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Strage delle api, crolla la produzione di miele (70 per cento in meno) e aumenta l’inquinamento

Il 2016 sarà la peggiore stagione, da 35 anni, per la produzione di miele. I prezzi dei vasetti made in Italy voleranno, mentre saremo sommersi dal miele cinese. Anche per colpa dei trattamenti chimici.

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CROLLO PRODUZIONE MIELE –

Chi ancora continua ad avere qualche dubbio sui danni dell’uso disinvolto, compulsivo e sprecone dei trattamenti chimici, dovrebbe dare uno sguardo alla produzione 2016 di miele in Italia. Un disastro. Quest’anno avremo un crollo del 70 per cento di un prodotto che significa salute, made in Italy, territorio e alta qualità, con ben 40 varietà, primato mondiale, di miele «monoflora», ovvero proveniente da un’unica pianta.

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I MOTIVI DEL CROLLO DELLA PRODUZIONE DI MIELE IN ITALIA –

La caduta verticale della produzione di miele è legata a due fattori. Il primo è climatico: i capricci di un inverno all’insegna della siccità e di una primavera con pioggia e freddo hanno fermato gli sciami. Il secondo invece è tutto legato alla mano dell’uomo: i pesticidi, sempre più ingombranti in agricoltura, hanno ucciso le api. Ci sono stati casi di apicoltori che hanno visto dimezzare gli alveari in zone in cui la quantità di pesticidi rilevati è risultata 140 volte superiore a quanto consentito dalla legge.

BEE NET –

Ed a proposito di rilevamenti, c’è da notare anche un’incredibile dimenticanza (?) del governo e del ministero dell’Agricoltura che, nell’ambito di alcuni tagli orizzontali, ha pensato bene di non rifinanziare il monitoraggio ministeriale Bee Net.

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PER SAPERNE DI PIÚ: Cosa succederebbe se sparissero le api? Le conseguenze devastanti sulla produzione alimentare

I DANNI DEL CROLLO DELLA PRODUZIONE DI MIELE –

Il disastro ambientale legato alla strage delle api è cosa nota e scientificamente provata. Ma con questo crollo della produzione del miele, che si traduce nella peggiore produzione dagli anni Ottanta, i consumatori italiani, le famiglie, andranno poi a pagare un altro conto, cioè un altro spreco. Avremo nelle nostre case miele più caro e di peggiore qualità, e con una produzione così bassa del made in Italy ci ritroveremo invasi dalla concorrenza (sleale) di produttori stranieri, a partire dai soliti cinesi. Non a caso le importazioni di miele nel 2016, pari a ben 25 milioni di chilogrammi, nel 2016 sono già salite del 13 per cento. Per non parlare dei 42mila produttori, dei quali solo la metà sono apicoltori per hobby, mentre gli altri ci campano con questo prezioso prodotto. Che faranno? Chiuderanno bottega in segno di lutto per la strage delle api? Si riconvertiranno alla produzione cinese? Sono domande tristi, in un Paese che spesso dimentica le sue risorse più naturali e le spreca in modo dissennato.

PER APPROFONDIRE: Il miele, un vero e proprio alleato naturale contro i mali di stagione

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