Leggerezza: serve quella delle rondini, non delle piume

Siamo circondati da persone pesanti e spesso noiose. Da evitare. La leggerezza invece ci avvicina agli altri. Aiuta a non prenderci troppo sul serio. Ci regala energia e sorrisi. La grande lezione di Italo Calvino

vivere con leggerezza

Siamo circondati, talvolta assediati, da persone pesanti. Persone che si gonfiano, si autocelebrano e a forza di farlo diventano noiose. Insopportabilmente noiose e pesanti. Laddove invece abbiamo tutti bisogno di leggerezza, sana leggerezza. Anche perché, come è scritto in un best seller pubblicato in Svezia (La guida scandinava per vivere 10 anni di più), la leggerezza probabilmente contribuisce ad allungare la vita e sicuramente la migliora. In tutti i sensi, in qualsiasi angolatura e spigolatura, nei momenti nei quali il mondo sembra girare nel verso giusto e tutto quadra, e quando invece siamo presi da un naturale senso di sconfitta, di abbandono e di solitudine.

LEGGEREZZA

Ci sono molti testi che parlando di questo fondamentale stile di vita, ma quello insuperabile resta il libricino scritto da Italo Calvino in occasione delle 5 lezioni che doveva fare ad Harvard con le sue sei proposte per il nuovo Millennio. Era il 1985, mancavano ancora 15 anni al nuovo secolo, quello attuale, e Calvino, che non riuscì a tenere le lezioni a causa della sua morte improvvisa, con il tocco visionario del poeta e dello scrittore di fiabe, riuscì a scolpire in poche parole l’essenzialità della leggerezza. Ovvero «il planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore». Qui c’è tutto.

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VIVERE CON LEGGEREZZA

La leggerezza, infatti, è uno sguardo per atterrare nel duro e faticoso quotidiano della vita, dall’alto, e non esserne travolti, dal basso. Non con l’occhio della supponenza o dell’alterigia, ma con un comportamento naturale che ci fa vedere le cose in profondità e allo stesso tempo le distanzia dall’affanno del presente. Pensate solo un attimo a quante persone che ci circondano si prendono sempre e solo sul serio, si gonfiano, si auto-rappresentano, si auto-elogiano, si auto-citano. Sono pesanti, prive del soffio vitale della leggerezza, da abbinare invece all’auto-ironia, altrettanto lieve ed efficace. A un fantastico gioco a due con l’esistenza, quasi un braccio di ferro, per non prendersi mai troppo sul serio.

QUANDO UNA PERSONA È LEGGERA?

Calvino aveva capito bene quanto il mondo contemporaneo marciava unito e compatto, in una cecità di massa, verso la nuvola dell’Io, Io, Io, dove il Noi scompare del tutto. La leggerezza, invece, ci avvicina all’altro, ci aiuta a sentirci comunità, a tessere il filo dell’empatia e della solidarietà. Ci spinge fuori dal ghetto dell’indifferenza e ci porta nel campo libero del piacere di sentirci in qualche modo, non virtuale, connessi, da relazioni anche sottili, leggere appunto, ma non per questo meno importanti. Nel consentirci di «non avere macigni nel cuore», la leggerezza, un contrario della superficialità (chi assimila i due termini non ha capito nulla e deve ripartire da zero), è una forma di naturale prevenzione contro il rancore, l’odio, la voglia, anche feroce, di regolare, prima o poi, i conti.

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La leggerezza è e resta sempre la più solida alleata dell’ottimismo della volontà, quello che serve quando la vita ci sembra buio, quando tutto, anche il coro dei luoghi comuni, sembra spingerci verso l’abisso del pessimismo, non sempre ispirato dalla ragione, ma talvolta espresso solo dal conformismo. Da ciò che ascoltiamo come un sottofondo musicale e poi ripetiamo come dei pappagalli. La leggerezza è vita, prima di essere stile di vita. Ed è energia, preziosa come un talismano quando la durezza della vita non ci fa sconti, da abbinare con qualche sana e ricorrente risata (di alleggerimento). Se poi riusciamo ad alleggerire oltre alla testa e all’anima, anche gli armadi che talvolta fotografano la nostra insensata pesantezza, allora è probabile che alla fine saremo costretti a dare ragione all’autore del best seller svedese, Bertil Markulnd, un medico del servizio pubblico: leggeri si campa più a lungo.

CHI PRENDE LA VITA CON LEGGEREZZA?

Chi prende la vita con leggerezza è fortunato. Riesce ad affrontare qualsiasi difficoltà della vita, anche le più dure, senza scoraggiarsi, senza crollare e senza sbandare. La leggerezza è anche una forma di predisposizione all’amore, alla mente aperta, alla disponibilità. Nella consapevolezza che esiste sempre una ricompensa poco piacevole: l’ingratitudine.

LEGGEREZZA FRASI CELEBRI

  • <A forza di profondità, si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, che è anche leggerezza, che sa essere leggera, può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità> Leonardo Sciascia

La leggerezza è una forma di espressione dell’intelligenza. E in questo senso le due cose coincidono. Gli stupidi sono rigidi, ottusi, fanno un’enorme fatica a cambiare idea ed a dubitare. Non riescono a vedere gli altri, ma solo il proprio ombelico. E si auto-condannano alla pesantezza.

  • <Bisogna essere leggeri come una rondine, non come una piuma> Paul Valéry

Osservate il volo di una rondine, il suo planare dall’alto, e capirete questa splendida e poetica definizione della leggerezza. Nulla a che vedere con lo svolazzare di una piuma, priva di consistenza, di solidità. E, nel caso degli uomini, di personalità.

  • <Bisognerebbe prendersi meno sul serio> Michael Bay

Quante persone si prendono troppo sul serio! Sono piene del loro ego e del loro narcisismo: per loro la leggerezza è solo un miraggio.

COME ALLEGGERIRE LA PESANTEZZA DELLA VITA:

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