Sign up with your email address to be the first to know about new products, VIP offers, blog features & more.
[mc4wp_form id="5505"]
Questo sito contribuisce all'audience di

A Roma un’associazione mette in contatto cittadini e migranti per abbattere il muro della diffidenza (foto)

Si chiama Accoglienza libera integrata e suggerisce una serie di attività che si possono sviluppare insieme ai migranti, come aiutare nella compilazione di moduli burocratici ma anche la semplice condivisione di una cena o di una passeggiata. L’obiettivo è permettere a chi arriva di dimostrare di poter essere una risorsa, non un problema

Condivisioni

ACCOGLIENZA LIBERA INTEGRATA

Un’accoglienza soft, uno a uno, costruita giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. A Roma esiste una realtà dove volontari di ogni età hanno deciso di impegnare un po’ del loro tempo libero affinché “nessuno si senta straniero in Italia”. Così c’è chi si mette a disposizione per passeggiate settimanali, chi aiuta nella compilazione di moduli burocratici, o chi semplicemente condivide una cena o partecipa una partita di pallone al parco. Perché farlo? Per avvicinare e creare relazioni di scambio e sostegno tra migranti attraverso la chiave dell’amicizia, del semplice rapporto umano. È questo l’obiettivo che si sono prefissati i fondatori di Accoglienza libera integrata (Ali), un’iniziativa che intende contribuire a “spezzare la catena di menzogne e paura che sta trasformando gli immigrati in soggetti pericolosi e dai quali stare alla larga, avvicinando le persone, ristabilendo un livello di umanità”.

LEGGI ANCHE: A Venezia c’è un ristorante etnico che con il buon cibo fa integrazione

INTEGRAZIONE MIGRANTI

Ali, come viene spiegato nel sito dell’associazione, nasce dall’idea di tre professionisti con lunghe esperienze nel settore umanitario, ai quali si è aggiunto un richiedente asilo gambiano che, come tanti altri, ha provato lo spaesamento e la difficoltà dell’integrazione. Perché il problema principale a cui vanno incontro i migranti che arrivano in Italia è proprio la ghettizzazione che non fa che accentuare le divisioni, oltre che alimentare la percezione di pericolo, spesso sovrastimata, in molti italiani. Per questa ragione sono necessari i piccoli gesti che mettono in campo associazioni come Ali che si impegnano nel far superare la diffidenza iniziale nei confronti del “diverso” che alberga in ognuno di noi. Aprendo alla possibilità di uno scambio che non potrà che riservare piacevoli sorprese.

VOLONTARIATO A ROMA

L’obiettivo di Ali non è quello di sostituirsi alle istituzioni preposte all’accoglienza, né tantomeno spingere i volontari a diventare responsabili per la vita di un altro essere umano. La speranza è invece quella di avviare percorsi paralleli in grado di fornire soluzioni concrete al problema della ghettizzazione, mettendo in atto un’integrazione altrimenti difficile. Per riuscirci l’iniziativa è strutturata sulla base della disponibilità di ciascuno: Ali infatti suggerisce una serie di attività che si possono sviluppare insieme ai migranti accolti, ma chiunque si avvicini a questa realtà è libero di sperimentarne altre e di suggerirle alla rete. Il tutto in una collaborazione totale tra chi accoglie e chi è accolto che, in questo modo, riesce ad entrare all’interno di una comunità nella quale poter dimostrare di essere una risorsa e non un problema.

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook Ali – Accoglienza Libera Integrata

QUANDO L’INTEGRAZIONE FUNZIONA

Libri in 25 lingue per fare integrazione, la storia della Biblioteca Interculturale di Roma

Accoglienza immigrati: l’integrazione inizia con il co-housing. Le storie di Ibrahim e Mursal

Cioccolato e integrazione, la casa Don Puglisi promuove l’emancipazione delle giovani mamme

Da comandante dell’esercito in Afghanistan a cuoco, un caso d’integrazione a tavola

Nessun commento presente

Che ne pensi?