Frasi più belle de Il Piccolo Principe | Non sprecare
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Piccolo principe, le 10 frasi più belle da ricordare

Per ogni fine c’è un nuovo inizio. Amare non è guardarsi a vicenda, ma guardare nella stessa direzione. Le perle di saggezza da conservare scolpite nella testa

Piccole perle di saggezza. Molto più del succo di un manuale di filosofia. Frasi semplici, alla portata di tutti, che non richiedono grandi analisi semantiche: ma potenti per la loro sintesi e per la direzione che possono dare alla nostra vita. Frasi da non sprecare.

FRASI PIÚ BELLE DE IL PICCOLO PRINCIPE

Sono le 10 più belle che abbiamo tratto dal libro Il piccolo principe, il capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry.

  • È molto più difficile giudicare sé stessi che gli altri, se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio

La tendenza, specie in tempi di narcisismo dilagante, è sempre più quella di giudicare gli altri, e stare pronti con il ditino puntato a censurare i loro difetti. Bisogna provare, invece, a rovesciare il paradigma: accettare le persone per come sono e concentrarsi su sé stessi, sui propri errori e sui propri limiti. Senza pudore e senza paure. Scopriremo cose che non sappiamo, acquisteremo una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi e daremo una prova di saggezza.

  • Amare non è guardarsi a vicenda, ma guardare nella stessa direzione

Guardarsi negli occhi, specie quando divampa la passione, scambiarsi segnali di intesa, creare anche solo con lo sguardo un’atmosfera di reciproco desiderio: sono tutti passaggi che fanno parte della magica scalata alle vette dell’amore. Ma nel tempo ciò che diventa davvero fondamentale è la complicità, appunto: guardare nella stessa direzione, sentirsi partecipi di un unico progetto, e prendersi cura uno dell’altro. Questo è l’amore destinato a durare molto a lungo.

  • Solo i bambini sanno quello che cercano

L’ingenuità dei bambini, che dovremmo riscoprire in età matura, spesso nasconde una consapevolezza che agli adulti incerti viene a mancare. È quasi un istinto naturale che spinge il bambino a desiderare qualcosa con estrema convinzione e profondità, con un’energia che non può non portare a un risultato positivo. Sapere è volere, e viceversa.

  • Non ti chiedo miracolo o visioni ma la forza di affrontare il quotidiano

Ognuno di noi può misurare, sulla base della propria esperienza, la profondità di una frase così essenziale. I sogni, le visioni, le grandi ambizioni: sono prospettive che fanno parte della vita e ci portano lontano con le aspettative. Poi però c’è da affrontare la fatica del quotidiano. Comprese le abitudini, la noia, il sentirsi prigioniero dei propri doveri. E qui serve la forza, un’energia particolare abbinata a una sana leggerezza. La vita non è semplice per nessuno, ma è sempre meravigliosa, se la sappiamo prendere dal verso giusto.

  • È una follia odiare tutte le rose perché una rosa ti ha punto

Le generalizzazioni sono uno dei grandi disastri della vita umana. Ci portano comunque fuori strada. Avete presente quando si parla di una donna (o di un uomo) che ci ha ferito? Ecco, a quel punto scatta la censura contro tutta la specie, dimenticando una cosa fondamentale: l’unicità della persona. Nessuno di noi è uguale all’altro, e la metafora della rosa, una delle cose più belle che abbiamo in natura, è perfetta per farci capire che su ciascuno dobbiamo calibrare i nostri sentimenti. E non uniformarli, con istinto distruttivo, a un unico, sommario giudizio.

  • Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla

Modernissima fotografia del nostro rapporto distorto con il tempo. Complice la tecnologia, viviamo ormai sospesi in un eterno presente. Sfumano le radici (il passato) e ci interessa poco, se non come preoccupazione, la prospettiva del dopo (il futuro). Avvitati in questa affannosa rincorsa del presente, non abbiamo mai tempo per nulla, compresi gli affetti più cari. E tra le tante cose che così sprechiamo c’è anche la preziosissima conoscenza.

  • Quando si è tristi, si amano i tramonti

La malinconia, che non sempre è un sinonimo di tristezza ma potrebbe introdurla, si associa ai colori del tramonto. E invece la tristezza si ammorbidisce nella serenità che arriva con il tramonto. Ciò che rende struggente il momento non è solo la bellezza e l’unicità di un panorama naturale, ma il nostro stato d’animo, in quanto il tramonto è comunque un segno del tempo che scorre senza fermarsi e senza tornare. Non sprechiamolo.

  • Ho fatto di te un amico, e ora sei unico al mondo

Il grande amore dell’amicizia, una volta che sboccia, ha la potenza dell’unicità.  Un amico, entrato nel club, diventa un pezzo unico, non riproducibile, nello scacchiere delle nostre relazioni più care. L’importante è coltivarlo sempre come tale, a prescindere dalla distanza e dal numero di volte che lo incontriamo di persona. Una grande amicizia non appassisce né di fronte all’usura del tempo né per una momentanea distanza. E quando lo rivediamo è sempre come se fosse tutto come prima.

  • Per ogni fine c’è un nuovo inizio

La vita è fatta di cadute e di risalite. Di inciampi e di salti. Di sconfitte e di vittorie. Un percorso a ostacoli, a volte sorprendente in una delle possibili direzioni. L’importante è non smarrire mai la saggezza di questo approccio, così ispirato a un ottimismo non di maniera, ma sostanziale. Il proverbio popolare dice che “quando si chiude una porta, si apre un portone”. Non sempre è vero, mentre sicuramente, dopo una fine arriva sempre un nuovo inizio. Tanto più se riusciamo a metterci l’energia necessaria.

  • A che ti serve possedere le stelle?

Domanda fulminante sulla evanescenza della ricchezza fine a se stessa, sulla compulsione all’accumulo, al possesso (poi, figuriamoci, quello delle stelle!). Dovremmo trovare il tempo di porci ogni tanto questa domanda, e di non lasciarci rapire dalla febbre dell’hybris, una sorta di delirio di onnipotenza che greci e latini consideravano come il peccato più grave dell’uomo. E più riusciamo a farci domande scomode, più avremo risposte utili.

PARADIGMI DA NON SPRECARE, PER VIVERE MEGLIO:

 

 

 

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