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Allarme super cannabis: causa un caso di psicosi su quattro. E aumenta rischio schizofrenia

Altro che droga leggera: i suoi effetti sono devastanti. In Italia quasi un ragazzo su quattro fuma cannabis.

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SUPER SKUNK DANNI PER LA SALUTE –

La notizia è passata quasi inosservata, eppure è drammatica. La super-cannabis, una varietà più potente di quella tradizionale, è alla base di un caso di psicosi su quattro. Non solo. Chi fa uso della skunk, così gli anglosassoni definiscono questa micidiale droga, vede aumentare di cinque volte il rischio di sviluppare malattie psicotiche, come la schizofrenia, ed è condannato a fenomeni frequenti di allucinazioni e di rallentamento del tempo. L’allarme arriva da una ricerca, durata sei anni, realizzata da un gruppo di studiosi dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neurologia del King’s College di Londra e pubblicata sulla rivista Lancet.

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GLI EFFETTI NEGATIVI PER LA SALUTE DELLA SUPER CANNABIS –

La scienza, dunque, non fa altro che confermare le preoccupazioni sull’uso sempre più frequente di quelle che impropriamente vengono definite “droghe leggere”. E l’Italia è in prima fila su questa frontiera del rischio, se si considera il punto di partenza denunciato dalle ultime statistiche del Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa): quasi un ragazzo su quattro, tra i 15 e i 19 anni, fuma abitualmente cannabis. Anzi, super cannabis, lo stupefacente più diffuso tra i giovani, di solito abbinato al binge drinking, l’assunzione contemporanea di più bevande alcoliche.

CONSUMO DI SUPER CANNABIS TRA I GIOVANI –

Nell’ultimo anno il consumo di super-cannabis è aumentato di cinque punti in confronto al 2013, in assoluta controtendenza rispetto all’uso di cocaina, eroina ed ecstasy, che invece risultano in diminuzione.  A fronte di un fenomeno così devastante, che espone a seri pericoli un’intera generazione, noi abbiamo scelto la strada più comoda e meno responsabile. Di fatto la cannabis, nelle sue diverse versioni, è stata depenalizzata, per la gioia di piccoli e grandi spacciatori (in questo settore domina la lunga mano della criminalità organizzata) e di quelle multinazionali del tabacco alla ricerca spasmodica di potenziali alternative alla domanda di sigarette in forte contrazione per leggio anti-fumo sempre più severe.

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SUPER CANNABIS TRIPLICA RISCHIO MALATTIE MENTALI –

E mentre l’opinione pubblica ignora gli avvertimenti della comunità scientifica, come quello arrivato in questi giorni da Londra, fa notizia la diffusione della cannabis a scopi terapeutici e il moltiplicarsi di casi che ne liberalizzano la coltivazione. Anche qui con precisi beneficiari: le holding farmaceutiche che, dopo avere investito milioni di euro per aumentare l’offerta di prodotti a base di cannabis, adesso passano all’incasso grazie a una tendenza alla liberalizzazione sempre più marcata. Insomma, stiamo assistendo, in complice silenzio, a una forma collettiva di diserzione politica e civile dal fronte della lotta contro l’uso e l’abuso degli stupefacenti. Una resa incondizionata. Dopo gli studi che collegano la super-cannabis alla diffusione della psicosi e della schizofrenia, almeno ci sia risparmiata l’ipocrisia di definirla una “droga leggera”. Laddove non è pesante, ma pesantissima.

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