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Un forno di solidarietà: il “Pane in attesa” degli studenti di Padova

L'iniziativa di alcuni studenti dell'Università di Padova per lottare contro la crisi e contro gli sprechi alimentari: con 'Pane in attesa' la condivisone parte dal fornaio.

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FORNO SOLIDALE: IL PROGETTO “PANE IN ATTESA” – Si dice che nella cultura napoletana vigesse un’antica tradizione di solidarietà, quella del caffè sospeso. La pratica, ripresa da alcune associazioni come la Rete del Caffè Sospeso, è semplice: una persona in particolare stato di buon umore prende un caffè ma ne paga due, permettendo ad un futuro avventore senza denaro di godersi un caffè, offerto all’umanità in segno di buon auspicio. L’iniziativa di alcuni studenti di Padova è finalizzata alla condivisione di un bene ben più prezioso, specialmente in periodi di crisi: il pane.

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IL PROGETTO SOLIDALE DEGLI STUDENTI DI PADOVA – L’idea è nata durante il corso di Psicologia di Comunità da 13 studenti in Scienze Psicologiche della Personalità e delle Relazioni interpersonali dell’Università di Padova. Sotto la spinta e la supervisione del professor Alessio Vieno, questi ragazzi hanno voluto mettere in pratica gli ideali di prevenzione e intervento proattivo studiati durante il corso. Il ‘Pane in attesa’ si articola in tre fasi:

1) Il cliente, entrato in un panificio che espone il logo “Pane in Attesa”, sarà invitato ad acquistarne uno filone di pane in più, che verrà lasciato in deposito all’esercente;

2) L’esercente lascerà questo pane ‘in attesa’, segnandolo in un registro o riponendolo in un cestino a parte;

3) Qualsiasi avventore successivo e bisognoso potrà ritirare questo filone in qualsiasi momento e gratuitamente.

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INIZIATIVE CONTRO LO SPRECO DI PANE – Il progetto ha lo scopo di offrire la possibilità di compiere un gesto concreto in favore di un concittadino in stato di bisogno, contribuendo in tal modo ad accrescere il senso di comunità. Il benessere collettivo entra così in armonia con i vantaggi personali, in quanto ‘Pane in attesa’ favorisce chi non ha le possibilità di acquistare il necessario per vivere, garantendo ad ogni cittadino il bisogno primario del pane. L’iniziativa è inoltre preziosa perché affronta il tema dello spreco del pane, che nelle grandi città, le stesse nelle quali le affollate mense della Caritas pagano migliaia di euro per rifornirsi, produce ogni giorno quintali di cibo gettato e sprecato.

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SOLIDARIETA’ IN CRESCITA – Il progetto è aperto e desidera estendersi ben oltre i confini patavini: grazie alla semplicità del materiale necessario, l’ingrediente fondamentale sembra essere quello della sensibilità sociale e ambientale. E questa sensibilità sembra non mancare: anche grazie al successo di iniziative simili, come il pane in attesa di Messina, gli studenti di Padova stanno ricevendo sempre più richieste da tutta Italia: Torino, Livorno, Bari, Vicenza, Viterbo. I ragazzi infatti si propongono di fornire agli interessati tutto il materiale per cominciare (volantini, manifesti e loghi) per dare omogeneità al progetto, e sono contattabili dal sito www.paneinattesa.altervista.org.

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Il progetto è in concorso per l’edizione 2014 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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