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I teenagers sprecano troppi soldi

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ROMA
Una tempesta finanziaria cosi’, definisce il quotidiano britannico The Guardian l’impatto di un adolescente sulle casse della famiglia. E per farci capire meglio di cosa sta parlando ecco una lista dei must-have, le cose irrinunciabili per un ragazzino. Dall’abbigliamento, alla tecnologia, passando per sport e tempo libero dal budget escono circa 9 mila sterline, che al cambio sono piu’ o meno 10 mila euro. Possibile? E’ possibile che anche in Italia si riesca a raggiungere una cifra del genere? Una cosa e’ certa: l’eta’ in cui tutti vogliono essere uguali, mascherando nelle griffe incertezze e sofferenze non aiuta a tenere a freno le spese. E il fenomeno e’ trasversale a tutte le fasce di reddito. Isabella che vive all’Infernetto, periferia Sud della capitale e ha una figlia di 15 anni, uno stipendio da 1200 euro, il mutuo da pagare e un marito disoccupato, ammette che per assecondare va all’outlet per comprarle abiti firmati.

Ai primi posti della lista dei desideri del teen c’e’ l’Ipod che sembra ormai una protesi dell’orecchio, costo medio: un centinaio di euro. C’e’ poi il laptop, indispensabile per i compiti, ma soprattutto per Facebook e Messenger, che per essere installati hanno bisogno di un collegamento internet. Altri 20 euro al mese. Difficile per i teens rinunciare alla tv in camera per poter giocare alle consolle, dalla psp (versione 2 e 3), alla Wii. Nella dotazione tecnologica del perfetto adolescente anche la Psp, playstation portatile che diventa anche dvd, e i Game Boy. Oltre alla televisione a pagamento per vedere le partite. Insomma, come dice il quotidiano britannico: Il kit medio che un teenager si aspetta di avere.

Discorso a parte merita il telefonino, accessorio indispensabile almeno a leggere i dati contenuti nel secondo Rapporto sui consumi dei minori del Movimento Difesa del Cittadino secondo cui l’84% degli studenti tra gli 8 e i 15 anni ne possiede uno. E lo scelgono sulla base dell’ultimo modello spendendo mensilmente dai dieci ai 30 euro. Sempre che la cifra non salga per acquisto di suonerie, ad esempio. Meglio, comunque, dei coetanei inglesi che hanno una spesa annua di circa 1000 euro. A sentire genitori e parrucchieri, invece, la spesa per curarsi i capelli dovrebbe essere 240 euro calcolando taglio, piastre, gel, colorazioni e varie. Tra palestra e corsi di calcio o tennis se ne vanno in media altri 500 euro all’anno. Mentre per i corsi di inglese le cifre sfiorano gli 800 euro.

Argomento delicato per tutti i genitori di figli teenagers, i vestiti. Senza fare discorsi su cosa sia giusto e cosa no, il Guardian nota che solo per le scarpe da ginnastica i ragazzini arrivano a spendere 300 sterline l’anno. Difficile dire con esattezza quale sia la cifra italiana, ma certo e’ che origliando nei blog dei teenagers vi e’ la certezza che se vi capita un figlio modaiolo sono guai. Le marche piu’ desiderate sono Adidas, Nike, ma anche Converse All Star come si legge in Teensblog dove una partecipante scrive: Ne avro’ 16, anzi 17,di tutti tipi colori e disegni. Ci sono poi le spese della socializzazione, per amici, discoteca, cinema, pizza e sushi, nuova mania della 21 century generation. E per la benzina per motorino o macchinetta. Calcolando che il cinema costa 7 euro, una pizza con coca cola non meno di 12 euro, ecco che ogni sabato 21 euro volano via. Il che moltiplicato per 52 settimane significano 1092 euro.

Senza contare i soldi che comunque ogni giorno servono per muoversi, comprarsi una merenda, un giornale. Spese che di solito sono assorbite nella classica paghetta, molto simile a uno stipendio secondo l’Osservatorio sui diritti dei minori che ha analizzato un campione di 200 genitori di figli adolescenti in eta’ compresa fra i 14 e i 17 anni. Per il 77% dei genitori la la paghetta minima e’ di 200 euro. Tutto questo senza calcolare spese di mantenimento, libri scolastici, e spese mediche. Facile anche da noi raggiungere, se non superare, i 10 mila euro all’anno per ogni figlio. Una vera tempesta finanziaria. Hanno ragione gli inglesi e noi lo sapevamo gia’.