Sprechi negli ospedali, il Lazio blocca i prezzi - Non Sprecare
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Sprechi negli ospedali: come bloccare i prezzi (e il malaffare)

Nel Lazio è partita una nuova politica sanitaria ispirata allo slogan "Ospedali, basta sprechi". La giunta regionale ha introdotto i "prezzi di riferimento" per 102 dei circa 4mila prodotti in uso nelle sanità pubblica

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Gli sprechi negli ospedali pubblici (13 miliardi di euro l’anno) sono spesso collegati alle esorbitanti differenze nei prezzi di acquisto delle varie forniture. In una stessa regione, il Lazio per esempio, due ospedali a pochi chilometri di distanza possono pagare lo stesso ago per siringa rispettivamente dieci centesimi oppure due euro. Come il plantare ortopedico, per il quale c’è chi spende 5 euro e chi arriva a 30 euro, oppure l’apparecchio acustico (stessa marca, stesso prodotto) pagato da 200 a 600 euro.

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Dietro lo scarto dei prezzi si nasconde lo spreco e, spesso, anche il malaffare, la tangente che gonfia i costi a spese del servizio pubblico nazionale e manda in tilt i costi della Sanità nelle regioni. E proprio nel Lazio è partita una nuova politica sanitaria ispirata allo slogan “Ospedali, basta sprechi“. Con appena due provvedimenti, la giunta regionale presieduta da Nicola Zingaretti ha introdotto i “prezzi di riferimento” per 102 dei circa 4mila prodotti in uso nella sanità pubblica. In pratica: tutti gli ospedali e tutte le Asl sono vincolate ad acquistare questi prodotti a un prezzo medio, imposto dalla regione, con una banda di oscillazione che non può superare il 20 per cento.

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Secondo gli amministratori regionali con questo semplice meccanismo la regione Lazio risparmierà 4 milioni di euro nel 2013 e 11 milioni di euro nel 2013 per la spesa in forniture. E siamo solo agli inizi, visto che per il momento il prezzo di riferimento riguarda, come abbiamo detto, solo una piccola parte degli articoli. La strada è lunga, ma con la campagna “Ospedali, basta sprechi” si potranno risparmiare molti soldi e migliorare la qualità dei servizi resi dagli ospedali.