I sentimenti si possono anche insegnare

Un tempo si chiamava Educazione sentimentale. Mai così necessaria come oggi

Genitore e ragazzo parlano e sorridono a un tavolo, immagine rappresentativa di educazione sentimentale

Ovviamente qui non si parla di lezioni in classe o di retorica familiare da marketing del Mulino Bianco. Ma l’educazione sentimentale non è mai stata così attuale e necessaria. In un’epoca nella quale i costumi si sono involgariti e le relazioni umane hanno perso tono e autenticità, riuscire a coltivare i sentimenti, magari abbinati alle passioni, è una grande fortuna e un pezzo essenziale del percorso formativo.

L’educazione sentimentale è anche un antidoto naturale alle forme più degradate delle pulsioni che hanno sostituito i sentimenti e le passioni: il bullismo, la violenza verbale, prima sul web, e poi fisica, con pugni e calci. E sono un antidoto alla solitudine, all’indifferenza, a non sentire l’altro come necessario.

Ma i sentimenti si apprendono o fanno parte della natura umana? Per quanto siano una parte integrante del carattere e della personalità, i sentimenti appartengono a una sfera formativa che sta nel campo della cultura. In una parola: i sentimenti si imparano. E non arrivano solo per divina provvidenza.

E chi educa? Chiunque ha questo ruolo: il genitore, l’insegnante, il prete (se c’è anche la fede religiosa). L’importante è avere la consapevolezza che la scuola non può prescindere dall’insegnamento, per esempio, di un confine netto che deve esistere, sempre e comunque, tra il bene e il male. Un genitore non può prescindere, tra le sue responsabilità, dalla ricerca della condivisione di quel calore emotivo che appunto riscalda i sentimenti. E li rende un piacere assoluto.

Nei sentimenti, in fondo, c’è il nocciolo della vita. L’amore, la paura, la gioia, la noia, il dolore, la disperazione. È impossibile prescinderne e, come qualsiasi cosa che si impara, quando si ritarda troppo o si ignora, c’è il rischio che poi non ci sia più né il tempo né la possibilità di rimediare. I sentimenti, a guardarli da vicino, si insegnano rendendoli visibili (anche con l’esempio), facendoli entrare nella cassetta degli attrezzi di una persona, abbinandoli all’intensità e al piacere delle emozioni che provocano.

Esistono, infine, diverse fonti per educare ai sentimenti, compresa la letteratura, e tra queste bisognerebbe escludere il web e l’intelligenza artificiale. Internet non è adatto all’educazione sentimentale: le sue risposte sono e arrivano sempre in tempo reale, laddove i sentimenti invece hanno bisogno di tempo e di profondità per espandersi e poi appiccarsi al nostro corpo, al nostro cervello e al nostro cuore.

 Persona osserva un dipinto in museo, immagine rappresentativa di educazione ai sentimenti attraverso l’arte

Molto meglio puntare su alcuni strumenti tradizionali: per esempio i buoni libri, a partire dai classici. Tutta la grande letteratura dell’Ottocento altro non è che un grande viaggio nell’universo dei sentimenti: se solo riusciamo a convincere i ragazzi a fare qualche esplorazione, sicuramente ci saranno sentimenti che resteranno nella loro memoria e nella loro immaginazione. Stesso discorso per il cinema, le arti visive, e non solo quelle legate ai linguaggi del contemporaneo. Un quadro classico, che sia Botticelli o Caravaggio, non può lasciare indifferenti nel momento in cui si guarda con calma: è sicuramente uno straordinario strumento con il quale l’artista ci conduce, prendendoci per mano, nel mondo dei sentimenti.

Gesto di supporto tra persone in un contesto di gruppo, immagine a tema comunità e sentimenti

E in ogni caso l’educazione sentimentale passa per il recupero del contatto fisico: un bacio, una carezza, un sorriso in più, sono come dei piccoli tappeti volanti che ci fanno atterrare nella bellezza dei sentimenti.

Educare ai sentimenti, dal vivo e non online, significa anche espanderli, creare un effetto-contagio e farci sentire parti di una comunità. Dallo sport alla danza, dal volontariato ai viaggi: attorno a passioni, interessi e sogni condivisi, si creano piccole comunità, oasi di serenità e di uno stile di vita ispirato alla leggerezza. Qui crescono i sentimenti, in una reciproca forma di educazione alla loro potenza.

Leggi anche:

Vuoi conoscere una selezione delle nostre notizie?