Cose da non chiedere mai a ChatGPT

Una lettera d’amore. Le scuse per un errore. Una diagnosi e una terapia medica. Quando è meglio non consultare l’intelligenza artificiale

cose da non chiedere mai a ChatGPT

Non possiamo chiedere qualsiasi cosa all’intelligenza artificiale, rischiamo di sprecare la nostra, quella reale. Tutti ormai utilizziamo questo strumento, e mentre l’IA si allena per dare risposte sempre più complete e con meno errori, anche noi dovremmo allenarci per utilizzarla in modo efficace, conveniente e senza rischi. E non è soltanto una questione di privacy o di sicurezza, ma quanto di rendimento della prestazione, la partita sulla quale l’intelligenza artificiale, con una certa dose di presunzione, si considera imbattibile.

 Un buon metodo per gestire con la nostra intelligenza (quella reale) rispetto a ChatGPT, ed a  qualsiasi altra fonte analoga di notizie e di informazioni, è quello di partire da una premessa: escludere dal campo d’azione cose per le quali le risposte dell’intelligenza artificiale non potranno mai essere utili e convincenti.

Un messaggio d’amore

Qualsiasi messaggio d’amore, poche righe, una frase, una lunga lettera, ha una sua anima, che si riconduce alla nostra. Scritto dall’intelligenza artificiale avrà anche una buona forma, uno stile corretto, le parole giuste, ma non potrà mai intercettare ciò che sentiamo dentro, ed è quello per cui stiamo scrivendo. Anche chi riceve un messaggio d’amore elaborato dall’intelligenza artificiale potrebbe intuire la fonte, e il fallimento del nostro scopo sarebbe assicurato. Ricordate sempre che l’intelligenza artificiale sa pescare nei pensieri degli altri, ma non può elaborare un suo pensiero, e l’amore nasce sempre da un pensiero.

Una lettera di scuse

Chiedere scusa non è mai facile, per nessuno. Ma non è l’intelligenza artificiale che può risolverci il problema. Soltanto noi, nella nostra intimità, all’interno di una prova di umiltà e di buonsenso che stiamo facendo, possiamo sapere davvero quale sarà il contenuto, e la motivazione più profonda, delle nostre scuse. La scorciatoia dell’intelligenza artificiale è come usare una macchina per fare un esercizio di ginnastica. Può anche riuscire, ma senza lo sforzo personale a che cosa serve?

Diagnosi e terapie mediche

Dal Dr. Google siamo tutti passati in massa al Dr. IA. Un ulteriore passo verso il rischio di affrontare nel modo peggiore il nostro problema di salute. Un conto è chiedere all’intelligenza artificiale notizie sulla malattia, le statistiche sulla guarigione, le ricerche scientifiche che aggiornano diagnosi e terapie, altra cosa è travestirla e farla diventare il nostro medico di fiducia. Il medico è come il confessore, a lui dobbiamo dire tutto , rispondendo alle sue domande, senza imbarazzi e reticenze. Ed è solo il rapporto fisico, personale, che può favorire una buona diagnosi, e di conseguenza una terapia efficace.

Dati e informazioni personali

Ricordate sempre che il secondo mestiere (o forse il primo9 dell’intelligenza artificiale è quello del ladro. Ruba tutto: notizie, informazioni, dati personali. Quindi, dal suo campo di azione dobbiamo escludere la cessione automatica e disinvolta di dati che l’intelligenza artificiale cerca in modo famelico, anche perché poi sa bene a chi rivenderli.

Previsioni sul futuro

Tra i mestieri che l’intelligenza artificiale esercita non c’è quello del mago o del chiromante. Qualsiasi domanda possiate fare sul futuro all’intelligenza artificiale, avrete sempre una risposta, elaborata come sintesi di ciò che l’IA ha assorbito con i suoi allenamenti. Ma il valore e l’attendibilità di queste previsioni sarà sempre pari a zero.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?