Come ridurre i rifiuti - Non sprecare
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Sommersi dai rifiuti, ora abbattiamo la spazzatura che produciamo. In 10 mosse

Il record italiano spetta a Catania: 713 chilogrammi per abitante all’anno. A Roma, altro numero assurdo, si arriva a 587 chilogrammi. Così le città italiane non saranno mai pulite. E ciascuno di noi può fare tanto

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COME RIDURRE I RIFIUTI

Roma, come altre città italiane, è lurida, d’accordo. Il servizio di raccolta dei rifiuti funziona malissimo, vero. Sono ancora pochi, troppo pochi, i cittadini romani che hanno capito l’essenzialità della raccolta differenziata e mostrano il necessario senso civico per farla ogni giorno: parlano i numeri. Roma è appena sotto la soglia del 45 per cento, lontanissima da una stragrande maggioranza di medie e grandi città italiane dove si sta sopra il 60-80 per cento.  Ma esiste un altro elemento, senza il quale non si uscirà mai fuori dall’incubo dell’immondizia che ci sommerge, uno spreco folle a tutto tondo, a Roma e non solo: produciamo troppa spazzatura. Pensate che nella capitale siamo a 587 chili all’anno pro capite. Un’enormità e un modo per mandare in tilt qualsiasi sistema di smaltimento dell’immondizia.

(Photo credit: MZeta/Shutterstock.com)

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PRODUZIONE RIFIUTI IN ITALIA

Questo numero fa riflettere se lo confrontiamo ad altre città, senza andare a scomodare i soliti dati record delle capitali del Nord Europa. Restiamo in Italia, e noi di Non sprecare non riusciamo proprio a capire come mai a fronte dei 587 chili a testa di spazzatura prodotta a Roma, ci sono i 494,7 dei milanesi (circa 100 in meno!) e i 498 di Napoli, che certo non è la capitale mondiale della pulizia urbana. Qualcuno dice: la sporcizia a Roma è colpa dei turisti. Certamente il movimento turistico incide anche sulla produzione della spazzatura, ma questa in assoluto è una fake news. Volete la prova? La città italiana dove si producono più rifiuti è Catania (713 chili per abitante, all’anno), che certo non è sommersa 12 mesi all’anno da orde di turisti. Dunque, qui il problema, come al solito nel campo della sostenibilità, nasce dai nostri stili di vita, e dai nostri comportamenti. E in questo caso da una premessa-obiettivo: ciascuno di noi, come singola persona, e come comunità, famiglia, condominio, azienda, ufficio, può e deve produrre meno rifiuti.

(Photo credit: Sergej Onyshko/Shutterstock.com)

PER APPROFONDIRE: Dal materasso al frigorifero, dal divano alla cucina, tutto si butta in strada. Una buona idea: marcare questi oggetti per risalire al delinquente che li ha smaltiti (foto)

COME EVITARE DI PRODURRE RIFIUTI

Non è uno sforzo complicato, e basta avere in testa le idee chiare, come questi 10 consigli che vi diamo, dalla spesa alla cucina, passando per l’acqua e per le buste dal fruttivendolo, e amplificare il tam-tam con la propria esperienza. Come abbiamo fatto quando ci siamo resi conto dell’essenzialità della raccolta differenziata.

Si può immaginare, con qualche sforzo iniziale in più (poi con l’abitudine tutto diventa normale,) che ogni italiano possa provare a diminuire la sua produzione di rifiuti di 100 chilogrammi l’anno. Forza, diamoci da fare, e vedrete che sarà più facile di quanto possiamo immaginare.

(Photo credit: Kraft74/Shutterstock.com)

PER SAPERNE DI PIÙ: Riciclo dei rifiuti, la donna che compra la spazzatura in un mercato di Roma. Chi vende incassa soldi per l’olio esausto e le bottiglie di plastica. O fa beneficenza (foto)

REGOLE PER RIDURRE LA PRODUZIONE DI RIFIUTI

Ecco come ridurre i rifiuti:

