Già, il tempo. Inutile dire che il nostro presentismo di massa, questo vivere in un’affannosa rincorsa del presente, porta il suo contributo determinante nell’eclissi della prudenza, virtù per definizione dal fiato lungo, i cui risultati non maturano nello spazio dell’attimo. Ma vengono fuori nel percorso del tempo lineare. Passato, presente e futuro.Per riscoprire la pazienza, rimetterla al centro del campo dei nostri stili di vita e dell’azione pubblica, per non sprecarla, suggeriamo di partire dall’antica iconografia di questa preziosa virtù. Una donna sul trono che regge, con la mano destra, uno specchio, e con la mano sinistra un serpente. Dentro questa immagine c’è tutto il significato della prudenza e la sua utilità. Ovunque e comunque.
Lo specchio simboleggia la conoscenza di sé stessi, un punto di arrivo più facile da raggiungere attraverso l’uso della prudenza. Conosci te stesso, la massima religiosa greca iscritta sul tempio di Apollo a Delfi, è la premessa fondamentale per distinguere il bene dal male. Per non scivolare nel relativismo e restare ben ancorati a una bussola che separa nettamente i due campi, eliminando zone grigie. E una volta che ci conosciamo meglio dentro e siamo così più attrezzati a distinguere il bene dal male, allora tutte le nostre decisioni nasceranno da una fonte pulita, trasparente, e non da un pozzo inquinato. Il risultato verrà dopo, e non è scontato che sia positivo rispetto alle nostre aspettative: ma abbiamo rafforzato l’armatura della coscienza, e i dividendi di questa strumentazione, prima o poi, arriveranno.
Il serpente, tornando all’antica iconografia della prudenza, è un simbolo di come l’uomo, di fronte al mistero del male, alla banalità del male, abbia il dovere di stare attento, e guardarsi bene alle spalle. Nessuno può proteggerci meglio della nostra capacità auto-difensiva, di quella prudenza che, senza trasformarsi in cronica diffidenza, ci porta a tenere conto, in modo razionale, delle contraddizioni e delle debolezze della natura umana. Siamo uomini, non macchine. Ma possiamo diventare molto più pericolosi delle macchine. L’immagine del serpente è utilizzata anche da Gesù, quando (Vangelo di Matteo) si lascia andare a una straordinaria sintesi del comportamento del cristiano: «Vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe».
Prudenza e semplicità, un binomio che arricchisce la personalità dell’uomo.
Ma non sprecare la prudenza presenta anche altri vantaggi, e non secondari. È un antidoto contro la semplificazione che quasi sempre si riduce ad affrontare un problema nel modo migliore per non risolverlo. Cose complesse hanno bisogno di soluzioni complesse, e la prudenza le fa scivolare con naturalezza. Oppure, senza la prudenza rischiamo il burrone della superficialità, dove le sorprese non finiscono mai. Ogni approccio con una situazione nuova merita almeno un attimo, ma il tempo può essere molto più lungo, di prudenza.
Tutti siamo a rischio semplificazione, un metodo dal quale siamo circondati. Specie nella dimensione della vita pubblica, nella politica. C’è un’efficace sintesi di Vittorio Bachelet a proposito dell’importanza della prudenza: andrebbe proposta a tutti gli studenti di Scienze politiche. Bachelet, ricordiamolo, è stato un grande giurista, professore universitario di Diritto amministrativo alla Sapienza, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Un uomo di rara intelligenza e di straordinaria lungimiranza: anche per questo le Brigate Rosse lo uccisero in un agguato criminale proprio alla Sapienza.
Scriveva Bachelet: «È la prudenza che aiuta e evitare di confondere l’essenziale e il rinunciabile, il desiderabile e il possibile, che aiuta a valutare i dati di fatto in cui l’azione deve svolgersi, e consente il realismo più efficace nella coerenza dei valori ideali. La fortezza, contro le tentazioni tipiche della vita e della comunità politica, e in connessione con la responsabilità delle scelte, della costanza e della pazienza che sono richieste a chi in tale comunità voglia vivere non da turista ma da costruttore».
Proviamo a guardare più da vicino la fisionomia della pazienza scolpita dalle parole di Bachelet. In qualsiasi negoziato, e non solo in politica (l’arte del possibile per definizione), la pazienza è decisiva per arrivare a una buona conclusione, per portare a casa un risultato. Pensiamo a una famiglia, dove in fondo i genitori sono chiamati quotidianamente a negoziare con i figli. Gli orari della vita comune, le regole dentro e fuori casa, la buona condotta a scuola, gli andamenti regolari degli studi, la distanza di sicurezza da alcol e droga.
Di fronte a tutto ciò servono realismo e coraggio. Distinguere «l’essenziale dal rinunciabile» è già un’ottima premessa per arrivare a una sintesi, a un utile compromesso, cosa che come genitori dobbiamo fare frequentemente, senza però rinunciare ai punti cardinali del nostro ruolo e della nostra formazione. Prudenza e realismo sì, ma coerenti con i valori che abbiamo.
Solo la prudenza, e qui l’immagine scelta da Bachelet è molto suggestiva, ci consente di non essere «turisti», persone di passaggio, all’interno di una comunità, ma di avere un peso costruttivo. È la prudenza che scansa i giudizi facili, evita i pregiudizi che ostruiscono qualsiasi forma di dialogo. È la prudenza che aiuta a non banalizzare, a conservare una sana leggerezza nell’approccio con gli altri, senza però rinunciare al senso più profondo dei nostri legami. Ed è la prudenza che porta all’ascolto e alla condivisione, uscendo dal nostro Io e avvicinandoci a un Noi. Nello stile di una vita più sostenibile.
Prudenza: frasi celebri
- <La prudenza ha un solo occhio, il senno di poi tanti> Wolfgang von Goethe
Bisogna fidarsi della prudenza, quasi lasciarsi andare al suo monito. Altrimenti si rischia di pentirsi, quando è già troppo tardi.
- <Sii umile di cuore, grave nelle parole, prudente nelle tue risoluzioni> Padre Pio
Umiltà e prudenza sono sinonimi, ma entrambe non escludono la risolutezza. Quando serve e quando è arrivato il momento di decidere con la solida convinzione maturata nel tempo e non improvvisata.
- <Non siano le genti ancora troppo sicure a giudicar, sì come quei che stima le biade in campo pria che sian mature> Dante Alighieri
La prudenza è un prezioso esercizio che aiuta a non avventurarsi con superficialità nei giudizi, spesso approssimativi. E semmai a evitarli del tutto, secondo la regola del non giudicare.
- <La prudenza è una grande virtù, ma l’incertezza può fare grandi danni> Giulio Andreotti
Un esperto uomo politico, di statura, prudente per definizione, ci segnala un limite insito nella prudenza. Il rischio di esagerare e di trasformarla in passiva incertezza, nella vita pubblica come in quella privata.
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