Progetti educativi per detenuti: "Carcere verde" a Rieti - Non sprecare
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Carcere Verde: il progetto che coinvolge i detenuti nelle buone pratiche ambientali

Un progetto rieducativo che punta alla valorizzazione e al reimpiego dei rifiuti come risorsa e che, attraverso la tecnica del compostaggio di comunità, prevede la trasformazione dello scarto della preparazione dei pasti e degli avanzi di cibo in un ottimo compost riutilizzabile.

Le buone pratiche ambientali come opportunità di riscatto per i detenuti: accade all’istituto penitenziario di Rieti, nel Lazio, dove è stato avviato il progetto “Carcere Verde”, un’iniziativa che punta a ridurre i rifiuti prodotti dalla struttura coinvolgendo in prima persona i detenuti .

PROGETTI EDUCATIVI PER DETENUTI

Un progetto rieducativo che punta alla valorizzazione e al reimpiego dei rifiuti come risorsa e che, dal carcere di Rieti mira a estendersi a livello nazionale.

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PROGETTO CARCERE VERDE

In particolare, il progetto prevede di trattare in loco il rifiuto organico prodotto dalla mensa carceraria che, da solo, costituisce circa il 40 per cento del totale degli scarti prodotti, e la sua trasformazione in compost.

ISTITUTO PENITENZIARIO DI RIETI 

Il metodo utilizzato per il trattamento del rifiuto organico è il compostaggio di comunità, una pratica che prevede l’utilizzo di una compostiera elettromeccanica, una macchina che permette di trasformare lo scarto della preparazione dei pasti e gli avanzi di cibo in un ottimo compost riutilizzabile.

IL COMPOSTAGGIO DI COMUNITÀ

Il processo di compostaggio è naturale, senza impiego di additivi chimici ed è completamente automatizzato. Una volta ottenuto il fertilizzante, questo potrà essere impiegato all’interno del carcere per la realizzazione di orti didattici dove i detenuti avranno l’opportunità di coltivare diverse tipologie di prodotti, da destinarsi al consumo interno o alla commercializzazione di una linea di prodotti biologici da poter vendere sul mercato.

INIZIATIVA CARCERE VERDE

Un’iniziativa che prevede importanti risvolti educativi e di coinvolgimento sociale, ma non solo: l’impatto ambientale del rifiuto risulta praticamente azzerato mentre le emissioni di CO2 si riducono drasticamente, dal momento che il trattamento avviene sul posto e non prevede trasporti a distanza.

E i vantaggi non si fermano qui: attraverso questo progetto, l’amministrazione penitenziaria potrà beneficiare di importanti sconti e riduzioni sulla tariffa rifiuti grazie all’auto-compostaggio del rifiuto organico e alla gestione diretta degli altri materiali selezionati e recuperati. Un ulteriore vantaggio è infine legato alla sicurezza della struttura penitenziaria che deriva dalla riduzione degli accessi da parte di personale esterno ed automezzi per il servizio di raccolta dei rifiuti.

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