può iniziare il nuoto
Il nuoto è un’attività sportiva che si può iniziare molto presto, e i primi approcci con l’acqua della piscina, o del mare, possono arrivare già da neonati (in questo caso si parla di acquaticità neonatale) . Attorno ai 4 anni il bambino può imparare i movimenti coordinati del nuoto e le tecniche di respirazione. I 6 anni, invece, rappresentano l’età giusta per iniziare con veri e propri corsi di nuoto. Con alcune precauzioni. Primo: è fondamentale che il bambino si abitui alla respirazione in acqua e soltanto dopo inizi a scegliere il suo stile (lo stile libero resta il più completo e il più adatto). Secondo: non forzate e non vessate i bambini. Lo sport deve essere un piacere, e non può trasformarsi in una tortura. Terzo: scegliete sempre piscine ben attrezzate e non improvvisate e istruttori qualificati.
Quanti giorni alla settimana bisogna nuotare
Anche il numero dei giorni, nel corso di una settimana, durante i quali portare i bambini a nuotare, è una scelta variabile. Molto dipende dall’entusiasmo con il quale assimilano questo sport, molto piacevole ma certo meno eccitante e competitivo, per i bambini maschi, rispetto, per esempio, al calcio. Due-tre volte alla settimana può essere considerato un limite giusto per portare i bambini a nuoto, con un tempo medio da trascorrere in piscina attorno ai 40-50 minuti. E con la raccomandazione, nel corso della stessa giornata, di variare tra i vari stili di nuoto.
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