Pezzi unici realizzati a mano con precisione e pazienza. Un’arte da custodire gelosamente. Ed è proprio per valorizzare nel mondo questa tradizione così speciale che, ventisette comuni italiani a partire da Isernia (e a cui si aggiungono Varallo, Cuneo, Sampeyre, Cantù, Venezia, Chioggia, Gorizia, Chiavari, Rapallo, Portofino, Santa Margherita Ligure, Camogli, L’Aquila, Genova, Bologna, Meldola, Orvieto, San Feliciano, frazione del comune di Magione, Offida, Latronico, Bolsena, Maglie, Forlì, Mirabella Imbaccari, Bosa e Unione Montana dei Comuni della Valsesia) hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per sostenere la candidatura del merletto italiano a Patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco.
Un’arte nobile e raffinata: in passato, i preziosi merletti realizzati andavano a decorare il corredo delle spose. Oggi, la tradizione del merletto a tombolo è tra le più apprezzate, anche nel mondo dell’Alta Moda.
Indice degli argomenti
Come funziona
Ecco come funziona l’arte del merletto a tombolo:
- Il disegno del merletto viene riportato su un cartoncino (detto cartina) e fissato sul tombolo.
- Gli spilli vengono inseriti seguendo il disegno per definire la forma del pizzo.
- I fili, avvolti sui fuselli, vengono incrociati e intrecciati attorno agli spilli secondo una sequenza precisa.
- Man mano che il lavoro procede, gli spilli vengono spostati e il merletto prende forma.
Il lavoro richiede molta pazienza, precisione e coordinazione, perché un singolo pezzo elaborato può richiedere decine o persino centinaia di ore di lavorazione.
L’uso nell’Alta Moda
In passato, i preziosi merletti realizzati andavano a decorare il corredo delle spose. Oggi, la tradizione del merletto a tombolo è tra le più apprezzate, anche nel mondo dell’Alta Moda. Diverse maison e designer hanno attinto alle tradizioni del merletto italiano ed europeo per le loro collezioni. In particolare, il mondo della couture valorizza tecniche artigianali come il tombolo perché rispondono alla ricerca contemporanea di pezzi unici e lavorazioni lente (slow fashion).
Un esempio importante è la tradizione del merletto di Cantù, che ha fornito per decenni lavorazioni destinate anche a clienti di alto livello e a case di moda. Anche il merletto di Pescocostanzo e quello di Offida sono considerati espressioni artistiche di grande pregio. La maison Dior, per esempio, soprattutto durante la direzione creativa di Maria Grazia Chiuri, ha dato spazio a tecniche artigianali italiane. Per la collezione Dior Cruise 2021, presentata in Puglia, furono coinvolte artigiane esperte del tombolo per realizzazioni in pizzo tradizionale. La maison Valentino ha una lunga storia nell’uso di pizzi e lavorazioni couture. Nei suoi archivi e nelle collezioni di alta moda il pizzo è stato spesso impiegato come elemento di leggerezza, romanticismo e preziosità, anche se non sempre riconducibile al tombolo.
Le varie versioni in Italia
Anche l’origine del pizzo di Cantù, in Lombardia, è da ricercarsi in un convento: veniva realizzato dalle suore dell’Ordine delle Umiliate. Con l’uso abile e sapiente di fuselli e filo, creavano addobbi per l’altare e le vesti dei sacerdoti. A poco a poco, i merletti a tombolo iniziarono ad addentrarsi anche nella quotidianità e a decorare e abbellire vestiti e accessori.A Cogne, in Valle D’Aosta, l’arte del merletto a tombolo venne importata dalla Francia nel lontano 1665: furono le monache benedettine provenienti dal monastero di Cluny a diffondere e tramandare il sapiente intreccio di fili di lino e fuselli. In particolare, ancora oggi, le ricamatrici valdostane portano avanti la tecnica chiamata “a fili continui”. A differenza del metodo artigianale tradizionale, in questo caso non si lavora a partire dal cartoncino con il disegno del merletto preimpostato. Proprio per questo motivo, si tratta di un sistema che richiede molta pratica ma anche pazienza e precisione.In Veneto, a Burano, tra le caratteristiche case dai bellissimi colori pastello, è possibile scorgere anche i laboratori dove, con grande maestrìa, si porta avanti l’arte del ricamo. Un vero e proprio viaggio nel tempo, il “Museo del merletto” aperto nel 1981 lì dove una volta vi era la storica “Scuola dei Merletti di Burano”, fondata nel 1872 per valorizzare una tradizione secolare. L’archivio dell’antica Scuola, in cui sono presenti documenti e disegni, è stato riordinato e catalogato. All’interno del “Museo del Merletto” è possibile ammirare oltre 100 preziosi esemplari della ricca collezione della Scuola, oltre a notevoli testimonianze della produzione veneziana dal XVI al XX secolo. Senza contare la possibilità di osservare dal vivo la lavorazione dei merletti effettuata dalle ricamatrici.
ituata al centro del Golfo del Tigullio, Rapallo, in provincia di Genova, in Liguria, non è famosa solo per i suoi scorci mozzafiato, le ville e i palazzi storici ma anche per la sua storia strettamente legata all’arte del merletto a tombolo. Una tradizione che risale al 1500 e da cui discende il famoso pizzo a “Punto Rapallo” che richiede un cospicuo numero di fuselli e si caratterizza per la rappresentazione, nel ricamo, di rilievi tondeggianti e foglioline. Genova è, invece, famosa per il “Punto Genova”, caratterizzato, anche in questo caso, da rosoni e foglioline.
