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Condannato da un cancro, prima di morire lascia l’impresa ai dipendenti. Per darle continuità

La generosa storia di Stefano Conti, una lezione per tanti piccoli imprenditori italiani che ancora sovrappongono azienda e famiglia. Mentre lui ha dato l’80 per cento ai suoi ragazzi. E solo il resto alla moglie e al figlio.

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IMPRENDITORE LASCIA AZIENDA AI DIPENDENTI

La continuità di un’impresa è il suo vero valore, quello che spesso si spreca per problemi di successione e per una cattiva gestione del passaggio generazionale. Stefano Conti, invece, con molta lungimiranza e con altrettanta generosità, ha fatto il contrario, e ha dato una lezione a tanti piccoli imprenditori che continuano a sovrapporre in modo ossessivo l’azienda alla famiglia.

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LA STORIA DI STEFANO CONTI

Consapevole di essere stato colpito da un male incurabile a soli 56 anni, Stefano ha predisposto, pochi mesi prima di morire, un’ordinata successione nella sua impresa, la Elettroservice, un piccolo gioiello del made in Italy nel settore dell’assistenza e della manutenzione degli impianti di condizionamento. Come? L’80 per cento dell’azienda è andata ai suoi dipendenti che lavoravano con Stefano da molti anni, e hanno contribuito a fare il successo di Elettroservice. Un riconoscimento del lavoro svolto, ma anche il segno delle continuità di una storia aziendale che non finisce con la scomparsa del suo fondatore.

Il restante 20 per cento è andato invece a Tiziana Tancredi, avvocato, moglie di Stefano Conti, e al figlio Emanuele. Saranno poi loro a decidere se, con questa quota, vorranno continuare a dare un contributo professionale all’impresa, o se si limiteranno a incassare la loro quota di dividendi. Quando ci saranno. «Stefano guardava sempre avanti, anche dal suo letto d’ospedale dove sapeva di essere condannato» racconta la moglie Tiziana «Così ha chiamato un notaio e ha dettato la sua precisa volontà di lasciare il controllo dell’azienda ai ragazzi» E saranno loro a proseguire l’avventura di Stefano Conti.

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