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Troppo tempo in auto, e diventiamo meno intelligenti. Sprechiamo cervello oltre che tempo

I risultati di una ricerca scientifica dell'università di Leicester: due ore al giorno in macchina, e le nostre capacità cognitive si riducono. Intanto gli italiani, ogni giorno, perdono nel traffico qualcosa come 128 minuti.

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TRAFFICO IN ITALIA

Troppe ore in macchina rendono anche cretini, o semplicemente meno intelligenti. Non è uno slogan, ma il risultato di un’accurata ricerca scientifica realizzata dall’Università di Leicester per capire quali sono gli effetti di un uso compulsivo dell’auto, uno spreco assoluto (anche in termini di tempo e di soldi). La conclusione è da brivido, ma molto incoraggiante per noi che abbiamo fatto della lotta agli sprechi la nostra mission.

Dunque, secondo gli scienziati bastano due ore al giorno in macchina per perdere una porzione della nostra intelligenza. Tanto più se questo tempo, come è norma, lo trascorriamo nel traffico. Il motivo della regressione intellettiva è molto semplice, e non ha bisogno di particolari spiegazioni: stress, fatica eansia, tutte cose alimentate dalla guida e dal traffico, altro non fanno che ridurre le nostre capacità cognitive. E quindi ci fanno scivolare nella scala dei valori dell’intelligenza.

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ORE PERSE NEL TRAFFICO

Gli italiani sprecano, imbottigliati nelle macchine, 128 minuti al giorno. Il tempo che dedicano agli spostamenti in auto è di 10 ore e 40 minuti a settimana: record, negativo ovviamente, in Europa, dove peggio di noi fa solo la Grecia (13 ore e 2 minuti) e dove la media dei paesi dell’Unione è di 1 ore e 5 minuti. Riflettete un attimo sul significato di questi minuti, di queste ore, di queste giornate, che perdiamo nel traffico: a parte il tempo, sprechiamo salute (per lo stress, per l’ansia di fare tardi, per la rabbia), benessere (traffico significa inquinamento) e soldi (i motori restano accesi e la benzina si consuma).

CITTÀ CON PIÚ TRAFFICO IN ITALIA

Certo: sappiamo bene che la situazione dei trasporti pubblici in molte città italiane, specie al Sud, è disastrosa e dunque questa alternativa non è sempre praticabile. Ma a parte che ci sono tante città, anche importanti, pensate a Milano solo per fare un esempio, dove il trasporto pubblico è molto efficiente, anche laddove in generale il sistema fa acqua, ci sono “buone pratiche”, ovvero linee di autobus o di tram o di metropolitana che funzionano bene.

TRAFFICO IN CITTÀ IN ITALIA

Non vorrei che il deficit sul fronte del trasporto pubblico, per il quale questo sito non fa altro che denunciare tutte le situazioni più scandalose, sia anche un alibi per i nostri stili di vita sbagliati e spreconi, a proposito di mobilità. Sempre stando alle statistiche dell’Osservatorio, infatti, il 73 per cento degli italiani si dichiarano pronti a «rinunciare alla macchina». Pronti ma non lo fanno. E non solo per la scarsità delle alternative, ma anche per le loro collaudate cattive abitudini. Visto che il 69 per cento delle persone usa la macchina per andare al lavoro, l’86 per cento per fare la spesa (adesso chiunque, tra l’altro, te la manda a casa a costi quasi pari a zero…), e nientemeno il 64 per cento per accompagnare i bambini a scuola (cattive abitudini che diventano così ereditarie). Tra l’altro, l’alternativa all’auto privata in città, e ripeto: quando è possibile, non è solo fatta dai mezzi pubblici. C’è il piacere benefico di una passeggiata. Una salutare pedalata. E la sempre più vasta offerta di auto, bici, moto, condivise.

Concludendo, non siamo ancora usciti dalla schiavitù dell’automobile. Siamo sulla buona strada del cambiamento, la nuova mobilità (compresi i servizi di sharing) avanza, ma sbatte il muso contro i nostri stili di vita ancora arretrati. Speriamo che sia solo una questione di tempo.

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