Malattie diagnosticate con l’olfatto 

Il tumore al polmone produce un odore di muffa o dolciastro. Al seno, invece, sudore fruttato. L’odore pungente delle urine segnala la gotta

MALATTIE DIAGNOSTICATE CON L’OLFATTO

L’odore può essere la traccia giusta per diagnosticare una malattia con largo anticipo, quando è ancora curabile. Persino il Parkinson, o alcuni tumori, come al polmone, al seno, alla pelle. Gli studi sono appena iniziati, ed è presto per trarre conclusioni definitive, ma l’olfatto come veicolo per fare una terapia è una tecnica antichissima. La usava già Ippocrate, nell’antica Grecia, e diagnosticava malattie al fegato fiutando l’alito dei pazienti. E ancora prima, da un testo sanscrito del VI secolo Avanti Cristo, il Sushruta Samhita invitava i medici ad annusare i pazienti per fare le diagnosi.

ABBINAMENTO TRA MALATTIE E ODORI

Ma come sono abbinati gli odori alle malattie? Tutto si deve alla sintonizzazione del naso con il cervello, grazie alla quale si verifica l’abbinamento tra una malattia e uno specifico odore. D’altra parte, il nostro corpo diffonde continuamente sostanze nell’aria, che hanno un particolare odore, attraverso il respiro e i pori della pelle.

In questa tabella trovate un riepilogo sulla corrispondenza tra alcune malattie e gli odori associati al tipo di patologia.

Malattie Odori
Diabete di tipo 1 Ipertiroidismo Fruttato
Renali Pesce o ammoniaca
Epatiche Muschio, dolce e metallico
Gotta Odore delle urine molto pungente
Menopausa Odore corporeo più intenso, note fruttate o acide
Infezione da stafilococco Formaggio stagionato
Infezione da streptococco Burro o caramello
Infezione da Escherichia Coli Odore urine di aceto o frutta marcia
Helicobacter pylori Uovo marcio
Candida Lievito
Tumore al polmone Muschiato, di muffa o dolciastro
Tumore al seno Sudore fruttato, speziato o floreale
Tumori cutanei Rancido, acido, bruciato

ODORI E PARKINSON

Le prime ricerche scientifiche sulla relazione tra odori e malattie sono partite grazie a una scoperta empirica, avvenuta nel 2019, dell’infermiera inglese Joy Milne, capace di diagnosticare il Parkinson del marito Les ben 12 anni prima della diagnosi, grazie all’olfatto. Il sospetto le era venuto per lo strano odore di muschio umido che arrivava dal corpo del marito. Dalla scoperta di Joy si è passati agli studi dell’Istituto di Biotecnologia di Manchester, con test chimici per individuare le molecole che costituiscono l’odore del Parkinson. Il risultato di queste ricerche è un test commercializzato dalla società SebOMIX, costituita dai ricercatori di Manchester, per rilevare la malattia con largo anticipo rispetto ai primi sintomi. Ovvero quando ormai si è persa circa la metà dei neuroni che producono il neurotrasmettitore dopamina.

ODORI E MALATTIE NEURODEGENRATIVE

Ricerche più recenti, e al momento ancora sui moscerini, realizzate all’università di Riverside, in California, hanno portato alla seguente scoperta: il diacetile, una molecola il cui odore ricorda il burro, interferisce con processi molecolari che portano alla comparsa di tumori e di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Da qui gli studiosi sono partiti con il sogno di arrivare a una “prevenzione profumata”, ovvero alla possibilità, attraverso gli odori, di fare diagnosi con largo anticipo delle malattie ed essere così in condizione di affrontarle con terapie adeguate. Ad esempio, fiutando le urine per scoprire un tumore alla prostata prima che diventi inoperabile.

ODORE DI PESCE E PROBLEMI RENALI

Un’altra categoria di malattie per le quali le ricerche sono riuscite ad associare la patologia agli odori del corpo, è quella dei problemi renali. Chi ne soffre emana dall’alito un odore di pesce e ciò perché se i reni non funzionano, si accumula urea che poi si trasferisce nei polmoni e viene esalata con il respiro. L’insufficienza epatica, fino alla cirrosi, è invece segnalata da un classico odore di muschio dolciastro.

VOLATOLOMICA

La volatolomica studia i composti volatili emessi dagli organismi viventi (volatoloma), come fonte di informazioni dei processi fisiologici. All’università romana di Tor Vergata un gruppo di ricercatori del Centro interdipartimentale di volatolomica , guidato dal professore Corrado Di Natale, in collaborazione con lo IEO (Istituto europeo di oncologia), ha completato uno studio, pubblicato sul Journal of Breath  Research , sulla diagnosi anticipata del tumore al polmone grazie all’odore riscontrato nelle urine. I ricercatori italiani sono arrivati a concludere la ricerca dopo avere messo a punto il cosiddetto “naso elettronico”, un macchinario che, con gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, identifica i componenti dell’impronta chimica, e quindi degli odori, del cancro al polmone.

IMPORTANZA DELL’OLFATTO E COME SI PROTEGGE

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