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Indicazioni in etichetta: dall’UE dati scientifici sulla salute degli alimenti

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I consumatori hanno il diritto che le etichette alimentari riportino informazioni esatte e affidabili che possano aiutarli a compiere scelte più sane”. E’ così che esordisce il Commissario Europeo per la Salute e le Politiche dei Consumatori, John Dalli, nella sua dichiarazione circa il sostegno – espresso dagli Stati Membri dell’Unione – all’adozione di un elenco di indicazioni sulla salute da utilizzare sui prodotti alimentari. Dopo un incontro informale il 28 novembre scorso, in una successiva riunione del 5 dicembre, il Comitato Permanente per la Salute degli Animali e la Catena Alimentare, è infatti giunto all’ultimo passaggio per l’adozione della lista. “Relativamente alle indicazioni sulla salute, la veridicità e l’esattezza delle informazioni sono particolarmente importanti. Una volta ratificata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, continua Dalli, questa misura aiuterà le autorità nazionali ad assicurare un elevato livello di protezione dei consumatori”.

Con questo provvedimento i consumatori potranno contare sul fatto di non essere indotti in errore da indicazioni prive di fondamento, esagerate o non veritiere. Infatti, le indicazioni consentite sono state oggetto di una valutazione scientifica rigorosa a cura dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), per mettere in evidenza, nel migliore dei modi, i benefici per la salute. Agli operatori del settore è tuttavia riconosciuto un certo margine di flessibilità nel comunicare queste indicazioni, in modo da agevolarne la comprensione.

Il perché l’Unione Europea abbia voluto affrontare il tema delle indicazioni sulla salute sui prodotti alimentari è legato in primo luogo alla salute dei cittadini, ma anche a questioni economiche e di marketing. Lo stesso Dalli ricorda infatti che “la protezione dei consumatori è il principale obiettivo del regolamento. I consumatori – continua il Commissario – tendono a sopravvalutare il valore dei prodotti alimentari soprattutto a causa di indicazioni che attribuiscono ai prodotti stessi, benefici per la salute ingannevoli e privi di fondamento”.

A partire dagli ultimi decenni, i consumatori sono sempre più attenti agli alimenti che acquistano. Attribuiscono una grande importanza alla propria salute e hanno, sempre più, la consapevolezza del legame che esiste tra la salute e i cibi che ingeriscono. Da questo bisogno è nata la richiesta di effettuare maggiori controlli sui prodotti alimentari, insieme alla necessità di fornire le giuste indicazioni sulla salute. Queste, se utili per i consumatori, sono inoltre un ottimo strumento di promozione anche per i produttori. Le indicazioni fuorvianti, al contrario, costituiscono una forma di concorrenza sleale, che penalizza la maggioranza degli operatori del settore alimentare.

Già nel 2006 era nato il cosiddetto “Claims Regulation”, che definiva le regole per l’ utilizzo delle indicazioni nutrizionali e sulla salute riportate sugli alimenti. La funzione del Regolamento era appunto quella di assicurare un alto livello di protezione per i consumatori, facilitando la scelta d’acquisto di prodotti per una dieta variegata ed equilibrata, quale presupposto per una buona salute. Gli Stati Membri hanno poi sottoposto alla Commissione più di 44 mila indicazioni sulla salute, sulla base delle quali la Commissione ha preparato una lista consolidata di 4.600 voci da sottoporre all’EFSA per la valutazione scientifica. L’Agenzia ha quindi pubblicato sei serie di opinioni su circa 2.760 indicazioni sulla salute ma, allo stato attuale del processo, solamente 500 possono essere considerate come valutate e consolidate. Tra queste è stata individuata la lista delle 240 approvata lo scorso 5 dicembre.

Ma che cosa dicono queste indicazioni sulla salute? Riguardano soprattutto il ruolo delle proteine, dei minerali, delle fibre, degli omega 3 contenuti nei cibi, come i polifenoli presenti nell’olio extra vergine d’oliva, in funzione dei benefici che possono apportare alla salute dell’uomo. Alcune di queste sostanze contribuiscono al buon funzionamento dell’apparato immunitario, del cuore, aiutano a mantenere nella norma il livello di colesterolo nel sangue e a rendere elastica la massa muscolare. Se la valutazione scientifica di un certo prodotto dimostra la fondatezza del ruolo per la salute dell’uomo, allora tale indicazione potrà essere raccomandata e approvata.

“Oltre a decifrare e stabilire il ruolo dei nutrienti come le proteine, i minerali e le vitamine, l’aspetto ulteriormente importante delle indicazioni sulla salute è quello riguardante le condizioni di utilizzo del prodotto”, sottolinea Paola Testori Coggi, Direttore Generale per la Salute e i Consumatori della Commissione Europea. “Specificando in che modo utilizzare il prodotto – continua la Testori – si dà la certezza scientifica al cliente sul livello dell’ingrediente necessario per manifestare i benefici indicati”.

Ad esempio, è scientificamente provato che le noci, grazie agli omega 3 contribuiscono al miglioramento dell’elasticità dei vasi sanguigni. Insieme a questa, che è l’indicazione vera e propria, verrà specificato che l’apporto giornaliero necessario a tale proposito dovrebbe essere di 30 grammi.

E’ intuibile dunque come le indicazioni sulla salute così fornite siano un notevole strumento aggiuntivo di marketing, non solo per gli alimenti singoli, ma anche per prodotti che utilizzano quegli alimenti come materie prime. “Quando saranno confermate dal Parlamento Europeo – prosegue Testori – le indicazioni sulla salute assicureranno un elevato livello di salvaguardia per i consumatori, facilitandone la scelta proprio in base ai prerequisiti di benessere e salute, i quali avranno finalmente solide basi scientifiche”.

Resta dunque da attendere la conferma del Parlamento, in seguito alla quale le 240 indicazioni sulla salute verranno pubblicate sul Giornale Ufficiale. Spetterà poi alle Autorità di controllo nazionali garantirne l’opportuno utilizzo da parte dei produttori.