Mai più albero di Natale vero adesso va il riciclato | Non Sprecare
Questo sito contribuisce all'audience di

Mai più albero di Natale vero adesso va il riciclato

di Posted on

Scena di vita da un Natale newyorchese. Un condominio organizza la tradizionale festa per i saluti, con i bambini che giocano nella hall e vanno a decorare l’albero. Luci, stelle, palline colorate di ogni tipo: tutti contenti, insomma.

Arriva un padre e dice che no, lui la figlia non la lascia venire, perché non è d’accordo a fare del male alla natura per una festa degli uomini. Non è per forza un miscrendente, contrario a ricordare la venuta sulla Terra del Figlio di Dio, intende dire che chi ha tagliato quell’albero per divertirsi a decorarlo ha commesso quasi un delitto. Indica i marciapiedi delle Avenue di Manhattan, che nel mese di dicembre si riempiono di ambulanti che vendono e impacchettano abeti, come se fossero macellai senza scrupoli.

Senza arrivare a questi estremi, sono sempre di più le persone che condividono ragionamenti del genere, a New York e in altre zone dell’America. Inutile rispondere che gli alberi vengono piantati apposta per questo scopo, crescono in santa pace per cicli anche trentennali, e dopo le feste vengono comunque riciclati per usi più utili e duraturi: è il gesto in sé che andrebbe sostituito.

D’accordo, ma con cosa? Un Natale senza albero, e magari senza Santa Claus che viene a portare i regali? No, un albero che non lasci impronte sul pianeta, costruito con materiali già riciclati e a disposizione, che altrimenti verrebbero buttati. Pezzi di legno, ad esempio, che si possono acquistare per una manciata di dollari in qualunque falegnameria, dove sono avanzati dal lavoro per la costruzione dei mobili. Basta tagliarli con lunghezze a scalare, inchiodarli sopra un asse, e l’albero alternativo è pronto. Poi ti puoi sbizzarrire per decorarlo, ma anche qui usando possibilmente oggetti che già possiedi, e magari hanno un significato per te: la foto di un viaggio, il disegno di un figlio, un pupazzetto della tua infanzia. Così la costruzione dell’albero diventa una specie di evento, a cui partecipano famigliari e amici, e il pianeta non si accorge delle conseguenze.

Siccome a New York le idee più originali fanno in fretta a trasformarsi in tendenze, prima di diventare mode, anche questa ha finito per farsi strada tra le menti più anticonformiste. La mania dell’albero fatto in casa con gli scarti della società è diventata uno sfizio che attira artisti e architetti, e non è inusuale essere invitati a feste natalizie che servono ad esporre queste opere. Sono cominciati a fiorire siti internet che danno suggerimenti sulle tecniche di costruzione e le idee più stravaganti per la decorazione, e pubblicano foto con gli esempi. Si va da veri alberi intarsiati nel legno, a quattro tavole messe in croce, che però hanno dietro la mano di un artista o di un decoratore di interni. Così si può finire per spendere molto più dei 10 dollari che bastano ad inchiodare una dozzina di tasselli, o dei 35-40 che comprano un abete rigoglioso con base già montata. Però si stimolano fantasia e creatività, si trasforma la tradizione a volte stanca dell’albero in un gioco che coinvolge la famiglia, e si lasciano crescere alberi che magari avranno la sorte di non finire mai in una segheria.

Shares