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Sergio Rizzo

 Non sono più libero di volare con un aereo di linea a causa della presenza della scorta e delle procedure di sicurezza». Così Ignazio La Russa, dopo aver definito «una bufala» la denuncia dei dipietristi, secondo i quali il nostro ministro della Difesa, accanito tifoso nerazzurro, avrebbe utilizzato un velivolo di Stato per andare alla partita di Champion’ s league Inter Schalke04, ha confessato la sua grama condizione di «prigioniero» dei voli blu. Condizione, beati loro, che non vivono David Cameron e consorte i quali, come ha riferito il quotidiano britannico The Independent, hanno potuto recarsi a Ibiza per una settimana di vacanza con Easyjet. E nemmeno il capo dell’ opposizione Ed Miliband, fresco di matrimonio, volato in viaggio di nozze con la stessa compagnia low cost. Eppure, com’ è di tutta evidenza, il capo del governo inglese non è certo una personalità meno «sensibile» dal punto di vista della sicurezza rispetto al ministro della Difesa italiano. Dov’ è allora la differenza? Non si chiama «prigionia», ma «privilegio»: e a quello i nostri politici non sono proprio capaci di rinunciare. Colti in castagna, reagiscono accampando scuse: c’ era un posto vuoto… mi hanno dato un passaggio… sono prigioniero della scorta. Quando non fanno addirittura spallucce: «Embè?». Esempi come quello di Tommaso Padoa-Schioppa, che nel 2007 se ne andò a un vertice internazionale a Berlino con un volo Easyjet sono caduti regolarmente nel vuoto. Di più. La mappa dei privilegi aereonautici dei nostri politici, dopo un transitorio giro di vite imposto dal precedente governo, si è allargata a dismisura. Ricordate che un paio d’ anni fa un fotografo immortalò all’ aeroporto di Olbia alcuni ospiti del presidente del Consiglio che un aereo di Stato aveva accompagnato in Sardegna per una festa nella dimora del premier? L’ opposizione anche in quell’ occasione insorse, ma era tutto perfettamente regolare: il caso fu archiviato. Appena insediato, il nuovo governo aveva per prima cosa abolito le regole restrittive che vietavano l’ uso indiscriminato dei voli di Stato. E i risultati si sono visti: nel 2009 le ore di volo per «esigenze di Stato» degli aerei del 31° stormo calcolate in base al numero dei ministri e dei sottosegretari sono aumentate del 23,3% rispetto al 2005, anno in cui era stato registrato il record assoluto. Alla faccia della crisi e di quel puritano di David Cameron.