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Stiamo diventando sempre più stupidi. Come mai? Una risposta su tutte preoccupa: colpa dell’ignoranza

Si è esaurito "l'effetto Flynn", ovvero la crescita ininterrotta del nostro quoziente intellettivo. E la nostra intelligenza diminuisce. Diverse le cause, dalle maggiori nascite degli stupidi agli stili di vita. Ma la prima caduta della ragione si deve a un motivo preciso

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INTELLIGENZA IN DIMINUZIONE

Stiamo diventando più stupidi. Maledettamente meno intelligenti, e non di poco. Gli scienziati ci avvertono: nel corso dell’intero Novecento eravamo abituati a una progressione costante del nostro quoziente intellettivo, si chiamava “effetto Flynn“, dal nome del professore di Filosofia James Flynn (Università di Otago in Nuova Zelanda) che conduceva molto puntualmente gli studi e i test sul QI (Quoziente Intellettivo) nei paesi industrializzati.

Flynn, fin quando ha vissuto, ci ha sempre rassicurato. La crescita della nostra intelligenza è stata ininterrotta, attorno allo 0,3 per cento l’anno, e non è poco, e considerando l’accelerazione del progresso tecnologico e degli apparati elettronici, tutto lasciava immaginare un radioso futuro per il nostro cervello.

In realtà le cose stanno andando proprio nella direzione opposta. Secondo un recente studio, realizzato da Brent Bratsberg e Ole Rogeberg del Centro Studi Economici “Ragnar Frisch” in Norvegia, dal 1975 è iniziata una progressione all’incontrario. Mai spezzata. Tanto che oggi ci ritroviamo con 7 punti in meno, nel nostro quoziente intellettivo, rispetto a mezzo secolo fa, un vero tracollo.

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INTELLIGENZA IN CALO

Diciamo subito che l’attendibilità della ricerca è fuori discussione, e i suoi risultati sono stati pubblicati integralmente sulla rivista Procedings of the National Academy of Sciences a conferma della loro serietà. I testi sono stati svolti dal team degli scienziati norvegesi in un arco di tempo molto ampio, circa 40 anni, su 730mila persone, utilizzando le analisi alle quali sono sottoposti ogni anno i giovani norvegesi di 18 e 19 anni che iniziano il servizio militare obbligatorio nel paese del Nord Europa. D’altra parte, studi analoghi, in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Germania, hanno portato alla stessa conclusione: “l’effetto Flynn” si è esaurito e dobbiamo fare i conti con un’umanità più stupida, e in quanto tale anche più pericolosa.

Restano aperte, invece, le possibili  risposte alla domanda dei cento coltelli: “Per quale motivo la nostra intelligenza sta diminuendo”?. Qui entriamo nel campo delle ipotesi, alcune anche di un certo fascino. La prima riguarda la curva demografica:le persone intelligenti fanno meno figli, hanno una prole meno numerosa, mentre gli stupidi sono di più perché si riproducono più rapidamente. Un’equazione ben nota ai più anziani che certo ricordano un vecchio proverbio popolare: “Le mamme dei fessi sono sempre gravide“.

A prescindere dal materiale genetico, che comunque può incidere fino a un certo punto sulla “caduta della ragione” ci sono poi alcuni fattori ambientali che pure pesano. Gli stili di vita, a fronte di un vertiginoso progresso tecnologico, sono spesso peggiorati nel mondo industrializzato. Per esempio: una cattiva alimentazione (con poco pesce e dunque pochi acidi grassi insaturi che sostengono lo sviluppo del sistema nervoso), uno scarso movimento, un contesto ambientale poco salubre, sono tutti fattori che incidono sull’abbassamento del QI. Come la mancanza di sonno, una vera e propria epidemia nelle società più sviluppate.

IGNORANZA RENDE STUPIDI

C’è infine una terza causa, sulla quale si sta indagando in modo più approfondito, che forse possiamo considerare la più interessante, dal punto di vista degli sprechi potenziali che l’uomo, anche inconsciamente, può consumare. L’intelligenza, ovvero la capacità di osservare, analizzare e adattare i nostri comportamenti a qualsiasi circostanza ed a qualsiasi cambiamento, non è qualcosa di statico. Il cervello non si eredita, da padre in figlio, anche se esiste una componente significativa dal punto di vista genetico. Lo potete osservare facilmente con un mini-test sul campo: quanti figli stupidi di genitori intelligenti conosciamo? Non certo pochi.

Per la sua crescita l’intelligenza ha bisogna anche, e forse in modo essenziale, di cultura, conoscenza, condivisione. Tutti fattori di una crescita dell’uomo graduale, di lungo periodo, e non estemporanei. Questi fattori oggi sono messi a dura prova dal dilagare del computer, con tutti i suoi addendi, e da una cultura sempre più dipendente dal web, e quindi frettolosa, superficiale, incompleta e poco resistente. Una cultura su misura per azzerare la conversazione, altro elemento essenziale per una crescita dell’intelligenza. Qualsiasi conversazione, anche la più leggera e apparentemente banale: purché sia reale, guardando negli occhi gli interlocutori, e non virtuale, solo a colpi di tweet e di insulti sul web. 

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