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Sanità e sprechi: Zingaretti elimina l’Agenzia regionale

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Il neo presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha deciso di chiudere l’Agenzia regionale di Sanità pubblica (Asp). Una scelta giusta, perché si tratta di una struttura assolutamente inutile, come si capisce al volo dando uno sguardo al suo sito, e costosa. Qui, infatti, lavorano 38 dirigenti e 104 dipendenti, con una proporzione a favore dei primi che fotografa bene il clientelismo dell’Agenzia. Nessuno verrà licenziato, ma compiti e dipendenti dell’Asp saranno riportati all’interno delle strutture dell’assessorato regionale, dice Zingaretti.

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Un primo segnale che vale un risparmio di 8 milioni all’anno, in una regione sommersa da un debito sanitario vicino a 1 miliardo di euro. Bisognerà vedere come il presidente della giunta intende investire i soldi risparmiati con il suo taglio. Un consiglio: dia un secondo segnale, investendo denaro pubblico per eliminare la vergogna dei ricoveri in barella. Nel Lazio dalle 200 alle 400 persone al giorno sono costrette ad aspettare in barella il ricovero in Pronto soccorso. Meno burocrazia inutile e sprecona, e più servizi efficienti: questa è la strada giusta per governare bene la sanità pubblica.

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