Rosa dei venti: significato e storia

Era fondamentale per la navigazione. Ma ancora oggi è molto utile per identificare la distribuzione delle correnti d'aria

Un semplice disegno, un diagramma. Ma uno strumento essenziale, da non sprecare, per capire e sapere in tempo da dove provengono i venti e quale impatto possono avere sulla nostra navigazione, ma anche sull’atterraggio di un aereo. Il nome Rosa dei venti deriva proprio dalla disposizione dei rombi che la compongono e che in origine indicavano le direzioni da cui soffiano i venti. I rombi sono schierati in cerchio, sovrapposti uno all’altro, come i petali di una rosa.

ROSA DEI VENTI

Sotto questo punto di vista, nella storia, la rosa dei venti ha giocato un ruolo fondamentale. Basti pensare che, prima dell’avvento della bussola, il diagramma che rappresenta schematicamente la provenienza dei venti è stato fondamentale per navigazione in mare aperto.

IL SIGNIFICATO DELLA ROSA DEI VENTI

L’obiettivo della rosa dei venti è infatti quello di indicare la posizione dei venti in base ai quattro punti cardinali: Nord, Sud, Est, Ovest. Il suo significato deriva dall’espressione latina “Rosa ventorum”, con la quale, dopo il XVI secolo, veniva chiamata la disposizione figurativa, all’interno di un cerchio, del sistema dei venti. L’espressione è nota anche come: stella dei venti simbolo dei venti.

LEGGI ANCHE: Abbiamo lanciato una newsletter per raccogliere i migliori contenuti di Non sprecare. Per iscriversi basta cliccare qui

LA STORIA

Stando alle fonti più attendibili, la rosa dei venti ha una storia molto antica anche se la prima rappresentazione grafica, molto simile a quella che oggi conosciamo, risale ai tempi delle Repubblica marinare, e in particolare alla Repubblica di Amalfi tra l’IX e il X secolo. Lo studio dei venti, però, appassionava anche gli antichi Greci tanto che ne fa menzione anche Omero nell’Odissea. Secondo il poeta i quattro venti principali sono: Borea, Euro, Noto e Zefiro. In seguito si interessarono a questa scienza anche i romani e si dice che già Plinio, esperto di navigazione, avesse realizzato una rosa dei venti a otto punte. Le ragioni di questa passione degli antichi per i venti si spiegano con una ragione simile: l’orientamento in mare. Disponendo i venti in corrispondenza dei punti cardinali, i navigatori, quando ancora le navi erano solo a vela, erano in grado di orientarsi in mare aperto semplicemente osservando in quale direzione spirava il vento.

LA COMPOSIZIONE DELLA ROSA DEI VENTI

La rappresentazione grafica della rosa dei venti assomiglia per l’appunto a una rosa o una stella. L’immagine più semplice alla quale siamo abituati è quella con quattro punte ma con l’avanzare delle conoscenze meteorologiche i “petali” della rosa sono aumentati in maniera esponenziale. Quella più comune conta otto venti distribuiti sui quattro punti cardinali principali e sui quattro punti intermedi.

I NOMI DEI VENTI

Ecco di seguito i nomi dei venti che soffiano sull’Italia. Ovviamente la lista potrebbe essere molto più lunga ma questi otto sono in assoluto i più noti e si posizionano in corrispondenza dei punti cardinali. Partendo da Nord, si leggono in senso orario:

  • da Nord (N) la Tramontana
  • da Nord-Est (NE) il Grecale detto anche Greco
  • da Est (E) il Levante
  • da Sud-Est (SE) lo Scirocco 
  • da Sud (S) il Mezzogiorno oppure Ostro
  • da Sud-Ovest (SW) il Libeccio 
  • da Ovest (W) Ponente
  • da Nord-Ovest (NW) il Maestrale 

IL SIGNIFICATO DEI NOMI DEI VENTI

I nomi della rosa dei venti derivano dal mare e dall’epoca in cui questo strumento ha cominciato ad essere utilizzato assiduamente, ossia durante il periodo delle Repubbliche marinare. Nelle cartine, infatti, la rosa dei venti veniva posizionata all’interno del Mediterraneo e nello specifico tra il Mar Ionio e l’isola di Malta. Così il vento che proveniva da Nord – Est, arrivava dalla Grecia, quindi ha preso il nome di Grecale. Quello che veniva da Sud – Est arrivava dalla Siria, quindi Scirocco. Da Sud- Ovest dalla Libia, quindi Libeccio. E quello da Nord – Ovest arrivavano dall’Italia, tendenzialmente da Venezia, quindi tracciava la “via maestra”, quindi Maestrale. Gli ultimi quattro prendono il nome da Ponente (Ovest) e Levante (Est), riferendosi alle direzioni in cui rispettivamente cala e si leva il sole, e Tramontana che deriva locuzione latina “trans montes” e fa riferimento ai venti freddi che arrivano dal Nord. Infine l’Ostro,  deriva dal latino “Auster” che significa “vento australe”, ossia che proviene da Sud.

LA MODERNA ROSA DEI VENTI IN METEOROLOGIA

Con l’avvento della bussola e delle tecnologie satellitari, ovviamente la rosa dei venti non viene più utilizzata come strumento principe per la navigazione in mare aperto. Però, contrariamente a quanto si possa immaginare, ha trovato un’applicazione molto utile nella moderna meteorologia. Utilizzando il medesimo diagramma, infatti, è possibile dare forma grafica alla distribuzione delle correnti d’aria con specifiche coordinate cardinali, definendone direzione, provenienza e intensità in base a determinate scelte grafiche e cromatiche. Nello specifico, più il raggio di un vento si allontana dal centro, più significa che sta soffiando forte.

DA DOVE DERIVA LA PAROLA NEWS

La provenienza dei venti, rilevata dalla Rosa dei venti, è alla base di un acronimo che usiamo con estrema frequenza nella nostra vita quotidiana. La parola News, in italiano Notizie, deriva  proprio dai quattro punti cardinali dai quali soffiano i venti: North (Nord), East (Est), West (Ovest), South (Sud). Con questa sintesi si vuole dare alle notizie un doppio significato. Possono arrivare da qualsiasi direzione e vanno in qualsiasi direzione, proprio come i venti. Una news è sinonimo di attendibilità e di completezza: come le direzioni dei venti che arrivano dalla Rosa dei venti.

LE PICCOLE E GRANDI BATTAGLIE PER SALVARE IL PIANETA:

Torna in alto