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Disturbi alimentari: come prevenirli nei bambini in età scolare

Ascolto e fermezza, attenzione ai gusti e al senso di sazietà nel bambino, cercare di trasformare il pasto in un momento conviviale e non punitivo: tutti i consigli per prevenire i disturbi alimentari fin dalla tenera età

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DISTURBI ALIMENTARI ADOLESCENZA –

Sempre più spesso i disagi degli adolescenti si esprimono attraverso un rapporto distorto con il cibo: invece di alimentarsi in maniera sana ed equilibrata, molti ragazzi e ragazze esprimono un grido d’aiuto o un vuoto affettivo rifiutando o ingerendo eccessive quantità di cibo. Prevenire queste patologie e questi comportamenti sbagliati si può: è utile insegnare ai bambini fin da piccoli a vivere bene l’atto del nutrirsi. Vi abbiamo già spiegato come fronteggiare i capricci dei lattanti, oggi affrontiamo il tema legato ai piccini in età scolare.

PER APPROFONDIRE: Ricetta torta ai tre ingredienti senza zucchero, farina e lievito

PROBLEMI ALIMENTARI NELL’ ADOLESCENZA –

Tanti utili spunti di riflessione si trovano sempre nel volume: “Mangio o non mangio, i disordini alimentari e i bambini” pubblicato da Mondadori. Ecco alcuni consigli della psicoterapeuta Aurora Mastroleo (che l’ha scritto assieme a Pamela Pace) da applicare per chi ha bambini dai sei anni in su e che si trovano alle scuole elementari al primo confronto con la temuta mensa.

  1. LE REGOLE FONDAMENTALI. L’educatore, anche nel campo dell’alimentazione, deve tenere sempre a mente i tre punti fondamentali: rispetto, ascolto e fermezza.
  2. ABITUARSI ALLA MENSA. I genitori devono avere un rapporto di fiducia con l’istituzione scolastica, che provvede alla mensa, ed essere comprensivi e accoglienti con il bambino che si trova a dover fronteggiare la frustrazione dovuta  all’incontro con le regole sociali imposte dalla mensa.
  3. TENERE IN CONTO I GUSTI. Gli adulti devono ricordare che i bambini hanno bisogno “soggettivare” il rapporto con il cibo, cioè di esprimere i loro gusti e di dire quando sono sazi.
  4. NO AGLI USI IMPROPRI. Si devono assolutamente evitare utilizzi distorti del cibo, come quelli intimidatori e ricattatori, che possono alterarne il significato e soprattutto spingere il bambino a fare altrettanto.
  5. DARE IL BUON ESEMPIO. Anche il comportamento nei riguardi del cibo si impara con l’imitazione: date voi per primi il buon esempio a casa.
  6. I VALORI ATTRAVERSO LA TAVOLA. Rispettare regole come la diversificazione di pietanze e portate e i turni di parola tra i commensali non è solo questione di ubbidienza ma anche un modo per mettere ordine e trasmettere valori.
  7. IL PIACERE E LA CONVIVIALITA’. Non presentate ai piccini lo stare a tavola come un rituale noioso o un “ingozzamento” finalizzato solo a incamerare carburante: cercate di esaltare i lati di convivialità, il piacere di stare insieme, chiaccherare e degustare cibi diversi dai molteplici sapori.
  8. NON LITIGARE A TAVOLA. Per quanto spiegato sopra, è opportuno evitare di fare dell’incontro a tavola un occasione per esprimere dei conflitti famigliari o dei rimproveri.
  9. UNA TERZA PERSONA. Per evitare l’insorgere del conflitto madre-figlio, includete sempre una terza persona nel momento del pasto.
  10. CUCINATE INSIEME AI VOSTRI FIGLI. Per renderli partecipi e coinvolti nella preparazione – e quindi comprensibilmente anche nella degustazione – preparate qualcosa da mangiare assieme a loro: che sia una torta o dei muffin salati, l’importante è mettersi all’opera.