Fondi rischio idrogeologico e prevenzione territorio - Non Sprecare
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Alluvione in Sardegna, servono fondi per la prevenzione: prendiamoli dai tagli agli sprechi

La speculazione edilizia e la scarsa manutenzione del territorio hanno reso l’Italia un paese a rischio idrogeologico. E i fondi per la prevenzione del territorio che fine hanno fatto?

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Ormai lo abbiamo capito tutti e la tragedia in Sardegna ce lo ricorda con cronometrica puntualità: l’Italia è diventata un paese a rischio idrogeologico (oltre 6.633 comuni su 8mila e migliaia di scuole) perché da anni facciamo molta speculazione edilizia e poca manutenzione. Cioè prevenzione del territorio.

FONDI RISCHIO IDROGEOLOGICO E PREVENZIONE TERRITORIO – I fondi per questo obiettivo sono stati continuamente tagliati, da ogni governo che si è insediato, e siamo così passati da oltre 500 milioni di euro del 2009 a 84 milioni del 2012. E il governo Letta, per il momento, ha messo sul tavolo per il 2014, nella legge di stabilità in discussione, appena 30 milioni di euro. Una cifra ridicola.

Nelle immagini i pesanti danni causati dal ciclone che si è abbattuto sulla Sardegna (Getty Images – La Presse)

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LO SPRECO DEI SOLDI PER LE EMERGENZE – Ovviamente la coperta è corta, i soldi mancano e in passato buona parte dei fondi sulla prevenzione del territorio sono stati sprecati o dirottati a finanziare l’emergenza. L’ultimo piano di adattamento ai cambiamenti climatici e di manutenzione del territorio, presentato dall’ex ministro Corrado Clini, è rimasto un elenco di buone intenzioni, a partire dallo stanziamento previsto: 1,6 miliardi di euro all’anno per vent’anni.

FONDI DAI TAGLI AGLI SPRECHI DELLA SPESA PUBBLICA – Servono volontà politica e tanti soldi che, al momento, bisogna prendere atto della realtà, non ci sono. Intanto il governo può dare un primo segnale importante: una parte dei risparmi previsti dal super commissario Carlo Cottarelli per il 2014, attraverso i tagli degli sprechi nella spesa pubblica, siano stanziati per la prevenzione del territorio. Sarebbe una scelta importante e significativa, anche solo come segnale di inversione di tendenza.

E sarebbe una scelta che porterebbe lavoro e sviluppo, cioè una sana crescita economica ispirata al comandamento Non Sprecare. Oltre che mettere in sicurezza, gradualmente, il Paese.

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