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Dieci cose che peggiorano la vita sulla Terra. E ci fanno stare male ogni giorno di più

Inquinamento, diseguaglianze sempre più evidenti e iperconsumismo sono solo alcuni dei mali che affliggono il nostro pianeta e lo mettono seriamente a rischio. Non siamo ancora giunti al punto di non ritorno ma è ora di correggere la rotta. Lo dobbiamo ai nostri figli.

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PROBLEMI DEL MONDO

Non bisogna essere dei catastrofisti a oltranza, dei profeti di sventure, dei pessimisti cosmici, per rendersi conto che ci sono alcune cose capaci di avvelenare la nostra convivenza sulla Terra. Fino a mandare il mondo in malora, con danni per tutti. Sono cose che abbiamo sotto gli occhi, ma spesso non vediamo o facciamo finta di non vedere, tra indifferenza e distrazione: eppure basterebbe davvero poco per avere la consapevolezza dei rischi che corriamo. Noi qui ve ne segnaliamo dieci, che sono anche le più importanti.

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COSE CHE PEGGIORANO LA NOSTRA VITA

Dalle disuguaglianze sempre più evidenti agli stili di vita dannosi per noi e per gli altri, ecco alcuni dei problemi maggiori che lentamente stanno uccidendo il pianeta dove viviamo e che mettono a repentaglio il futuro dei nostri figli e nipoti. Non è nulla di irreparabile ma è giunta l’ora di cominciare a pensarci seriamente per correggere una rotta che a lungo andare potrebbe portarci nel mezzo della burrasca.

  • Sfruttamento senza limiti del suolo. La cementificazione selvaggia e il disboscamento sono mali sempre più diffusi che limitano il naturale sviluppo della natura. Costruire e sfruttare a tutti i costi in nome del profitto oltre ad essere dannoso è anche poco lungimirante perché a fronte di un guadagno nell’immediato nasconde nel lungo periodo delle grandi perdite economiche e in termini di vite umane. Basti pensare alle centinaia di tragedie in tutto il mondo causate da costruzioni inadeguate o dallo sfruttamento scellerato del suolo che porta la natura a ribellarsi nel modo peggiore.
  • Troppo cibo, poco cibo. Viviamo in un Pianeta diviso a metà: da un lato chi mangia troppo e spreca, arrivando addirittura ad aver problemi di obesità, dall’altro chi soffre di una mancanza assoluta di cibo. Negli ultimi decenni si stanno facendo molti passi avanti e il livello di povertà non è mai stato così basso nella storia ma non è ancora abbastanza. Continuano ad esserci milioni di persone affamate che si potrebbero aiutare semplicemente tagliando gli sprechi “nella parte più ricca del mondo”, in modo da redistribuire il cibo che troppo spesso finisce nella spazzatura.
  • Più disuguali, più divisi. La fame fa parte della stessa famiglia della diseguaglianza che affligge il pianeta. La crisi, inoltre, non ha fatto altro che aumentare le differenze. Secondo l’Oxfam Forum di Davos, addirittura, l’equivalente del patrimonio dei 3,6 miliardi di persone più povere è nelle mani degli otto più ricchi al mondo. La redistribuzione della ricchezza dovrebbe essere ai primi posti del programma di tutti i politici al mondo.
  • Il dialogo non è solo un sms o una mail. Mai come in questa epoca è stato così facile comunicare eppure il ritmo frenetico di email, sms, messaggi vocali ci fanno perdere il vero senso del dialogare e soprattutto dell’ascolto. Dovremmo cercare di ritagliarci del tempo solo per questa nobile arte che rappresenta la base della società. Senza un dialogo attento e rispettoso non esiste la comprensione e aumentano pericolosamente le divisioni.
  • Quando il tempo ci schiaccia contro il muro. Viviamo di corsa, stretti all’interno di schemi e appuntamenti che ci tolgono il respiro. Corriamo talmente tanto che alle volte, quando per caso ci fermiamo un attimo, sentiamo la sensazione sgradevole di perdere tempo. Si tratta di una vera e propria dittatura alla quale, nei limiti del possibile ci dobbiamo ribellare. Riappropriarsi dei propri tempi e rinunciare a qualcosa che vi aiuterà a vivere meglio.
  • Un iperconsumismo fuori dal tempo. Si ripete spesso la solita litania: bisogna aumentare i consumi per crescere, e solo la crescita economica può portare più benessere. Vero? Fino a un certo punto. Che la crescita in alcuni paesi come l’Italia si sia bloccata è un fatto, ma che possa riprendere sulla base di consumi gonfiati, drogati e spreconi, è un’autentica idiozia. Abbiamo bisogno di nuova crescita e di nuovi consumi: ma più responsabili, più indirizzati al benessere che non al possesso degli oggetti, più sostenibili. Dovremmo archiviare lo spreco dell’iperconsumismo.
  • Il mercato non può essere il Far west. La libertà in economia nell’ultimo secolo ha portato innegabilmente una ricchezza diffusa ma ha anche aumentato tremendamente le diseguaglianze. Viviamo in un’epoca in cui si invoca maggiore flessibilità lavorativa che spesso però porta alla dittatura del precariato. Il mercato non deve essere ingabbiato ma nemmeno lasciato libero di imperversare come nel Vecchio west. I governi dovrebbero riuscire a trovare un giusto equilibrio mantenendo la barra dritta per garantire l’unico vero scopo del loro mandato: il benessere della comunità.
  • La guida pericolosa. Alcuni dei problemi del mondo di cui maggiormente preoccuparsi sono le nostre abitudini e stili di vita. Una di queste è sicuramente legata al modo in cui guidiamo le nostre automobili. Spesso ci mettiamo alla guida troppo alla leggera, dopo aver bevuto o semplicemente essendo troppo stanchi, senza pensare alle terribili conseguenze di un possibile incidente. Negli ultimi anni, inoltre, si è aggiunta la piaga dell’utilizzo dello smartphone mentre si guida che rappresenta un’ulteriore tagliola sulla nostra vita. Prima di metterci al volante dovremmo sempre ricordarci che una piccolissima distrazione può rovinarci ’esistenza, o addirittura metterle fine.
  • Dormiamo poco e male. Il nervosismo latente che ogni tanto prende possesso di ognuno di noi ha tra le cause principali un riposo inadeguato che ci impedisce di affrontare con serenità le difficoltà della vita. Quindi più di ogni altra cosa ci dovremmo preoccupare di curare le ore in cui dormiamo. Per prima cosa partendo dal numero: non devono mai meno di sette, meglio se otto. Evitiamo di usare smartphone o pc quando ci stiamo per addormentare e soprattutto evitiamo di mangiare pesante. Vedrete che con il giusto riposo anche le sfide più difficili sembreranno meno insuperabili.
  • Un mondo avvelenato. Il riscaldamento globale è indubbiamente il più pericolosi dei mali che affliggono il nostro pianeta. Il troppo freddo come il troppo caldo sono diretta conseguenza di questo fenomeno che con il passare del tempo porterà il verificarsi di sempre più eventi estremi e catastrofici. La comunità internazionale ha fatto nei passi nella giusta direzione con l’accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni di gas serra ma sta a noi cittadini non mollare la presa e adottare i giusti stili di vita, primi tra tutti il riciclo attraverso la raccolta differenziata. Ne vale la sopravvivenza del nostro pianeta.

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