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In casa da 32 anni senza pagare affitto e gli inquilini chiedono l’usucapione

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«Non paghiamo l´affitto da più di trent´anni. Ma non chiamateci abusivi». Gli inquilini del palazzo di piazza Marina di proprietà dell´Asp di Agrigento si difendono dall´accusa di essere irregolari. E intanto mandano avanti la causa di usucapione per diventare i legittimi proprietari dell´immobile – una palazzina di tre piani di fine Ottocento, che si trova di fronte al giardino Garibaldi – nel quale c´è ci abita da oltre 60 anni. Solo nel 2000, dopo oltre 24 anni e le prime cause di usucapione, l´azienda sanitaria agrigentina si è ricordata dell´immobile, ricevuto per lascito dal cavaliere Giambalvo di Menfi. Una vicenda balzata agli onori della cronaca dopo che l´assessorato regionale alla Salute ha denunciato la negligenza con cui viene amministrato il patrimonio della sanità pubblica siciliana concesso ai privati: decine di appartamenti, feudi e strutture in tutta Italia, affittate a prezzi fuori mercato. O del tutto dimenticate, come il palazzo di piazza Marina: tre piani, sette appartamenti e lo storico bar Lucà al pian terreno.

Un bene dal valore di milioni di euro, appartenuto al cavaliere Giuseppe Giambalvo, rampollo di una ricca famiglia di Menfi, che al momento della morte ha deciso di lasciarlo in eredità all´ospedale della sua città. Ma la decisione non è piaciuta alla principessa Beatrice De Gregorio, cugina materna: da allora l´inizio di un lungo contenzioso, finito nel 1978 con una transazione a favore dell´ospedale. Alla fine della controversia, durata un decennio, è cessata anche l´amministrazione giudiziaria. E da allora gli storici inquilini dell´immobile non pagano un euro. Adesso, dopo oltre trent´anni, rivendicano il diritto all´usucapione: «Abito qui con la mia famiglia da 67 anni – spiega Carmelo Lucà, ex presidente del consiglio di quartiere che dal padre ha ereditato il bar e due appartamenti al secondo piano dell´edificio – e per 24 anni nessuno si è più fatto sentire né vedere».

Scaduti i termini di legge, i sette affittuari hanno deciso di intraprendere le cause per diventare proprietari: «Abbiamo fatto ciò che bisognava fare: siamo andati al catasto per capire chi fossero i nuovi proprietari, ma fino al 2000 risultava ancora il defunto cavaliere Giambalvo. Nel frattempo abbiamo ristrutturato a nostre spese l´edificio, che cadeva a pezzi. Dieci anni fa abbiamo intrapreso il percorso per usucapire».

L´Asl di Agrigento, oggi Asp, è alle strette. Chiama un consulente esterno, l´avvocato Marcella Peritore, e la incarica di ricostruire la vicenda. Il legale ispeziona gli archivi del tribunale di Palermo e recupera la sentenza di transazione a favore dell´Asp. Da allora inizia una lunga battaglia giudiziaria. Una battaglia dagli esiti alterni, che ora ha visto vincere l´Asp, ora gli affittuari. Solo tre degli "occupanti" hanno cominciato a pagare un canone simbolico all´Asp di 400 euro ad appartamento, in attesa della sentenze definitive, attese per febbraio. Ma gli storici affittuari, che ormai si sentono proprietari, non si arrendono: «A molti di noi – dice Lucà – l´ente ha proposto di acquistare l´immobile. Una soluzione che potrebbe anche starci bene, a patto che ci propongano il prezzo catastale di 20 anni fa».

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