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Nel Novarese la centrale idroelettrica che tutela i pesci

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Una centrale idroelettrica situata tra il Ticino, il Pò e il Sesia che consente ai pesci di risalire la corrente. Si tratta di una piccola centralina da una potenza di cento chilowattora: un tipo nuovo – detto “con le macchine a coppia” – che sfrutta i piccoli salti d’acqua presenti nei canali d’irrigazione. “È energia verde rinnovabile che viene creata dalla stessa acqua che passa per i canali di irrigazione”, spiega Bruno Bolognino, direttore generale dell’Associazione irrigazione Est Sesia dell’Anbi. I canali di irrigazione presenti nel territorio del Novarese tra i fiumi Sesia, Pò e Ticino, sono circa una trentina. A cavallo tra Piemonte e Lombardia.

 

Nonostante la centrale sia posizionata lungo i canali, i pesci riescono tuttavia a risalire i fiumi. “Le macchine sono idonee a far transitare i pesci”, prosegue Bolognino. “Sono simili a quello strumento che in agricoltura viene usato per sollevare i cereali, una sorta di grande spirale che gira”. Nel caso in cui la macchina non consentisse ai pesci di risalire, per legge bisogna costruire in parallelo con la centrale idroelettrica quella che viene chiamata “scala di risalita dei pesci”.

 

“Queste centraline non devono assolutamente interrompere il transito della fauna ittica”, insiste il direttore Est Sesia. In pratica la centralina prevede un bacino grande come una piccola piscina collegato con il canale. In quel punto l’acqua fa una cascata di un metro e venti, e si immette in una sorta di spirale. L’acqua scendendo fa girare la vite, l’albero entra in un alternatore con due magneti, lo statore – che rimane fermo – e il rotore. Attraverso questo “urto” tra i due campi magnetici si genera l’energia elettrica. “L’energia viene sempre generata da un campo magnetico che ruota all’interno di un altro campo magnetico”, conclude Bolognino. “Generando energia verde che viene dall’acqua”.

 
Nereo Brancusi

Fonte: Ecoseven