Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

Tecnologie, i nuovi rischi per gli adolescenti

di Posted on
Condivisioni

Che succede nell’universo di Internet? La tecnologia avanza a passi da gigante, e tra le nuove generazioni, quelle dei “nativi digitali” (kids online), si moltiplicano i sorpassi: il computer scavalca la tv, il successo dei social network ridimensiona l’uso delle email. Sono segnali importanti che, ancora una volta, mettono in campo il ruolo della famiglia, della scuola e degli amici. Al primo posto tra le abitudini attuali degli adolescenti, secondo l’ultima indagine della Società italiana di pediatria svolta su un campione di 1300 studenti delle scuole medie inferiori, c’è l’uso di Internet che surclassa il piccolo schermo. Gli intervistati che trascorrono nella rete più di tre ore al giorno sono il 17,2 per cento contro il 15,3 per cento dediti, per lo stesso arco di tempo, alla tv. Oltre il 67 per cento dei ragazzi ha un profilo sul social network (quasi il doppio rispetto all’indagine precedente), considerato più immediato, efficace e informale, e soltanto Twitter, l’ultimo arrivato, totalizza qualcosa come 27,3 milioni di tweet al giorno.

Fin qui il fenomeno, e i rischi? Aumentano. Gli studiosi concordano sulla crescita di quella dipendenza da Internet, riconosciuta come patologia già nel 1995, e su una serie di effetti collaterali collegati all’abuso del web. Gli adolescenti multitasking, capaci di svolgere contemporaneamente più attività nell’universo del virtuale usando contemporaneamente computer, tv e cellulare, pagano un prezzo molto alto per l’eccessiva attività in rete. Diminuisce la loro capacità di attenzione, specie a scuola. Viene stravolto un regolare rapporto sonno-veglia, e i ragazzi diventano più irascibili e aggressivi. Fanno fatica ai rapporti reali con le persone, e riducono i contatti alla dimensione virtuale. Impoveriscono il linguaggio e la grammatica. Lo scrittore Mario Vargas Llosa, ricevendo il premio Nobel a Stoccolma, ha denunciato con parole chiare e forti i rischi della schiavitù di Internet. «La sua rivoluzione, straordinaria dal punto di vista tecnologico, ha portato però come conseguenza un aumento della banalità e della superficialità. E ha determinato la scomparsa di una visione del mondo più ampia e profonda» ha detto Vargas Llosa.

Di fronte a queste analisi è inutile dividersi tra gli apocalittici e gli integrati, come è avvenuto più di trent’anni fa con il boom della televisione. La risposta più ragionevole è invece quella di accompagnare i “nativi digitali” alla scoperta delle enormi opportunità offerte dalla tecnologia, di favorirne la diffusione, ma allo stesso di minimizzarne i rischi evidenti. E qui il cerchio si chiude con la necessità di un ruolo attivo delle famiglie e della scuola. Non caso, proprio dall’indagine della Società italiana di pediatria, viene fuori da parte degli adolescenti una domanda di genitori più interventisti, meno distratti dal lavoro e da altri interessi, non dissimulati in ruoli impropri come quello del padre che si trasforma in un amico del figlio. Ed è la famiglia che può, ad esempio riscoprendo il piacere della conversazione e dello stare insieme, aiutare i “nativi digitali” a godersi tutte le meraviglie della tecnologia senza però pagare il pegno di una nuova, inquietante solitudine.