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Giubileo di Papa Francesco: perché punta sulla misericordia e sul perdono

Questo evento religioso segnerà il pontificato di Bergoglio. Un libro spiega bene quali sono le opere concrete e quelle spirituali per coltivare la misericordia. A leggerle vengono i brividi…

Giubileo di Papa Francesco: perché  punta sulla misericordia e sul perdono
Giubileo della misericordia
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GIUBILEO DELLA MISERICORDIA –

Si è parlato molto finora del Giubileo come evento, con i 33 milioni di pellegrini previsti, con le opportunità economiche che ne derivano, con i lavori pubblici che bisognava fare a Roma, con la paura per gli attentati da parte dell’Isis. Ma il Giubileo, che si aprirà il giorno dell’Immacolata, è innanzitutto un appuntamento religioso, spirituale, come ci ricorda Angelo Scelzo, vice direttore della Sala Stampa della Santa Sede, in un libro (Il Giubileo, la Misericordia di Francesco. Libreria Editrice Vaticana) che ne ricostruisce i vari tasselli.

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GIUBILEO 2015 –

E quello di Roma sarà il Giubileo di Papa Francesco, con i paradigmi del suo pontificato, il suo linguaggio, e il suo messaggio pastorale. A partire dalla parola chiave che lo accompagna: la misericordia. Unico, efficace antidoto contro il nihilismo, il cinismo e l’indifferenza che ci sovrastano. L’ex vescovo Bergoglio ha definito così la misericordia: «Una legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona, quando guarda con gli occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita». Parole semplici, nello stile di questo Papa, ma di estrema profondità e anche molto impegnative.

La misericordia è la cifra di un cristiano che esce dal proprio guscio e affronta, senza reticenze, il rapporto con l’altro, chiunque esso sia. Nella missione pastorale di Papa Francesco è la chiave per avvicinarci alle periferie dell’umanità (ricordate sempre la frase con la quale si presentò subito dopo la sua elezione: «Mi hanno preso dalla fine del mondo»), luoghi
dell’ingiustizia, del sopruso, della violenza e della povertà, ma anche della profonda solitudine esistenziale.

Il terreno dove il cristiano agisce, nella sua vita quotidiana, e dove la Chiesa esercita la sua funzione, altra espressione di Papa Francesco, di «ospedale da campo».
Nel libro di Scelzo la misericordia è declinata anche nelle opere: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, rifugio ai senzatetto, visitare gli ammalati, vestire gli ignudi, visitare i carcerati, seppellire i morti.

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GIUBILEO DELLA MISERICORDIA 2015 –

Tutte ispirate alla vicinanza, al contatto diretto, all’abbraccio amorevole, con gli ultimi, che nel Regno dei cieli, secondo il messaggio delle Beatitudini, saranno i primi, come già li considera sulla terra Papa Francesco. Poi ci sono le sette opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare a chi non sa, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti. A leggerle, vengono i brividi. Per l’impegno al quale sono chiamati i cristiani, laddove la misericordia incorpora non solo il perdono ma perfino la tolleranza con chi davvero non sopportiamo.
Papa Francesco, da buon gesuita, nella sua essenziale semplicità non trascura alcun particolare. Non è necessario etichettarlo come un pontefice «rivoluzionario» per riconoscerne l’ambizione, in termini di rinnovamento, in un momento in cui la Chiesa soffre, anche per le ombre di sporcizia che l’hanno allontanata dal sentimento e dalla fede popolare. E non è certo una casualità del calendario il fatto che il Giubileo di Bergoglio si apra lo stesso giorno in cui si chiuse il Concilio Vaticano II, mezzo secolo fa.

Che significa? Una linea di continuità con la svolta conciliare, voluta da Papa Giovanni, anche contro il parere di una parte della gerarchia ecclesiastica, e conclusa da Paolo VI. Un Concilio che non ha ancora dato tutti i suoi frutti, anche perché i tempi della Chiesa non sono quelli della vita civile, e non è stato del tutto metabolizzato dal popolo di Dio. Anzi.

Il cristianesimo, religione ormai di pace, sempre e comunque, soffre per un rapporto incompiuto con al modernità, la grande sfida lanciata con il Concilio Vaticano II. E la misericordia giubilare, «la via che unisce Dio all’uomo» nella parole di Papa Francesco, è una bussola per una Chiesa aperta, che non abbandona l’umanità al suo destino e alle sue tentazioni autodistruttive.

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