Gli Obama chiedono all´Italia la ricetta del mangiar sano | Non Sprecare
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Gli Obama chiedono all´Italia la ricetta del mangiar sano

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Cibi grassi e nocivi sono la dieta abituale di molti americani. E lobesita’ e’ unemergenza nazionale Ora la Casa Bianca corre ai ripari: Carlo Petrini spieghera’ la sua filosofia alimentare ai medici Usa Il fondatore di Terra Madre lunedi’ parlera’ alla piu’ importante Authority sanitaria Le malattie da sovrappeso sono sconvolgenti per le sofferenze e i costi economici

LAmerica di Barack e Michelle Obama in cerca di una ricetta contro la pandemia dellobesita’ chiama in soccorso Carlo Petrini. Non e’ unesagerazione. Lunedi’ prossimo il fondatore di Slow Food e Terra Madre sara’ ascoltato come un vate dai 280 medici del Center for Disease Control (Cdc). Inoltre il suo intervento verra’ trasmesso in diretta tv alla Casa Bianca e in tutti gli uffici federali. Il Cdc e’ la piu’ importante authority sanitaria, in prima linea nella guerra alle epidemie e nelle campagne per la prevenzione. Gli esperti del Cdc, un centro con poteri maggiori del nostro Istituto Superiore della Sanita’, sono alle prese con una delle piu’ gravi emergenze mediche nella storia degli Stati Uniti. Un rapporto della Emory University calcola che entro otto anni il costo delle cure per le patologie legate allobesita’ avra’ raggiunto 344 miliardi di dollari allanno. Le malattie da sovrappeso, che gia’ oggi rappresentano il 9% di tutto il bilancio della sanita’, raggiungeranno il 21% entro il 2018. Red Tuckson, direttore dello United Health Group, parla di uno tsunami di sofferenze croniche, malattie sconvolgenti non solo per i costi economici. Infarti, ictus, tumori, diabete, ipertensione, asma, artrite, depressione. Ce’ di che vanificare tutti i propositi dellAmministrazione Obama per riportare sotto controllo la spesa sanitaria. E una simile iperinflazione della spesa impedisce di assicurare cure decenti per tutti i cittadini americani. Cosi’ si spiega lappello degli Stati Uniti al fondatore di Slow Food, atteso qui come il lucido profeta di un cambiamento nello stile di vita, che e’ lunica via verso la salvezza. Hanno capito – commenta Petrini – il rapporto inscindibile tra alimentazione e salute, la centralita’ della cultura del cibo per curare le persone. una lezione antica, che era chiarissima ai fondatori della scienza medica, da Ippocrate a Galeno: la prima medicina e’ il cibo.
Lascesa del prestigio di Petrini negli Stati Uniti ha diversi punti di contatto con la parabola di Obama. Nellagosto del 2008, proprio mentre era sinfiammava la campagna elettorale per la Casa Bianca, a San Francisco si celebrava il trionfo della Slow Food Nation. Nella citta’ piu’ progressista degli Stati Uniti, Petrini veniva “incoronato” da tutti gli opinion-maker nel campo della nutrizione, del salutismo, delle scienze ambientali. Alice Waters la “zarina” della California Cusine. Wendell Berry il poeta-agricoltore del Kentucky. Vandana Shiva leconomista indiana in guerra contro Monsanto e gli ogm. Michael Pollan lambientalista di Berkeley autore del “Dilemma dellonnivoro”. Eric Schlosser celebre per il pamphlet di denuncia “Fast Food Nation”. Tutti con Petrini. I principi fondamentali di Slow Food sono stati abbracciati con entusiasmo da questa e’lite che ispira lAmministrazione Obama. E dietro il consenso degli esperti verso Carlo Petrini ce’ un fenomeno di massa, di quelli che colpiscono anche i leader politici. Questo piemontese che non parla inglese un anno e mezzo fa nella sua prima tourne’e americana gia’ riempiva sale da 1.200 posti a ogni serata. I soci americani di Slow Food hanno superato, a quota 35.000, i membri del movimento originario nato in Italia. Tutti i 50 Stati dellUnione hanno i loro