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Il boom del vetro riciclato. Ma perche’ usiamo ancora la plastica?

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Il biberon di plastica, in policarbonato, è vietato. E dal 1° giugno scorso è scattata la direttiva della Commissione  europea che impedisce il commercio e l’importazione di questo prodotto in tutti i paesi dell’Unione. L’alternativa, ancora una volta, è il vetro, il più antico materiale di imballaggio (lo usavano già i fenici cinquemila anni fa), e anche quello che i consumatori, giustamente, ritengono più naturale, più sicuro, più puro. Quasi la metà dei cittadini europei gradirebbe il ritorno ai contenitori di vetro perfino per quei prodotti, come per esempio l’acqua minerale, per i quali da tempo dilaga l’uso della plastica. E sono convinti che tra le sue qualità, il vetro possieda anche quella di non alterare i sapori di cibi e bevande. Ma mentre per il vino e per le bevande alcoliche il vetro ha vinto, finora, il suo braccio di ferro con la plastica, per l’acqua minerale è molto difficile, specie nelle catene della grande distribuzione, ottenere confezioni più convincenti sul piano ecologico.

A parte le questioni legate alla salute e alle consuetudini domestiche, il vetro possiede un’altra virtù: è una materia che può essere continuamente riciclata. Bene sette volte rispetto al primo uso, senza mai perdere le sue caratteristiche fondamentali. Da qui è nata un’industria molto florida, tanto che nel corso del 2010 in Italia un milione di tonnellate di vetro proveniente dalla raccolta differenziata sono state consumate dall’industria vetraia. E non solo. Secondo i dati del CoReVe, il Consorzio per il recupero del vetro, il 70 per cento delle bottiglie di vetro viene regolarmente recuperato con un risparmio di oltre due milioni di barili di petrolio. La premessa, ovvia, per tenere in piedi questo circuito virtuoso dell’industria del riciclo è quella di procedere con la raccolta differenziata, anche perché il vetro recuperato ha bisogno di alcuni trattamenti industriali prima di iniziare la sua seconda vita.

C’è infine un modo molto più semplice, e forse anche più utile per i consumatori, per recuperare il vetro utilizzato in casa: il riciclo domestico. Sul sito www.www.nonsprecare.it abbiamo indicato, per esempio, una serie di possibili usi dei barattali di vetro che si svuotano dopo il consumo del loro contenuto. Con una semplice operazione di bricolage, che può fare anche un bambino, è possibile ricavare da questi barattoli alcuni oggetti altrettanto utili in casa: candele, bottoni, vasi per le piante, contenitori dei sali da bagno o delle spezie, portaoggetti, lanterne da esterno. I vantaggi sono enormi, anche sul piano estetico, e basta poco per non sprecare il prezioso e antico vetro.