Paola Giovenzana, la spazzina delle spiagge liguri

Volontaria fai-da-te, ogni giorno, fa due turni di pulizie: la mattina presto e nel primo pomeriggio. E a chi coglie in flagranza fa una mini-lezione di Educazione civica

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La Baia dei Saraceni continua a essere raccontata come una delle spiagge più belle e delicate della Liguria, e la sua magia ha un debito di riconoscenza con Paola Giovenzana, una stupenda spazzina delle spiagge: nessuno la paga, ovviamente, ma lei ogni giorno, in due orari diversi, passa in rassegna le file di ombrelloni della Riviera ligure, e raccatta, una per una, le cicche di sigarette lasciate dai soliti e numerosi turisti (italiani o stranieri conta davvero poco) incivili. Barbari che rovinano angoli di un paradiso, le nostre spiagge, che appartiene a tutti noi, e tutti noi dobbiamo difendere.
 
Il primo turno inizia la mattina presto, quando la spiaggia ha ancora le tracce dei danni fatti dai bagnanti del giorno prima. Il secondo turno, invece, arriva dopo il pranzo, il caffè e la sigaretta, nelle prime ore del pomeriggio.
 
Quando la spiaggia inizia a riempirsi di voci, asciugamani e ombrelloni, Paola percorre il tratto di sabbia osservando ciò che gli altri spesso non vedono. Tra i granelli trova piccoli segni di disattenzione: cartacce, tappi, frammenti di plastica e soprattutto mozziconi di sigaretta, il rifiuto più frequente e più difficile da notare. Con il suo sacchetto e la pazienza di chi sa che ogni gesto conta, passa in rassegna la spiaggia. Si china più volte, raccoglie una cicca alla volta, senza distinguere tra chi l’ha lasciata: italiani o stranieri, giovani o adulti. Non cerca colpevoli, ma prova a rimediare alle conseguenze dell’inciviltà. Tra una fila di ombrelloni e l’altra incontra probabilmente anche gli sguardi dei bagnanti: qualcuno la ringrazia, qualcuno si incuriosisce, qualcuno forse si vergogna vedendo raccolti in pochi minuti decine di mozziconi che sembravano invisibili. Il suo gesto diventa una piccola lezione silenziosa sul rispetto degli spazi comuni.
 
Quando Paola, mentre raccoglie cicche e le infila nelle bottiglie di plastica per poi smaltirle correttamente, incontra un barbaro e lo coglie in flagranza, non lo insulta, non lo avverte che esistono multe salate per chi getta mozziconi in spiaggia, fa una lezione-lampo di Educazione ambientale e gli dice semplicemente: “A casa tua faresti lo stesso?”. Ecco la domanda tagliente, ed efficacissima, che dobbiamo fare ai barbari, andandoli a prendere per le orecchie, in senso metaforico, uno per uno. Una domanda che, statene sicuri, li farà arrossire di vergogna, e magari li aiuterà a non ripetere lo scempio.

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