E poi ci sono i merletti di Scanno, in Abruzzo: i primi risalgono al 1700. Pizzi e merletti che è possibile ammirare nel “Museo della Lana” di via calata Sant’Antonio, in cui vengono custoditi con cura gli oggetti, gli accessori e gli attrezzi donati dagli abitanti di Scanno e risalenti al periodo compreso tra il 1880 e il 1930.
Passeggiando per Offida, nel cuore delle Marche, prima di correre a scoprire il ticchettio quasi ritmico dei fuselli nelle botteghe artigiane che rendono speciale questo borgo tra i più belli d’Italia, è possibile ammirare la Fontana delle Merlettaie, in cui si rappresentano alcune donne intente a lavorare il tombolo. Anche qui le origini di questa preziosa lavorazione risalgono al 1400 ad opera delle suore benedettine e delle monache di clausura. Nel corso del 1600, invece, la lavorazione del merletto diventa una vera e propria attività artigianale con una produzione fiorente e un commercio, a poco a poco, sempre più importante. Nel 1910, a Offida, nacque la prima scuola di Merletto.
Anche in Calabria, l’arte del merletto a tombolo è una tradizione dalle radici antichissime, diffusa ovunque e in particolare a Cropani, Tiriolo, Gerace e S
In Sicilia, a Mirabella Imbaccari, in provincia di Catania, si lavora a tombolo da oltre un secolo. Una tradizione artigianale talmente antica che ha permesso al caratteristico borgo di quasi cinquemila abitanti di fregiarsi del titolo di “Città del tombolo”. E questo lo si deve anche all’iniziativa di una nobildonna catanese, la baronessa Angelina Auteri che, in seguito ad una miracolosa guarigione, decise di donare in beneficenza tutto il suo patrimonio. Agli inizi del 1900, venne così istituita l’Opera del Tombolo, un’associazione in cui si insegnava questa arte preziosa. Dal 1986, Mirabella Imbaccari ospita una “Mostra Permanente del Tombolo” in cui è possibile ammirare merletti ma anche abiti e arredi realizzati con questa tecnica simbolo dell’artigianato locale e che si contraddistingue per la trama molto fitta e la presenza nel disegno di riccioli e rose.
La candidatura come patrimonio dell’Unesco
La richiesta di far riconoscere il merletto italiano come Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO non è partita da una singola persona, ma da una rete di comunità, associazioni, musei e istituzioni locali, poi coordinata a livello nazionale. Il percorso riguarda il “saper fare il merletto in Italia” nel suo insieme (quindi non solo il tombolo, ma anche altre tecniche di merletto tradizionale).
Tra i principali promotori ci sono stati:
- La Rete italiana delle Comunità dei Merletti, che riunisce diverse realtà territoriali legate alla conservazione e trasmissione dell’arte del merletto.
- La Fondazione Musei Civici di Venezia, che ha avuto un ruolo importante nel promuovere il confronto nazionale, anche attraverso iniziative come la “Biennale del Merletto”.
- Le comunità delle merlettaie e dei territori storici del merletto, tra cui centri come Burano, Offida, Cantù, Pescocostanzo e altri luoghi dove il sapere viene ancora tramandato.
- Il Ministero della Cultura italiano, attraverso l’Ufficio UNESCO, che segue e coordina tecnicamente i percorsi di candidatura alla Convenzione UNESCO per il Patrimonio Culturale Immateriale.
La candidatura nasce dall’idea che il valore non sia soltanto nel prodotto finito (il pizzo), ma soprattutto nel patrimonio di conoscenze, gesti, disegni, strumenti e pratiche sociali che permettono a questa arte di sopravvivere. L’UNESCO, infatti, valuta il patrimonio immateriale proprio come insieme di saperi viventi trasmessi dalle comunità
Intanto un contributo alla salvaguardia di quest’arte arriva dai corsi, sparsi in tutta Italia, in cui si insegna e si diffonde questa lavorazione così preziosa. Non più un’eredità di un tempo ormai passato ma un tesoro prezioso fatto di ingegno, creatività e precisione, da custodire gelosamente.
Quanto costa un tombolo
I prezzi del tombolo sono molto variabili. Indicativamente:
- Tombolo semplice per principianti: circa 30–80 €
(spesso un modello base con cuscino, supporto e qualche accessorio). - Tombolo artigianale in legno, ben rifinito: circa 80–200 €
(molto usato da chi pratica seriamente il merletto). - Tombolo tradizionale decorato o realizzato da artigiani specializzati: può superare 200–500 €, soprattutto se comprende un supporto storico, legni pregiati o lavorazioni particolari.
È possibile acquistare il tombolo, i fuselli e i cartoni disegnati nei negozi specializzati nella vendita di ricami, merletti e creazioni realizzate a mano. Il tombolo, a seconda delle dimensioni, costa intorno ai 100 euro mentre una scatola con 12 fuselli ha un prezzo che si aggira intorno ai 30 euro.
Fonte immagini: Non sprecare (redazione), ad eccezione delle foto relative alla Collezione Cruise 2021 Dior tratte dalla pagina Facebook della Maison Dior
Leggi anche:
Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?
- Iscriviti alla nostra Newsletter cliccando qui;
- Siamo anche su Google News, attiva la stella per inserirci tra le fonti preferite;
- Seguici su Facebook, Instagram e Pinterest.

