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Come si esce dalla Grande Crisi? Ne parlano per un’intera notte un economista e un povero

Un libro molto suggestivo mette a confronto le idee di uno studioso con la realtà di un uomo rimasto senza lavoro. Troppe ingiustizie, troppa voglie di possedere, troppi sprechi.

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COME SUPERARE LA CRISI ECONOMICA – Si può parlare della Grande Crisi partendo dalle categorie dello spirito? Si può trovare una bussola, quella che gli economisti definiscono con la categoria del nuovo modello di sviluppo, attingendo dalla religione e dalla filosofia, e senza scivolare in un’astratta retorica? Massimo Jevolella, studioso delle tradizioni spirituali dell’Occidente e dell’Oriente, ci prova in un agile libro (Il segreto della vera ricchezza, dialogo tra un economista e un povero. Edizioni Feltrinelli) che si legge come un racconto breve.

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“IL SEGRETO DELLA VERA  RICCHEZZA” DI MASSIMO JEVOLELLA – La chiave narrativa del saggio è molto suggestiva: un potente e ricco professore, gonfiato dal successo, incontra casualmente, mentre si reca a una cena di gala, un modesto pensionato che nella vita ha conosciuto il dramma della disoccupazione e dell’impoverimento. Se ci pensate sono due personaggi protagonisti della Grande Crisi: uno rappresenta la scienza, la teoria, oggi impotente di fronte alla realtà; l’altro incarna la vita che scorre, e soffre, ben oltre quello che dicono i numeri. L’incontro fortuito si traduce in un lungo dialogo, che dura tutta la notte, molto intenso e leggero, nel quale la Grande Crisi è filtrata dagli interrogativi che salgono dalla coscienza dell’uomo più che dalle leggi e dalle previsioni dell’economia. E anche il lungo non è casuale nel racconto: siamo, infatti, nella punta estrema della Sicilia Occidentale, dove il mondo dell’opulenza si affaccia, con un contatto quasi fisico, sulle sabbie mobili della miseria del Continente africano. E dove, nel 241 avanti Cristo, Roma conquistò la sua supremazia, aprendo le porte così alla sua lunga stagione di Imperium, piegando la potenza dei cartaginesi.Come superare la crisi economica: Il segreto della vera ricchezza di Massimo Jevolella

COME USCIRE DALLA GRANDE CRISI – Il professore, abituato nella sua carriera, a dare risposte, questa volta le riceve. Anzi, le incassa. E come frastornato di fronte alla ricchezza spirituale del povero pensionato, prova solo a incalzarlo con la sue domande ancorate alla realtà. Dal dialogo si percepisce così il vuoto spirituale nel quale è deflagrata la Grande Crisi. Le citazioni e i rimandi a pensieri forti non ha nulla di accademico, ma ci riportano a qualcosa di più profondo che abbiamo smarrito, nella sponda occidentale, durante la  lunga corsa verso la ricchezza e il benessere che non sempre rendono felici. In un gioco di specchi e di un continuo rimbalzo delle idee, viene fuori perfino la trama che connette approcci religiosi e filosofici così diversi in un unico giudizio: la rincorsa compulsiva del possesso, carriera o denaro, o entrambi, poco importa, può trascinare nel baratro. Lo evocano il Vangelo di San Matteo («Non accumulate tesori sulla terra dove i tarli e la ruggine consumano e dove i ladri scavano e rubano, accumulate invece i tesori del cielo»), il buddismo («il desiderio sfrenato può essere la radice del male»), le teorie di Spinoza («nulla è più utile all’uomo che l’uomo stesso»). Già, l’uomo. Inizieremo a respirare l’aria di una via d’uscita dalla recessione, dai rischi di un Pianeta che balla sul ciglio dell’auto-distruzione, quando accanto alle categorie dell’economia, della crescita, del modello di sviluppo, riusciremo a riscoprire le categorie di un nuovo umanesimo. E nelle Grandi Crisi, come ci insegna la storia, è sempre andata così.

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