Vita da clochard: Leo, da senzatetto a programmatore - Non Sprecare
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Vita da clochard: Leo, il senzatetto di New York che in un mese è diventato programmatore

La storia di Leo un senzatetto dell’Hudson river di New York e della sua amicizia con Patrick, il giovane programmatore che gli ha offerto una possibilità, quella di sognare un futuro diverso da quello che avrebbe vissuto rimanendo sulle rive del fiume.

VITA DA CLOCHARD, LA STORIA – 

Da clochard dell’Hudson River di New York a programmatore, in un mese: ecco una bella storia che arriva dall’America, il paese delle grandi opportunità, quello in cui un produttore di noccioline è diventato presidente (Jimmy Carter) e uno studente dell’Università di Harvard miliardario grazie al web (Mark Zuckerberg).

IL SOGNO AMERICANO DI LEO –

Questa volta “il sogno americano” ha riguardato Leo, un senzatetto che dal 2011 aveva fatto delle rive del fiume Hudson la sua casa e che ha avuto la fortuna di incontrare sulla sua strada Patrick McConlogue, un giovane programmatore newyorkese di 23 anni.

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LA PROPOSTA DI PATRICK A LEO –

Come riporta il Corriere.it, il caso ha voluto che ogni mattina Patrick, per recarsi in ufficio, passasse accanto a Leo. Un giorno, incuriosito da questo clochard a suo parere diverso da tutti gli altri in quanto sobrio, sportivo e ben curato, lo stesso Patrick ha raccontato sul suo blog come Leo si mantenesse in forma facendo le flessioni in strada, ha deciso di fargli una proposta. Così una mattina di agosto, il giovane programmatore si è avvicinato al clochard e ha lanciato lui una sfida: “O ripasso domani mattina e ti do 100 dollari in contanti, oppure ti porto tre libri per la programmazione in JavaScript, un portatile usato e per un’ora al giorno ti insegno come funziona il linguaggio di programmazione”.

Leo, senza pensarci troppo ha scelto la seconda opzione. Il giorno seguente Patrick gli ha consegnato un computer portatile, un caricabatterie a energia solare e tre libri di JavaScript e a poco a poco ha cominciato a insegnargli i codici di programmazione.

LA PRIMA APP SVILUPPATA DA LEO DOPO 4 SETTIMANE –

Il risultato di questo curioso esperimento non ha tardato molto ad arrivare: dopo solo 4 settimane, Leo è riuscito a sviluppare la sua prima app sul riscaldamento globale e il cambiamento climatico.

LE CRITICHE RIVOLTE A PATRICK –

Non si hanno ancora molti dettagli tecnici riguardo l’applicazione sviluppata e non sono mancate le critiche rivolte a Patrick McConlogue: molti sospettano che la storia sia una montatura e altri lo accusano di aver lucrato su una situazione di fragilità ed emarginazione sociale solo per farsi conoscere.

Attacchi e critiche a cui lo stesso giovane programmatore ha risposto attraverso il suo blog dove ha scritto: “voglio solo aiutare questo clochard che vedo tutti i giorni mentre mi reco a lavoro e penso di poterlo fare così. Questo è tutto ciò che ho da offrire. Non posso dargli più di 100 dollari e non posso dargli una casa“.

L’OPPORTUNITA’ NON SPRECATA DA LEO –

Polemiche a parte, quella offerta a Leo è senza dubbio una bella possibilità e un’opportunità non sprecata, quella di sognare un futuro diverso da quello che avrebbe vissuto rimanendo sulle rive del fiume Hudson.

JOURNEYMAN –

Intanto, Leo, con lo pseudonimo Journeyman, ha creato anche un sito web  e ha aperto una pagina facebook che conta attualmente più di 31 mila fan.

Trovate qui anche il video dell’intervista rilasciata da Leo a Business Insider.

Le foto sono tratte dalla pagina facebook di Leo.

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