L'importanza di chiedere scusa, un gesto diventato raro - Non sprecare
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Riconoscere i nostri errori, e pronunciare una parola diventata rara: scusa

Ammettere uno sbaglio ci fa paura. I politici italiani sono abilissimi negli annunci, ma non rendono conto di ciò che fanno. E per questo non si scusano mai. Nel nostro privato invece...

Vi chiedo scusa. Angela Merkel, la donna più potente del mondo, con alle spalle sedici anni, ininterrotti, di guida del governo tedesco, non ha provato imbarazzo nel chiedere scusa, pubblicamente, ai suoi cittadini per alcune decisioni che aveva preso a proposito del lockdown e della pandemia.

IMPORTANZA DI CHIEDERE SCUSA

È raro, diciamolo, ascoltare da un uomo pubblico il riconoscimento così limpido ed esplicito del proprio errore. In Italia non accade mai. A fronte di tante dichiarazioni, di tante apparizioni nei teatri dei talk show e sulla platea del web, i nostri politici sono ormai abituati a parlare sempre a ruota libera e a non pronunciare mai questa parola. Scusa.

RICONOSCERE GLI ERRORI

È scomparsa la cultura del “rendere conto”: quando hai una funzione pubblica, prima del potere assumi una responsabilità, e di questa devi rispondere a chi ti ha eletto o ti ha nominato. Il vortice delle parole in libertà, vomitate specie sui social, consente di cancellare qualsiasi cosa rapidamente. Neanche il tempo di riconoscere un errore e già è in arrivo la nuova promessa, il nuovo annuncio. Oppure un generico impegno del tipo “Chi sbaglia paga”. Impegno anche questo mai rispettato. Eppure scusa dovrebbe essere una parola chiave del nostro linguaggio pubblico e privato.
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SAPER CHIEDERE SCUSA

Conoscete una delle parole più efficaci per migliorare le relazioni umane, con tutti? È la parola scusa, semplice e chiara, asciutta e potente nella sua semplicità. Sicuramente la conoscete, ma magari appartenete alla maggioranza delle persone che hanno perso l’abitudine di pronunciarla, come se fosse diventata scomoda. O superflua. È quasi una sillaba, più che una parola.

L’IMPORTANZA DI SCUSARSI

Eppure facciamo una fatica enorme a pronunciarla. A casa, quando anche solo in un attimo di stanchezza rispondiamo con fastidio alla domanda di un figlio. In ufficio, quando diventiamo arroganti con il collega più debole. Per strada, magari semplicemente perché abbiamo urtato un altro passante.

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CHIEDERE SCUSA NON E’ SEGNO DI DEBOLEZZA

In pratica oggi diciamo scusa quando vogliamo fare presente al nostro interlocutore qualcosa che non abbiamo capito del suo discorso o che non condividiamo. La deriva verso il sarcasmo di un parola che ha perso la sua potenza semantica, che si può sintetizzare nel sinonimo “mi dispiace”, è molto diffusa nel mondo anglosassone, dove l’uso frequente del termine “sorry” serve proprio a disorientare il nostro interlocutore, quasi a zittirlo.

I VANTAGGI DEL CHIEDERE SCUSA

Secondo quello che scrive il New York Times, la rimozione è avvenuta perché non siamo più interessati a riconoscere l’errore, a prenderne atto, ad evitare che si replichi: piuttosto con una certa prepotenza lo riaffermiamo e diamo valore alla testardaggine, a un modo cocciuto e ostinato di interpretare la vita. Scusa, invece, è una parolina semplice che, come dimostrano anche recenti studi neurologici, migliora le relazioni umane, fino a illuminare la parte del nostro cervello dove è collocata l’empatia.

PER APPROFONDIRE: Non sprecate una parola semplice e magica: scusa. Ecco cinque modi per pronunciarla con il tono giusto

PERMESSO E GRAZIE: L’IMPORTANZA DI QUESTE DUE SEMPLICI PAROLE

Ed è una parola chiave della buona convivenza, con Permesso e Grazie, come ha recentemente sottolineato Papa Francesco. Usarla con generosità non significa mostrarsi deboli o remissivi, quanto aperti alle buone relazioni.

“LE SEI STORIE DELLE PAROLE MAGICHE” DI SARA AGOSTINI

E in proposito vi segnalo un bel libro da regalare ai vostri figli, intitolato Le sei storie delle parola magiche (edizioni Gribaudo), scritto da Sara Agostini con le illustrazioni di Marta Tonin. È un libro che fotografa come sei parole rimosse nel nostro vivere quotidiano (Ti voglio benePer piacereGrazieScusaPazienzaCiao) possono aiutarci ad affrontare con leggerezza anche i momenti di tensione più forte con gli altri. Non a caso, in Giapponese Scusa e Grazie sono la stessa parola.

LE PICCOLE COSE CHE CI AIUTANO A VIVERE MEGLIO

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