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Quanto costano i roghi

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Apprendo dalla lettura di un’inchiesta di repubblica che questa è stata una tra le annate peggiori dal punto di vista degli incendi. Abbiamo già parlato di quanto siano dispendiose le guardie forestali, ma la cosa inquietante è che nonostante l’ingente esborso per queste figure, gli incendi aumentano e soprattutto costano: ogni ettaro bruciato è una spesa per lo stato di cinquemila euro. Nel 2012 i danni sono stati stimati attorno ai 185 milioni di euro: non si fa difficoltà a raggiungere tali cifre, se si tiene conto che un’ora di elicottero 412 viene 2.200 €, una di Ericsson S64 7.000 €, una di Canadair 10mila. E chi paga per questo? Come sottolinea Sartori sul Corriere della Sera, il tutto avviene in un clima di totale impunità: riporto un estratto del suo editoriale.

"Una legge sugli incendi boschivi (lunga, e contorta come sempre) esiste: è la legge 21 novembre 2000 n. 353 del codice penale, che prevede una punizione dell’incendiario con la reclusione da 4 a 10 anni. Così torno a chiedere: per 50 mila incendi nell’arco di 10-12 anni quanti sono i condannati che scontano o hanno scontato in carcere da 4 a 10 anni di detenzione? Non è la prima volta che lo chiedo. Ma sinora mi ha risposto soltanto un silenzio tombale. Eppure mi è stato più volte confessato da fonti fededegne che i carabinieri di stanza nei paesini sanno benissimo chi sono gli incendiari. Ma hanno le mani legate. Un piromane, per essere arrestato e poi condannato, deve essere colto in flagrante. Immaginatevi la scena: carabinieri appostati dietro un cespuglio, piromani con lo zainetto pieno di inneschi incendiari che li «annusano» (dopotutto sono del mestiere e conoscono il territorio a menadito) e che se ne vanno altrove, a duecento metri, per fare il loro malaffare. Oggi abbiamo in carica un governo tecnico che può decidere, se vuole, ponendo la fiducia. E quindi chieda e ottenga un commissario ad hoc per la Protezione civile in materia di incendi e una legislazione che consente le perquisizioni dei sospetti anche senza flagranza e che, per esempio, preveda gli arresti domiciliari estivi (e forse basta che siano soltanto notturni) dei sospetti incendiari. Il costo di questa prevenzione sarebbe minimo, e una drastica diminuzione degli incendi dimostrerebbe che è stata una prevenzione azzeccata".