  • Partire dalla spesa. Come ridurre i rifiuti passa innanzitutto una spesa intelligente, una buona abitudine che in molte famiglie, purtroppo, è andata smarrita. La compulsione negli acquisti (uno spreco assoluto), il carrello stracolmo anche quando non è necessario, come l’abbondanza di buste e carta, non fanno altro che creare le premesse per una super produzione di immondizia. Iniziate, per esempio, con un piccolo calcolo: quanti rifiuti potete evitare facendo la spesa con la vecchia “borsa della nonna”? Tanti, tantissimi.
  • Meno carta, meno fogli. Avete presenta la quantità di fogli, di carta, e di buste varie che di solito vengono utilizzate per incartare magari solo un etto di mortadella o una porzione di formaggio? Basta dire no. Ovvero, rivolgersi educatamente al venditore, sia in un supermercato sia in un negozio al dettaglio, e dire: “Grazie, ma non c’è bisogno tanta carta e tanti fogli”.
  • Poche buste dal fruttivendolo. Il risparmio comincia dalle nostre abitudini e una di quelle più odiose è di usare tantissime buste di plastica quando se ne può fare tranquillamente a meno. Un buon modo per dare un taglio a questo spreco è utilizzare sacchetti di stoffa che oltre ad essere riutilizzabili tutte le volte che vogliamo sono anche più resistenti.
  • Meno imballaggi e meno packaging. Per prima cosa facciamo attenzione ai contenitori in plastica: bottiglie, piatti, bicchieri e posate finiscono troppo facilmente nel cassonetto. In secondo luogo ricominciamo a comprare i prodotti sfusi, in molti negozi alla spina è possibile e in questo modo si risparmia sugli inutili imballaggi. Infine il “riutilizzo” deve diventare il nostro mantra. Al lavoro, ad esempio, portiamo la bottiglietta d’acqua da casa, riempiendola ogni volta, invece di acquistarla tutti i giorni.
  • Scoprire i negozi alla spina. In fondo, si può fare anche solo per curiosità: provare una spesa presso un negozio alla spina. Se scegliete quello giusto, e noi vi aiutiamo con le segnalazioni che diamo, avrete ottenuto tre risultati: un risparmio nella spesa, la certezza di acquistare prodotti di qualità, e una riduzione dei rifiuti. Tre sprechi in meno, con un colpo solo: non è mica poco.
  • Acqua del sindaco. Le nostre città possono vantare una straordinaria acqua del rubinetto, perché non approfittarne? Non acquistare acqua imbottigliata comporta un notevole risparmio in termini di imballaggi e non solo. Un altro modo per non sprecare tantissima plastica è avvalersi dei sistemi di filtraggio dell’acqua che si stanno difendendo sempre di più sul mercato.
  • Meno usa e getta e più oggetti riciclabili. C’è stato un momento nel quale sembravamo prigionieri dell’usa-e-getta: dagli utensili da cucina agli spazzolini, passando per i rasoi e gli oggetti per l’igiene. Adesso finalmente stiamo iniziando a capire che l’usa-e-getta quando non è indispensabile, rischia di trasformarsi in un vero spreco. A forza di moltiplicare gli oggetti che poi puntualmente facciamo finire nella spazzatura, si rischia di aumentare il conto degli acquisti. E sicuramente si contribuisce alla montagna di rifiuti da smaltire. Ovviamente le tre R (riciclo, riuso e riutilizzo), di qualsiasi oggetto, restano determinanti anche per diminuire la spazzatura.
  • La sorprendente cucina degli avanziOgni giorno milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate. Qui su Non sprecare trovate tantissimi modi per riutilizzare gli alimenti che rischiano di rovinarsi in modo creativo e appetitoso. Non avete davvero scuse!
  • Viva il compostTantissimi scarti organici possono essere utilizzati e trasformati in terricciato, un ottimo fertilizzante per prati e orticelli che garantisce un’ottima crescita a fiori, piante, frutta e verdura. Inoltre, con questa pratica si dà un taglio importante alla spazzatura in casa e in alcuni comuni italiani, addirittura, si può beneficiare della riduzione sulla tassa dei rifiuti.
  • Parlarne in casa e fuori. La riduzione dei rifiuti ha bisogno di una leva essenziale: il tam-tam. Lo slogan Mettiamo i rifiuti a dieta, deve diventare una sorta di ritornello musicale nelle nostre case. Anzi, proviamo perfino a trasformarlo in una breve canzoncina. E parliamo di questa scoperta e di questa necessità, la riduzione dei rifiuti, come di una cosa da condividere tutta nell’economia domestica. Vedrete che a forza di tam-tam, fuori e dentro le mura di casa, i rifiuti andranno davvero a calare. E sarà un vantaggio per tutti.

(Photo credit: Kraft74/Shutterstock.com)

Photo credit immagine di copertina: Stefano Chiacchiarini/Shutterstock.com

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