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Ma gli spazzolini elettrici funzionano davvero?

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Fabio Deotto

In principio fu il Broxodent, un tipo di spazzolino elettrico ricaricabile e senza filo lanciato sul mercato nel 1954 dalla Squibb e ideato per le persone affette da handicap e impossibilitate a effettuare un corretto spazzolamento. Sei anni dopo, la General Motors produceva il suo primo modello indirizzato al pubblico di massa, che presto sarebbe stato conosciuto come “ il più popolare tra i consumatori a causa del ridotto rischio di elettroshock.

Da allora, naturalmente, molte cose sono cambiate. Gli spazzolini elettrici presenti sul mercato si dividono in due categorie: lo spazzolino elettrico oscillante-rotante, e quello a tecnologia sonica; e nessuna di queste è in grado di provocare elettroshock.

Tuttavia, a più di cinquant’anni dall’introduzione dei primi spazzolini elettrici, ancora si dibatte sulla loro supposta superiorità rispetto ai tradizionali. In particolare, negli anni si sono diffusi allarmi spesso esagerati su una presunta pericolosità di queste alternative elettriche per l’igiene del cavo orale: c’è chi sostiene che la frenetica rotazione elettrica delle spatole possa provocare danni alle gengive, altri si spingono a raccontare di studi scientifici che dimostrerebbero come gli spazzolini elettrici portino al deposito di metalli pesanti nel cavo orale.

Negli anni, esperti dentisti e ricerche hanno dimostrato che questi allarmi sono in gran parte frutto di fantasia. Quello che però ancora molti si chiedono, è se gli spazzolini elettrici siano effettivamente più efficaci di quelli tradizionali.

Proviamo a fare chiarezza, partendo dagli spazzolini elettrici con tecnologia a oscillazione-rotazione. Si tratta di spazzolini caratterizzati da una testina più piccola degli spazzolini tradizionali ideata per adattarsi alla forma di ogni dente e pulirne ogni parte attraverso una combinazione di pulsazioni e rotazioni.  Uno studio pubblicato nel 2009 dal Cochrane Oral Health Group, ha preso in esame i denti di 3.855 volontari che si sono sottoposti a 42 diversi test nell’arco di 3 mesi. Confrontando la progressione delle condizioni del cavo orale di chi aveva utilizzato uno spazzolino manuale con quelle di chi aveva usato un elettrico a rotazione-oscillazione, è risultato che, se usati correttamente, questi ultimi possono rivelarsi leggermente migliori. Chi nei 3 mesi ha utilizzato questo tipo di spazzolino elettrico ha mostrato una riduzione del 11% in più per la placca (secondo l’indice Quigley Hein), una riduzione del 6% in più per la gengivite (indice Löe e Silness) e una riduzione del 17% in più per il sanguinamento gengivale (indice Ainamo e Bay).

Lo stesso non vale invece per gli spazzolini elettrici a pulsazione sonica, caratterizzati da una testina di dimensioni analoghe allo spazzolino manuale ma in grado di compiere più di 25mila movimenti al minuto.

Alcuni studi hanno infatti dimostrato che questa soluzione consente prestazioni leggermente minori rispetto al manuale e oscillante-rotante, per quanto riguarda la rimozione della placca. Le prestazioni invece sarebbero praticamente identiche per quanto riguarda gengivite e sanguinamento gengivale.

È interessante però notare quello che emerge dagli studi che invece hanno analizzato l’efficacia di questi spazzolini in relazione al tempo di utilizzo. Se infatti le performance degli spazzolini elettrici in alcuni casi si dimostrano lievemente migliori se utilizzati per una manciata di secondi, con il prolungarsi dello spazzolamento la capacità di rimuovere la placca degli spazzolini manuali tende a raggiungere gli stessi livelli.

Questo dimostra che se il tuo obiettivo è una corretta igiene dentale, non è tanto importante lo spazzolino che scegli o il funzionamento della sua testina, ma come e per quanto lo utilizzi. Possono sembrare frasi banali, ma corrispondono precisamente ai consigli degli igienisti dentali. L’ Associazione nazionale dentisti italiani per esempio ritiene che lo spazzolino elettrico possa tranquillamente sostituire quello manuale. Per quanto riguarda i bambini però consigliano l’alternativa tradizionale, è importante infatti imparare a eseguire una manovra di spazzolamento corretto per evitare disturbi dovuti a un’eccessiva pressione o a un utilizzo scorretto delle setole. Il portale Dentisti Italia, allo stesso modo, ritiene intercambiabili le due alternative, e focalizza l’attenzione sul tempo e la frequenza di utilizzo: almeno due volte al giorno per almeno due minuti.

Va notato che, se dal punto di vista dell’efficacia le differenze sono piccole e a volte trascurabili, lo stesso non vale per il prezzo. Un normale spazzolino manuale perfettamente funzionale solitamente non si spinge oltre i 5 euro, mentre gli spazzolini elettrici solitamente partono da un prezzo di minimo 20 euro per spingersi in alcuni casi a sfiorare i 200.

Per concludere, se proprio volete un consiglio sul tipo di spazzolino da acquistare, prendiamo in prestito le parole di William Shaw, uno degli esperti igienisti dentali autore del primo studio citato: " Se ti puoi permettere uno spazzolino elettrico oscillante-rotante e ti trovi bene a usarlo, offrirà un modesto miglioramento nella pulizia dei tuoi denti.” Altrimenti, impara a usare correttamente uno spazzolino manuale, e risparmia i soldi per una cena fuori. La tua igiene dentale non ne risentirà di certo.