Il valore insestimabile della prudenza - Non sprecare
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Prudenza, la virtù cardinale che abbiamo rimosso. Un bagno di realismo che non dobbiamo sprecare

La persona prudente non è un codardo. Ha un metodo e dei valori. E lo applica in casa, sul lavoro e nella vita pubblica

Tra le virtù cardinali, i pilastri di un’etica pubblica e privata, quella che più abbiamo rimosso e stiamo sprecando è sicuramente la prudenza. Nel tempo il suo valore è andato sfumando, fino a rendere la prudenza un atteggiamento opaco e controproducente. Sinonimo di codardia, ipocrisia, eccesso di cautela e di moderazione.  Qualcosa che paralizza l’uomo, se non addirittura ne favorisce una forma di regressione nelle relazioni con gli altri.

PRUDENZA

Il mondo che trova il suo punto di gravità nella velocità non può permettersi la prudenza, almeno così pare. Bisogna rischiare in un continuo azzardo, laddove nella politica vincono le battute a raffica di social, delle quali poi non bisogna mai dare conto, e nel privato sono saltati tutti una serie di passaggi intermedi nella costruzione di una relazione umana. Chi ha più il tempo, la voglia, la prudenza, di portare avanti un corteggiamento e realizzare nel tempo il suo progetto d’amore? Serve un sì o un no velocemente, e se la risposta è negativa si passa a un’altra pratica sentimentale.

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IMPORTANZA ESSERE PRUDENTI

Già, il tempo. Inutile dire che il nostro presentismo di massa, questo vivere in un’affannosa riconcorsa del presente, porta il suo contributo determinante nell’eclissi della prudenza, virtù per definizione dal fiato lungo, i cui risultati non maturano nello spazio dell’attimo. Ma vengono fuori nel percorso del tempo lineare. Passato, presente e futuro.

Per riscoprire la pazienza, rimetterla  al centro del campo dei nostri stili di vita e dell’azione pubblica, per non sprecarla, suggeriamo di partire dall’antica iconografia di questa preziosa virtù.  Una donna sul trono che regge, con la mano destra, uno specchio, e con la mano sinistra un serpente.  Dentro questa immagine c’è tutto il significato della prudenza e la sua utilità. Ovunque e comunque.

IL SIGNIFICATO DELLA PRUDENZA

Lo specchio simboleggia la conoscenza di sé stessi, un punto di arrivo più facile da raggiungere attraverso l’uso della prudenza. Conosci te stesso, la massima religiosa greca iscritta sul tempio di Apollo a Delfi, è la premessa fondamentale per distinguere il bene dal male. Per non scivolare nel relativismo e restare ben ancorati a una bussola che separa nettamente i due campi, eliminando zone grigie. E una volta che ci conosciamo meglio dentro e siamo così più attrezzati a distinguere il bene dal male, allora tutte le nostre decisioni nasceranno da una fonte pulita, trasparente, e non da un pozzo inquinato. Il risultato verrà dopo, e non è scontato che sia positivo rispetto alle nostre aspettative: ma abbiamo rafforzato l’armatura della coscienza, e i dividendi di questa strumentazione, prima o poi, arriveranno.

Il serpente, tornando all’antica iconografia della prudenza, è un simbolo di come l’uomo, di fronte al mistero del male, alla banalità del male, abbia il dovere di stare attento, e guardarsi bene alle spalle. Nessuno può proteggerci meglio della nostra capacità auto-difensiva,  di quella prudenza che, senza trasformarsi in cronica diffidenza, ci porta a tenere conto, in modo razionale, delle contraddizioni e delle debolezze della natura umana. Siamo uomini, non macchine. Ma possiamo diventare molto più pericolosi delle macchine. L’immagine del serpente è utilizzata anche da Gesù, quando  (Vangelo di Matteo) si lascia andare a una straordinaria sintesi del comportamento del cristiano: «Vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe». Prudenza e semplicità, un binomio che arricchisce la personalità dell’uomo.

VANTAGGI DELLA PRUDENZA

Ma non sprecare la prudenza presenta anche altri vantaggi, e non secondari. È un antidoto contro la semplificazione che quasi sempre si riduce ad affrontare un problema nel modo migliore per non risolverlo. Cose complesse hanno bisogno di soluzioni complesse, e la prudenza le fa scivolare con naturalezza.  Oppure, senza la prudenza rischiamo il burrone della superficialità, dove le sorprese non finiscono mai.  Ogni approccio con una situazione nuova merita almeno un attimo, ma il tempo può essere molto più lungo, di prudenza. Il momento per rischiare arriverà, ma, solo per fare un esempio, è la prudenza che deve ispirare i nostri comportamenti durante la pandemia.

Tutti siamo a rischio semplificazione, un metodo dal quale siamo circondati. Specie nella dimensione della vita pubblica, nella politica. Ho letto una efficace sintesi di Vittorio Bachelet a proposito dell’importanza della prudenza: andrebbe proposta a tutti gli studenti di Scienze politiche. Bachelet, ricordiamolo, è stato un grande giurista, professore universitario di Diritto amministrativo alla Sapienza, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Un uomo di rara intelligenza e di straordinaria lungimiranza: anche per questo le Brigate Rosse lo uccisero in un agguato criminale proprio alla Sapienza.

Scriveva Bachelet: «È la prudenza che aiuta e evitare di confondere l’essenziale e il rinunciabile, il desiderabile e il possibile, che aiuta a valutare i dati di fatto in cui l’azione deve svolgersi, e consente il realismo più efficace nella coerenza dei valori ideali. La fortezza, contro le tentazioni tipiche della vita e della comunità politica, e in connessione con la responsabilità delle scelte, della costanza e della pazienza che sono richieste a chi in tale comunità voglia vivere non da turista ma da costruttore».

DOVE PORTA LA PRUDENZA

Proviamo a guardare più da vicino la fisionomia della pazienza scolpita dalle parole di Bachelet. In qualsiasi negoziato, e non solo in politica (l’arte del possibile per definizione), la pazienza è decisiva per arrivare a una buona conclusione, per portare a casa un risultato. Pensiamo a una famiglia, dove in fondo i genitori sono chiamati quotidianamente a negoziare con i figli. Gli orari della vita comune, le regole dentro e fuori casa, la buona condotta a scuola, gli andamenti regolari degli studi, la distanza di sicurezza da alcol e droga.

Di fronte a tutto ciò servono realismo e coraggio. Distinguere «l’essenziale dal rinunciabile» è già un’ottima premessa per arrivare a una sintesi, a un utile compromesso, cosa che come genitori dobbiamo fare frequentemente, senza però rinunciare ai punti cardinali del nostro ruolo e della nostra formazione. Prudenza e realismo sì, ma coerenti con i valori che abbiamo.

Solo la prudenza, e qui l’immagine scelta da Bachelet è molto suggestiva, ci consente di non essere «turisti», persone di passaggio, all’interno di una comunità, ma di avere un peso costruttivo.  È la prudenza che scansa i giudizi facili, evita i pregiudizi che ostruiscono qualsiasi forma di dialogo. È la prudenza che aiuta a non banalizzare, a conservare una sana leggerezza nell’approccio con gli altri, senza però rinunciare al senso più profondo dei nostri legami. Ed è la prudenza che porta all’ascolto e alla condivisione, uscendo dal nostro Io e avvicinandoci a un Noi. Nello stile di una vita più sostenibile.

QUALCHE VIRTÚ DA RISCOPRIRE:

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