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Jeans ecosostenibili: Pagurojeans calza perfettamente grazie ad un algoritmo e riduce al minimo i consumi di acqua ed energia

Due fisici hanno lanciato una sfida ai grandi marchi della moda: realizzare un jeans consumando il 60% in meno d’acqua e risparmiando il 40% di energia. E grazie ad un algoritmo, il jeans calza perfettamente.

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JEANS ECOSOSTENIBILI

Invertire un trend può sembrare una missione impossibile. Eppure, c’è una startup che ha voluto dare l’esempio alle grandi aziende della moda. È il caso di Pagurojeans, che promuove un modello sostenibile per la produzione di jeans, lanciando una sfida ai marchi più famosi.

L’industria della moda, a livello di emissioni prodotte, è al secondo posto a livello mondiale. Inoltre, richiede un fortissimo dispendio idrico perché per produrre un paio di jeans sono necessari dai 7000 ai 15000 litri d’acqua. Dall’acquisizione delle materie prime alla creazione dei tessuti per arrivare, infine, allo smaltimento del prodotto usato.

Tutte le fasi di lavorazione richiedono: acqua, energia elettrica e agenti chimici, in quantità ingenti. Di conseguenza, l’impatto ambientale e quello sociale sono altissimi. Per contrastare gli sprechi dell’industria della moda, due fisici (Andrea Maria Scaparro e Guillermo Hernandez Munoz) hanno deciso di fondare un marchio, Pagurojeans che si ispira al principio delle “3R” dell’economia circolare.

LEGGI ANCHE: Vecchi jeans fuori uso, così diventano una borsa elegante a costo zero (foto)

PAGUROJEANS

Perché Pagurojeans non spreca risorse? Il motivo principale sta nella decisione di ridurre, quanto più possibile, l’impatto sul pianeta. Ad oggi, Pagurojeans ha realizzato uno dei jeans più virtuosi sul mercato. In che modo? A partire dalle materie prime fino ai prodotti finiti. I jeans passati di moda vengono riciclati, anziché distrutti, così come i materiali di scarto. I materiali riciclati vengono poi utilizzati per produrre jeans ecologici. I due giovani fondatori si sono ispirati al paguro e al suo comportamento, reinventando il modo di produrre i jeans.

Andrea Maria Scaparro e Guillermo Hernandez Munoz vogliono trasformare il capo più venduto al mondo in un indumento sostenibile socialmente ed ecologicamente. Secondo il loro progetto d’impresa, questo dovrebbe avvenire grazie ad un algoritmo che riproduce la vestibilità dei jeans preferiti. In questo modo sarebbe possibile abbattere gli sprechi ed evitare completamente ogni tipo di sfruttamento del lavoro. L’algoritmo è stato creato e testato dai due fisici. Esso permette di confezionare il jeans in un laboratorio sartoriale utilizzando il denim riciclato al 40% e una filiera di produzione corta. Un processo di lavorazione che permetterebbe un risparmio idrico del 60% rispetto a quello delle normali fabbriche del capo e una riduzione del dispendio energetico fino al 40%.   

PER APPROFONDIRE: Vecchi jeans che non usiamo, così il tessuto si può riciclare e riutilizzare in tanti modi (foto)

PAGUROJEANS, DENIM RICICLATO E JEANS SU MISURA

Questa è la sfida dei due imprenditori. Rendere accessibile un prodotto ecologico, al grande pubblico, non è una sfida semplice. Per questo, i due imprenditori hanno lanciato la propria idea su una piattaforma di crowdfunding, che gli ha permesso di far conoscere il progetto e ottenere i fondi necessari.

Grazie alla composizione realizzata dai due fisici, i jeans potranno essere sottoposti a ogni tipo di stress. Inoltre, la ridotta presenza di fibre sintetiche ne consente il completo riuso alla fine del ciclo di vita del capo. Una caratteristica che centra uno degli obiettivi dell’economia circolare: pensare dei prodotti facilmente riutilizzabili.

Tanti giovani, presto, potrebbero indossare dei jeans ecosostenibili aiutando l’ambiente, senza rinunciare alla moda. Il progetto di Pagurojeans promuove, infatti, l’acquisto consapevole da parte dei consumatori coinvolgendoli attivamente tramite il ritiro del vecchio jeans, per riciclare la materia prima. In questo modo sarà possibile arrivare, man mano, all’obiettivo finale: un jeans 100% riciclato.

(Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook di Pagurojeans)

Il progetto è in concorso per l’edizione 2018 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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I PROGETTI IN CONCORSO PER IL PREMIO NON SPRECARE 2018:

  1. Croqqer, l’app per aiutare i vicini. Scambiando con loro tempo, competenze e servizi (foto)
  2. Aria pulita, il sistema U-earth che purifica da smog, fumo di sigarette, virus e batteri (foto)
  3. Recyclize, il divertente videogame che insegna ai bambini come fare la raccolta differenziata (foto)
  4. Perpetua, la matita ecosostenibile made in Italy in grafite riciclata, che offre lavoro ai disabili
  5. I nonni adottati dai bambini della scuola primaria di Castiglione delle Stiviere. Tutto inizia da un libro (foto)
  6. La scuola di Campobasso, dove le pulizie le fanno i detenuti. E in cambio studiano e si diplomano (foto)
  7. Econviene, la piattaforma che vende farmaci da banco, integratori alimentari e cosmetici a metà prezzo
  8. Un giardino che non usate e dove pagate solo la manutenzione? Ecco la piattaforma che consente di affittarlo, anche per un evento (foto)
  9. Il casco intelligente inventato da un ragazzo di 20 anni. Lancia sos in caso di incidente. E ti avvisa se sei stanco (foto)
  10. Raccolta differenziata, Catanzaro in Calabria è da record nazionale. Sembra di stare in Austria o in Trentino-Alto Adige