Chapter, le associazioni territoriali che si rifanno ai valori di Petrini. E se Slow Food parla allintelligenza dei consumatori, su un binario parallelo procede lavanzata di Terra Madre: il movimento che applica gli stessi principi allagricoltura e alla produzione alimentare. Ogni anno 1.200 coltivatori e produttori alimentari americani vanno in pellegrinaggio a Torino per abbeverarsi alla sorgente di questo pensiero. I FarmersMarkets, mercatini di prossimita’ dove si vendono prodotti dellagricoltura biologica a “chilometro zero”, fioriscono a migliaia. Spuntano nel cuore di Manhattan (Lincoln Center, davanti al Metropolitan Opera) e nella Baia di San Francisco (Ferry Terminal, lEmbarcadero dove partono i traghetti). Non sono un fenomeno e’litario e snobistico – dice Petrini – , io stesso ho partecipato allinaugurazione di un Grocer Market alla Mission, nel quartiere ispanico di San Francisco, pieno di immigrati messicani.
La potenza educativa di questo movimento ha scalato le vette di eccellenza del sistema universitario americano. Dagli atenei dellIvy League alla California. Yale, Harvard, Princeton, Berkeley e altre 22 universita’ hanno ormai degli “orti scolastici” nei loro campus. Gli studenti che li coltivano riescono cosi’ a incidere sulla politica qualitativa delle mense universitarie. Dietro il prestigio delle grandi universita’ si aggrega tutto il fenomeno delle Edible School, il movimento guidato da Alice Waters per aggredire le radici della mala-nutrizione fin dallinfanzia. Un gioiello e’ la Martin Luther King School di Berkeley: 5.000 ragazzi per lo piu’ afroamericani, da strappare alle abitudini micidiali del junk-food. Perche’ anche questo da’ il segno dellimportanza di Petrini. La battaglia per il mangiare sano, genuino, per il rispetto della terra e dei sapori, in America piu’ che in ogni altra parte del mondo e’ una battaglia di sinistra. La mala-alimentazione e’ diffusa soprattutto tra i piu’ poveri. Ignoranza e basso reddito formano il cocktail mortale su cui specula il Big Business delle multinazionali alimentari: dai soft drink agli snack, dai pop corn agli hamburger, generazioni di operai e di neri, di immigrati e di middle class decaduta, sono scivolate nella trappola del mangiar troppo, a poco prezzo, e malissimo. Al centro di tutto – dice Petrini – ce’ lagroindustria piu’ distruttiva del pianeta, un sistema di coltivazione estensivo che e’ tra i massimi generatori di CO2, che depaupera le falde acquifere. Se non si cambia lagrobusiness americano, non si salva il pianeta. La sua battaglia combacia con tutte le sfide piu’ importanti dellAmministrazione Obama: la Green Economy e la riforma sanitaria, la lotta alle diseguaglianze e linvestimento nellistruzione. La First Lady ne e’ la paladina piu’ rappresentativa. Lorto agrobiologico di Michelle alla Casa Bianca e’ un messaggio potente per i bambini, neri e non, da strappare ai veleni che li insidiano fin dalle mense scolastiche.
Il bello dellAmerica – dice Petrini – e’ la velocita’ con cui parte il cambiamento dal basso, la capacita’ di rimettersi in discussione. Qui sta nascendo una nuova biodiversita’, con la crescita esponenziale dellagricoltura biologica, quella che gli americani chiamano organica. Sono giovani, hanno votato Obama, i produttori di formaggi da latte fresco, i creatori delle microbirrerie, tutti quelli che sispirano al nostro know how europeo. Mentre il nostro ministro dellAgricoltura sponsorizza lhamburger italiano?. Che tristezza. E la Coldiretti battezza FarmersMarkets i nostri mercati contadini, nati nel Medioevo. Ancora prima di incontrare gli esperti medici del Cdc, il 19 e il 20 Petrini arringhera’ il Georgia Organics. la maggiore conferenza nazionale dedicata allagricoltura sostenibile. Si terra’ ad Atlanta, Georgia. La sede della Coca-Cola.

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