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Sale: perchè fa male alla salute

L'uso eccessivo può provocare problemi cardiovascolari, sbalzi di pressione e ictus. La dose massima suggerita dall'Oms è di 5 grammi al giorno

Gli italiani hanno ridotto il consumo del sale, circa il 12 per cento negli ultimi anni, ma continuano a esagerare con questa sostanza che, se presa in dosi eccessive, crea diversi problemi al nostro organismo, incluso al fegato. E diventa uno spreco. Anche perché il sale spesso si nasconde in altri alimenti: in soli 100 grammi di salumi, per esempio, possono esserci da 1,5 a 6,5 grammi di sale.

PERCHÉ IL SALE FA MALE ALLA SALUTE

Quanto sale usate a tavola? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità decisamente troppo, più del doppio di quanto sia necessario e salutare fare. Ognuno di noi utilizza 5 grammi al giorno, più o meno un cucchiaino da té. E pensare che fino al 70 per cento del consumo è legato non tanto a quello usato in cucina o portato a tavola, quanto agli alimenti trasformati, o a quelli consumati in mensa o al ristorante. Un abuso che può portare anche a conseguenza gravi. Esistono, infatti, diverse evidenze scientifiche sugli effetti negativi del sale sulla salute dell’uomo e, in tal senso, le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono chiarissime: l’uso del sale a tavola va drasticamente ridotto. Un consumo eccessivo può essere determinante per malattie cardiovascolari, ictus e sbalzi di pressione.

LEGGI ANCHE: Come ridurre il consumo di sale e sostituirlo con le spezie

EFFETTI NEGATIVI DEL SALE SULLA SALUTE

Ogni giorno, ognuno di noi consuma in media 10 grammi di sale. Sembra una quantità bassa, ma non lo è affatto: si tratta infatti del doppio della soglia limite fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ecco perché ridurre il consumo di sale a tavola diventa sempre più una priorità.

Tra le altre azioni negative del sale si segnalano:
  • La sensazione di sete secchezza delle fauci e anche cefalea
  • Fuoriuscita di acqua dalle cellule e successiva disidratazione
  • Aumento della concentrazione di sodio nel flusso sanguigno
  • Indebolimento delle ossa e maggiori rischi di osteoporosi
  • Aumento della diuresi
  • Aumento delle perdite urinarie di calcio
  • Aumento della pressione sui reni e sul cervello
  • Il cervello rilascia la vasopressina, un ormone che comunica ai reni di trattenere più acqua

DANNI DEL SALE

Quindici milioni di italiani soffrono di ipertensione e questo dato così alto, con tutti i problemi che ne derivano, è di certo collegato a un uso eccessivo di sale. In modo diretto o attraverso cibi particolarmente salati. L’Istituto Europeo di Oncologia di Milano segnala alcune ricerche scientifiche in base alle quali “l’eccesso di sale può predisporre all’insorgenza del tumore allo stomaco”. E aumenta l’escrezione urinaria del calcio, favorendo così l’osteoporosi. Con troppo sale, i reni funzionano male, arriva la ritenzione idrica, una delle principali cause della cellulite  e la pelle assume la classica forma a buccia d’arancia.

SALE NASCOSTO NEGLI ALIMENTI

Spesso, però, non è colpa nostra o di un’alimentazione sbagliata se assumiamo troppo sale durante la giornata. A volte, infatti, non ci accorgiamo del sale nascosto negli alimenti. Prodotti confezionati, come snack e merendine, vengono conditi con molto sale. Così, con l’andare del tempo ci abituiamo a gusti più saporiti e tutto ci sembra insipido. Meglio preferire prodotti freschi a cui aggiungere delle spezie per renderli più gustosi.

PER APPROFONDIRE: Ictus, come prevenirlo con 10 mosse

CIBI CHE HANNO PIÙ SALE

Il sale aggiunto in cucina, negli stili di vita degli italiani, vale il 36 per cento del totale, rispetto al 54 per cento che proviene da cibi conservati o precotti e dall’alimentazione fuori casa e al 10 per cento che viene assunto con ingredienti freschi.
Nei cibi, il sale gioca brutti scherzi e si nasconde dove meno ce lo aspettiamo, come nel caso dei dolci. Ecco gli alimenti che hanno più sale:
  • Pane
  • Pizza- Prodotti da forno
  • Cereali per la colazione
  • Dolci
  • Salsa di soia
  • Dado da brodo
  • Insaccati e salumi
  • Formaggi stagionati
  • Conserve di pesce e di vegetali
  • Patatine fritte, snack dolci e salati

COME RIDURRE IL CONSUMO DI SALE

  • Per cominciare, è bene ridurre il consumo di alimenti preconfezionati e preferire l’assunzione di verdura fresca e di stagione
  • Prima di portarli in tavola, eliminate l’olio o l’acqua dei cibi in scatola e lavateli sotto l’acqua corrente
  • A tavola, sostituite il sale con le spezie per insaporire i piatti. Un’alternativa è l’aceto o il succo di limone
  • Attenzione alle etichette, leggendo le indicazioni potrete evitare i cibi più salati
  • Nel caso di alcuni prodotti in scatola, come i legumi, basta sciacquarli sotto l’acqua del rubinetto per circa un minuto e non aggiungere altro sale durante la preparazione. Per il tonno in scatola, invece, eliminate l’olio contenuto nella scatola e non aggiungete altro condimento
  • Il palato si abitua, e senza troppa fatica. La riduzione del sale, anche con l’aiuto di erbe aromatiche e limone, deve essere graduale, per diventare efficace. Fino a quando non avrete il problema inverso: non mangerete con piacere quando le pietanze, specie al ristorante, vi risultano troppo salate. .

AZIONE POSITIVA DEL SALE

Esiste un’azione positiva del sale, a prescindere dal sapore che ci regala con gli alimenti? Sicuramente. E si concentra in particolare in quattro direzioni.
  1. Trasporta sostanze nutritive nelle cellule
  2. E’ legato al benessere cerebrale e circolatorio
  3. Contribuisce alla trasmissione degli impulsi nervosi
  4. Regola l’equilibrio dei fluidi
  5. Gli impacchi possono aiutare in caso di mal di testa

ALTERNATIVE SALUTARI AL SALE:

  1. Spezie indispensabili in cucina: ecco quali sono e come usarle
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