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I volontari torinesi che raccolgono il cibo avanzato nei mercati e lo danno ai poveri

Si chiamano Ecomori, e recuperano anche 600 chili di cibo in un solo giorno. La gran parte dei volontari che partecipa all'iniziativa è composta da richiedenti asilo e profughi che si rendono utili alla comunità raccogliendo cibo scartato, ma ancora perfettamente commestibile, per distribuirlo gratuitamente a chi ne ha bisogno

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ECOMORI CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Da uno dei mercati di quartiere più frequentati a Torino, nella zona di Porta Palazzo, arriva una straordinaria esperienza di lotta allo spreco del cibo e di aiuto ai cittadini poveri e alle famiglie dei profughi. Si tratta dell’iniziativa portata avanti da Ecomori, un gruppo di volontari, tra cui profughi e richiedenti asilo, che ogni giorno si piazzano come dei guardiani all’interno del mercato e fanno il loro generoso lavoro antispreco.

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ECOMORI CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE2SPRECO DI CIBO

Funziona così: Dalle 13 alle 14 i volontari entrano in azione chiedendo ai commercianti del mercato chi ha cibo in più da lasciargli. Una consetudine che ormai ha preso piede con la benedizione degli esercenti che hanno capito che l’attività non gli toglie clienti. E i risultati sono straordinari. In media, ogni giorno, i volontari con la pettorina arancione riescono a recuperare circa 200 chili di cibo perfettamente commestibile. Tanto alimenti, tanti prodotti, che altrimenti finirebbero nella spazzatura e invece servono a riempire la tavole di famiglie povere, persone anziane e sole, in grande difficoltà, immigrati e profughi che stentano. Un’impresa straordinaria che il sabato, quando il mercato di Porta Palazzo è particolarmente affollato, arriva a recuperare fino a 600 chili di cibo che altrimenti andrebbe sprecato. Con un effetto virtuoso anche sulla catena di smaltimento dei rifiuti, perché i volontari, in accordo con il Comune di Torino, con l’Amiat, la società che gestisce i rifiuti, e con l’azienda Novamont, distribuiscono anche sacchetti per i rifiuti organici che contribuiscono a portare a termine un’efficiente raccolta differenziata. E tra l’alto, gli “Ecomori” sono in prima linea per dare una mano a riempire i bidoni.

ECOMORI CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE3

INIZIATIVE SOLIDALI TORINO –

Il merito di questa iniziativa si deve a Paolo Hutter, del portale Eco delle Città, che ha inventato anche la parola “Ecomori”, unendo il termine ecologico con “moru“, cioè l’epiteto piemontese con cui si identificano le persone di colore. La scelta di un nome del genere è dovuta al fatto che proprio il gruppo di profughi, ospiti dei centri della città, è il vero protagonista dell’iniziativa. Questi ragazzi, infatti, hanno dato la loro piena disponibilità a raccogliere gli scarti alla spesa, rendendosi utili e contribuendo a costruire una cultura del riuso.

Le foto sono tratte dal sito internet Eco dalle città

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